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  1. What's new in this club
  2. Una recente intervista a cinque stimati professionisti in campo medico. I medici parlano delle loro esperienze nell’impiego di cure che non prevedono l’uso delle trasfusioni di sangue. Cinque docenti medici canadesi parlano dei benefici e dei progressi fatti nel curare i pazienti senza trasfusioni di sangue.
  3. Mi chiamo Nicola. Le scrivo perché mi interesso sinceramente degli altri. \Nella lettura che segue, come persona riflessiva, se crede potrà rendersi conto del pericolo che corriamo noi è la nostra famiglia. Gentilissimo, Questo messaggio non è per insegnarle qualcosa, ma è per rammemorare sia a lei che me che scrivo, in quali tempi e condizioni viviamo. Inoltre, peché il nostro Creatore Geova Dio, ha deciso di intervenire. Molti dei mali di questo mondo non sono causati da singoli individui ma da organizzazioni. Possiamo citare le organizzazioni religiose che ingannano milioni di persone mentendo sulla natura di Dio, sull’attendibilità della Bibbia, sul futuro della terra e dell’umanità, e su moltissimi altri argomenti. Pensiamo inoltre ai governi e alle agenzie governative che promuovono guerre e conflitti etnici, opprimono i poveri e gli indifesi, e prosperano grazie a corruzione e favoritismi. Non dimentichiamo poi le grandi società che per avidità inquinano l’ambiente, saccheggiano le risorse del pianeta e si approfittano dell’ingenuità dei consumatori; in questo modo, pochi accumulano immense fortune mentre milioni di persone lottano contro la povertà. La Parola di Dio rivela che i governi e tutte le agenzie governative di questo vecchio mondo saranno scossi alle fondamenta, distrutti, insieme a tutti coloro che si schierano dalla loro parte contro il Regno di Dio. (Ger. 25:31-33). La scrittura in rosso che segue, il capitolo e i versetti di Geremia il profeta, indicano come sarà l'intervento divino e su chi. 31 ‘Si sentirà un frastuono fino alle estremità della terra, perché Geova ha in atto una controversia con le nazioni. Giudicherà personalmente tutti gli esseri umani. Passerà a fil di spada i malvagi’, dichiara Geova. 32 Questo è ciò che Geova degli eserciti dice: ‘Ecco, una calamità si diffonderà da una nazione all’altra, e una grande tempesta verrà scatenata dalle parti più remote della terra. . 33 “‘In quel giorno gli uccisi da Geova saranno ovunque, da un’estremità all’altra della terra. Non si farà cordoglio per loro, e non saranno raccolti né sepolti. Diventeranno come letame sui campi’. Controlli con la sua Bibbia. Certo, l'intervento sarà selettivo, spetta a noi decidere da quale parte stare. Prima che ci sarà l'intervento divino. Cordialmente Nicola Cutrì e moglie. - Email
  4. Il nome di Dio, scritto con quattro consonanti dell’alfabeto ebraico conosciute come Tetragramma, compare quasi 7.000 volte nel testo originale delle Scritture Ebraiche, molte volte in più rispetto a qualsiasi altro nome menzionato nella Bibbia. Questo è sicuramente un segno evidente che Geova desidera che conosciamo e usiamo il suo nome. CHE DIRE DEL NOME DI GEOVA NELLE SCRITTURE GRECHE CRISTIANE? Purtroppo, molte traduzioni della Bibbia non riportano il nome di Dio nonostante ricorra così spesso nelle Scritture Ebraiche e greche. Sostituiscono invece il nome divino con titoli come “Signore” o “Dio”. Perché l’hanno omesso Quando nel 1935 J. M. Powis Smith ed Edgar J. Goodspeed produssero una moderna traduzione della Bibbia, i lettori riscontrarono che il nome di Dio era stato sostituito nella maggioranza dei casi con SIGNORE e DIO. Nella prefazione veniva data questa spiegazione: “In questa traduzione abbiamo seguito la tradizione ebraica ortodossa sostituendo il nome ‘Yahweh’ con ‘il Signore’ e la frase ‘il Signore Yahweh’ con ‘il Signore Dio’. In tutti i casi in cui ‘Signore’ o ‘Dio’ stanno per l’originale ‘Yahweh’ è stato usato il maiuscoletto”. Poi, contraddicendo sorprendentemente la tradizione degli ebrei che leggevano YHWH ma pronunciavano ‘Signore’, la prefazione dice: “Chiunque pertanto voglia conservare il sapore del testo originale non deve far altro che leggere ‘Yahweh’ tutte le volte che vede SIGNORE o DIO”! A questo punto viene spontaneo chiedersi: Se il fatto di leggere “Yahweh” al posto di “SIGNORE” permette di conservare “il sapore del testo originale”, perché mai i traduttori non hanno usato “Yahweh” nella loro traduzione? Perché, per loro stessa ammissione, hanno ‘sostituito’ il nome di Dio col termine “SIGNORE” alterando così il sapore del testo originale? I traduttori dicono di aver seguito la tradizione ebraica ortodossa. Ma è questa una cosa saggia per un cristiano? Ricordate che furono i farisei, i custodi della tradizione ebraica ortodossa, a rigettare Gesù e a sentirsi dire da lui: “Avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione”. (Matteo 15:6) Questa sostituzione indebolisce veramente la Parola di Dio. Nel 1952 uscì in inglese la Revised Standard Version delle Scritture Ebraiche, e anche questa Bibbia sostituisce il nome di Dio con altri termini. Il fatto è degno di nota perché l’American Standard Version originale, di cui questa era una revisione, usava il nome Geova in tutte le Scritture Ebraiche. Perciò l’omissione del nome era un cambiamento notevole. Perché era stato fatto? Nella prefazione della Revised Standard Version si legge: “Il Comitato è tornato al più familiare uso della Versione del Re Giacomo [cioè di omettere il nome di Dio] per due ragioni: (1) La parola ‘Geova’ non rappresenta accuratamente alcuna forma del Nome usata in ebraico; e (2) l’uso di un qualsiasi nome proprio per il solo e unico Dio, come se ve ne fossero degli altri da cui distinguerlo, fu abbandonato dal giudaismo prima dell’ èra cristiana ed è decisamente inadeguato alla fede universale della chiesa cristiana”. Sono validi questi argomenti? Ebbene, come abbiamo già visto, il nome Gesù non rappresenta accuratamente la forma originale del nome del Figlio di Dio usata dai suoi seguaci. Ma questo non indusse il Comitato a non usare quel nome e a sostituirlo con titoli come “Mediatore” o “Cristo”. Questi titoli sono usati, ma in aggiunta al nome Gesù, non al posto d’esso. In quanto all’ argomento secondo cui non vi sarebbero altri dèi da cui il vero Dio debba distinguersi, ciò non è affatto vero. L’umanità adora milioni di dèi. L’apostolo Paolo osservò: “Ci sono molti ‘dèi’”. (I Corinti 8:5; Filippesi 3:19) Naturalmente, come Paolo precisa, c’è un solo vero Dio. Perciò un notevole vantaggio dell’usare il nome del vero Dio è che così lo si distingue nettamente da tutti i falsi dèi. Inoltre, se l’uso del nome di Dio è “decisamente inadeguato”, come mai ricorre quasi 7.000 volte nelle Scritture Ebraiche originali? In realtà molti traduttori non hanno ritenuto che il nome di Dio, con la sua pronuncia moderna, fosse fuori luogo nella Bibbia. L’hanno incluso nelle loro versioni e il risultato è sempre stato quello di una traduzione che fa più onore all’Autore della Bibbia e si attiene più fedelmente al testo originale. Alcune versioni molto diffuse che includono questo nome sono la Valera (spagnola, pubblicata nel 1602), l’Almeida (portoghese, pubblicata nel 1681), l’Elberfelder originale (tedesca, pubblicata nel 1871), e l’American Standard Version (inglese, pubblicata nel 1901). Anche varie versioni italiane (Garofalo, Moraldi, Mariani) usano regolarmente il nome di Dio, adottando però la grafia Jahve.
