Jump to content

Sign in to follow this  
Guest Nicole

Cattolici italiani: cosa sanno di GESU' e della Bibbia?

Topic Summary

Created

Last Reply

Replies

Views

Guest Nicole -
Guest Nicole -
1
501

Top Posters

  • Guest 1

Recommended Posts


Sign in to follow this  

  • Similar Content

    • By Israeli Bar Avaddhon
      La cronologia, lÂ’interpretazione, la speculazione
       
        ATTENZIONE La trattazione che segue ridiscuterà uno dei "capisaldi" dell'intendimento dello schiavo fedele e discreto. Dal momento che non è intenzione dell'autore creare una pietra d'inciampo per nessuno, tantomeno creare divisioni o sette, il lettore è invitato a valutare attentamente se desidera proseguire nella lettura. Proseguire o non proseguire, quindi, sarà soltanto una decisione personale. Una cosa ancora migliore che potremmo fare tutti: aprire la Bibbia e confrontare tutte le scritture riportate o citate e valutare, in coscienza, se gli argomenti trattati sono logici e coerenti con la Parola di Dio         Tutto quello che abbiamo letto in merito alla profezia delle "70 settimane" riportato nel libro "Prestate attenzione alle profezie di Daniele!" (Capitolo 11) è meritevole di attenzione e dimostra quanto la parola di Dio sia precisa e affidabile anche quando pronuncia profezie molto distanti nel tempo. E’ stata anche evidente l’accuratezza storica e i numerosi riferimenti scritturali che hanno dato peso e autorevolezza a tutto il discorso. Chiunque si avvicini alla Parola di Dio senza preconcetti non può che rimanere colpito da tale dimostrazione di potenza e sapienza da parte di Dio. La spiegazione delle 70 settimane è ineccepibile ma può dirsi lo stesso di altre profezie? Che dire di quei calcoli su cui molti di noi hanno basato le speranze di una vita e che si sono scontrati con le critiche della maggioranza? Stiamo parlando del 1914. Anche questa è una profezia di Daniele? Anche questa è stata trattata con la stessa meravigliosa accuratezza delle settanta settimane di cui abbiamo appena letto? Anche se può non essere facile, cerchiamo di essere veramente obiettivi perché comprendere o non comprendere la Profezia, come il resto della Parola di Dio, può fare molta differenza per il nostro futuro eterno – Giovanni 17:3; 2 Tessalonicesi 1:8   CHE DIRE DEL 1914?   Il libro “prestate attenzione alle profezie di Daniele” alle pagine da 85 a 97 spiega nei dettagli il sogno di Nabucodonosor e la profezia dei 7 tempi asserendo che essa indichi la venuta del Regno di Dio nel 1914.
      Sarebbe profittevole, dunque, prendere il libro e confrontare con ciò che si leggerà di seguito.
      Il sogno di Nabucodonosor profetizza davvero la venuta del Regno di Dio nel 1914?   E’ PROPRIO COSI’? Proviamo ad esaminare ciò che c'è scritto nel libro senza pregiudizi. Ad una prima lettura sembra che Geova Dio abbia voluto dare una lezione di umiltà a Nabucodonosor, cosa che avvenne. I “sette tempi”, almeno per lui, furono sette anni e questo è confermato da tutto il racconto. Leggendo tutto questo senza preconcetti, non sembra che si debbano cercare altre spiegazioni più o meno nascoste. Comunque prendiamo per buona la tesi secondo cui “l’albero indica un dominio e una sovranità molto maggiori di quelli del re di Babilonia. Simboleggia la sovranità universale di Geova, il Re dei cieli, specie rispetto alla terra”. Questo significa, innanzitutto, che il Regno di Dio si stia paragonando, in un certo qual modo, al regno di Babilonia e questo stride con molti passi biblici che descrivono Babilonia come la più grande nemica del popolo di Dio. Significa anche che il “vigilante” (cioè un angelo di Geova) decide di abbattere il Regno di Dio e questo è, a dir poco, strano. Qualcuno obietterà che non bisogna cercare similitudini in ogni aspetto della profezia ma anche decidere quale parte della profezia deve avere un secondo adempimento e quale no potrebbe essere abbastanza arbitrario. In fondo non abbiamo altri riferimenti scritturali che ci indichino su quali particolari concentrarci e quali tralasciare. Quindi si sta dicendo che la profezia dell’albero si applica interamente a Nabucodonosor mentre solo una piccola parte si applicherebbe al Regno di Dio. Per la profezia delle “settanta settimane” non abbiamo avuto bisogno di spezzettare la profezia per cercare di capire a chi si applicasse o se si applicasse a più di una persona perché il soggetto è stato chiaro e riconoscibile fin dall’inizio. Tutta la profezia dei 7 tempi, invece, viene edificata su un unico versetto che è quello che dice... “L’albero crebbe e divenne forte, e la sua medesima altezza raggiunse infine i cieli ed era visibile sino all’estremità dell’intera terra” (Daniele 4:11) Il libro menzionato dice: “il grande albero rappresenta il ‘dominio che raggiunge l’estremità della terra’, che abbraccia l’intero regno del genere umano. Perciò simboleggia la sovranità universale di Geova, particolarmente in relazione alla terra. — Daniele 4:17”. Non è un po’ fragile, diciamo rischioso, edificare una serie di profezie (tutte collegate tra loro) su quest’unica spiegazione? Notate che la specificazione “particolarmente in relazione alla terra” è dovuta al fatto che la sovranità universale di Geova è, appunto, universale, per cui l’albero si sarebbe dovuto vedere non solo in tutta la terra ma in tutto l’universo. Specificando, invece, “in relazione alla terra”, possiamo escludere i cieli dalla visione e prendere per buona l’applicazione. Comunque dovremmo farci una domanda. Il fatto che l’albero raggiunga i cieli o l’estremità della terra è una dimostrazione o anche solo un’indicazione del fatto che si stia parlando del Regno di Dio? Lasciamo sempre che sia la Bibbia ad illuminarci. Notiamo cosa disse Geova ad Ezechiele in riferimento al Faraone. Ezechiele 31:1-8 dice... “E avvenne ancora che nell’undicesimo anno, nel terzo [mese], il primo [giorno] del mese, la parola di Geova mi fu rivolta, dicendo:?“Figlio dell’uomo, di’ a Faraone re d’Egitto e alla sua folla: “‘A chi somigli nella tua grandezza? Ecco, un assiro, un cedro del Libano, dai bei rami, con folte ramificazioni ombrose, e di altezza elevata, tanto che la sua cima era fra le nubi. Le acque lo fecero crescere; le acque dell’abisso lo fecero divenire alto. Con le loro correnti andavano tutt’intorno al luogo dov’era piantato; e mandavano i loro canali a tutti gli alberi del campo. Perciò si fece più elevato in altezza di tutti gli [altri] alberi del campo. “‘E i suoi rami si moltiplicavano, e i suoi ramoscelli continuarono ad allungarsi a causa della molta acqua nei suoi corsi d’acqua.?Sui suoi rami fecero i loro nidi tutte le creature volatili dei cieli, e sotto i suoi ramoscelli partorirono tutte le bestie selvagge del campo, e alla sua ombra dimoravano tutte le popolose nazioni. E divenne bello nella sua grandezza, nella lunghezza del suo fogliame, poiché il suo sistema di radici era su molte acque.?[Altri] cedri non lo uguagliavano nel giardino di Dio. In quanto ai ginepri, non avevano alcuna somiglianza con i suoi rami. E i platani stessi non gli erano simili nei ramoscelli. Nessun [altro] albero del giardino di Dio gli somigliava per bellezza”. Notiamo qualche similitudine con la visione di