  5. Rapida-costruire la Sala del Regno. Italia. Durante l’ultima settimana dei lavori…la gioia che si prova è immensa!
  6. Carissimi fratelli... Dopo un anno di sacrifici e di lavori nella nuova casa dedicata a Geova...finalmente Domenica 20 Luglio abbiamo fatto la nostra prima adunanza!!! Che emozione... La gioia che ognuno di noi ha provato è stata immensa! Con 123 presenti la nostra prima adunanza è stata davvero speciale. Godetevi le foto... Saluti fraterni!
  7. http://www.jw-archive.org/post/84624864663/watch-tower-house-newcastle-ireland-lets?fbclid=IwAR0TPAe5Yn6egR2bf0djml5Mn2An86nAF5OPpsJz471n1e7agiYsbxbJ4R8
  8. Gerritt Lösch 22/5/2005, en Monza, Italia, subtitulado en español.
  9. Pregheremo per Dennis Christensen e sua moglie, Irina, e per i nostri molti fratelli e sorelle in Russia, mentre continuano a "mantenere la calma e mostrare sicurezza" in Geova. Isaia 30:15 Il mondo intero sta pregando per te, caro fratello!
  10. Dibattito pubblico sul battesimo dei neonati fra un vescovo.webm Questo dibattito pubblico, voluto da Tele Abruzzo Regionale (TAR) che ha invitato in studio i due contendeti, trae spunto dalle contestazioni rivolte alla Chiesa Cattolica Romana, da un sacerdote cattolico, Antonio Silvestri, da lui ritenuta in evidente contrasto con le Sacre Scritture e quindi in netto contrasto con il cristianesimo apostolico, istituito da Gesù Cristo. Principalmente, la sua contestazione s'incentra sul battesimo dei neonati o pedobattesimo, considerato dalla Chiesa il primo dei sette sacramenti. Al contrario Don Antonio ritiene tale pratica cattolica, una rottura con l'insegnamento esplicito della Bibbia che richiede per il battezzando un'età in cui sia nelle condizioni di esercitare una scelta consapevole e con una fede basata sulle sacre scritture. Insoddisfacenti sono state da lui ritenute le risposte del vescovo di Pescara, Francesco Cuccarese e di altri teologi consultati. L'impegno profuso da Antonio Silvestri nel diffondere pubblicamente il vero insegnamento biblico, ha provocato la veemente reazione del vescovo di Pescara, che lo ha aggredito verbalmente in pubblico. questo ha suscitato l'interesse dei mezzi d'informazione locali, fra cui Tele Abruzzo Regionale (TAR) che ha invitato in studio i due contendeti per un dibbattito televisivo. Questo dibattito illumina gli ascoltatori a comprendere perchè la Chiesa Cattolica Romana, non può essere considerata la vera chiesa di Cristo.
  11. La risposta della Bibbia La Bibbia non menziona la data della nascita di Gesù, né comanda di celebrarne il compleanno. La Cyclopedia di McClintock e Strong afferma: “"L’osservanza del Natale non è d’istituzione divina, né ha origine dal N.T. [Nuovo Testamento]"”. Ma c’è di più: un’analisi della storia del Natale rivela che questo affonda le sue radici in riti religiosi pagani. La Bibbia indica che se cerchiamo di adorare Dio in un modo che egli non approva in effetti lo offendiamo (Esodo 32:5-7). Storia delle usanze natalizie Il compleanno di Gesù: “"I primi cristiani non festeggiavano la [...] nascita [di Gesù] perché consideravano il festeggiare la nascita di qualcuno un’usanza pagana"” (The World Book Encyclopedia). Il 25 dicembre: Non c’è nessuna prova che Gesù sia nato in questa data. Probabilmente le autorità ecclesiastiche la scelsero per farla coincidere con le feste pagane che avevano luogo nel periodo del solstizio d’inverno. Scambio di doni e festeggiamenti: La Grande Enciclopedia GE 20 dice: “"Collegati con la festa del [Natale] sono degli usi che non sempre sono di origine cristiana, anzi per la maggior parte hanno le loro origini nelle religioni e civiltà pre-cristiane”. Alcuni sono “usi che chiaramente derivano dai Saturnali romani, che appunto si celebravano nella seconda metà di dicembre: in particolare l’uso di luminarie, lo scambio di doni, i regali ai bambini"”. L’Encyclopædia Britannica dice che durante i Saturnali “"venivano interrotti tutti i lavori e le attività commerciali"”. Luci natalizie: Secondo l’Encyclopedia of Religion, gli europei decoravano le loro case “"con luci e piante sempreverdi di ogni tipo"” per celebrare il solstizio d’inverno e per combattere gli spiriti malvagi. Vischio e agrifoglio: “"I druidi ascrivevano in particolare al vischio proprietà magiche. L’agrifoglio sempreverde veniva venerato in quanto considerato segno del ritorno del sole"” (The Encyclopedia Americana). L’albero di Natale: “"Il culto degli alberi era comune presso i popoli pagani dell’Europa e continuò a esistere anche dopo la loro conversione al cristianesimo"”. Rimase per esempio l’usanza “"di mettere un albero di Natale all’ingresso o all’interno della casa durante le festività invernali"” (Encyclopædia Britannica).
  12. Intervista a William Hoppe, ispettore edile "Mi ha molto colpito l'attenzione dei Testimoni di Geova all'ecosistema e all'ambiente" William Hoppe, ispettore edile. Un ingegnere che per conto del comune di Warwick ha effettuato le ispezioni nel cantiere dei Testimoni durante la costruzione della loro nuova sede mondiale esprime il suo parere sulla nuova struttura. ‘Tutto era estremamente pulito. Quello di Warwick è stato uno dei progetti più sicuri a cui abbia mai lavorato’. "Raramente mi è capitato di trovare condizioni più professionali e persone amichevoli, gentili, e competenti come fra i T.d.Geova". "Questo progetto mi ha insegnato che si può lavorare ad alti livelli" William Hoppe, ispettore edile.
  13. Decifrata la scritta sul manufatto in bronzo rinvenuto nell’Herodion, la fortezza nei pressi di Betlemme utilizzata dai romani e dal prefetto che mise a morte Gesù Al di fuori dei Vangeli - che ne parlano diffusamente e concordemente - su Ponzio Pilato, il prefetto della Giudea che mise a morte Gesù di Nazaret le notizie vanno cercate con il lanternino. Ma ora una nuova, straordinaria scoperta aggiunge un tassello utile per inquadrare la sua figura: su un anello scoperto alla fine degli anni Sessanta nell’Herodion vicino a Betlemme è stato possibile finalmente decifrare la scritta e questa attesta proprio il nome di Pilato. A leggere le parole sull’anello sono stati due studiosi israeliani. I quattro Vangeli, gli Atti degli Apostoli, gli storici Flavio Giuseppe e Tacito concordano nell’affermare che Gesù è stato condannato a morte e crocifisso durante l’amministrazione di Ponzio Pilato in Giudea, un’informazione, questa, che è rimasta codificata anche nel Credo (sia nella formula niceno-costantinopolitana sia in quella più breve del simbolo degli apostoli: «Fu crocifisso sotto Ponzio Pilato» oppure «Patì sotto Ponzio Pilato»). Sulla base delle informazioni forniteci da Flavio Giuseppe, ma anche da Filone, Tacito, Svetonio, Dione Cassio ed Eusebio, è possibile stabilire che Pilato svolse il suo mandato in Giudea tra il 26 e il 36, o l’inizio del 37 dopo Cristo. Dieci anni sono un periodo piuttosto lungo per un incarico di governatore e questo farebbe pensare che Pilato fosse piuttosto capace nel tenere sottomesse le popolazioni che gli erano state affidate dall’imperatore Tiberio. Sulla base delle date dei viaggi di san Paolo, che presumevano la diffusione del cristianesimo in Palestina, la fondazione della Chiesa di Antiochia, etc., si può ritenere con una certa sicurezza che la crocifissione a Gerusalemme non avvenne negli ultimi anni del mandato del governatore il cui nome viene ripetuto nel Credo da milioni di fedeli ad ogni celebrazione liturgica domenicale. È pertanto ipotizzabile che la morte del Nazareno sia avvenuta come scrive John P. Meier, «approssimativamente alla fine degli anni Venti o all’inizio degli anni Trenta del I sec. d.C.».
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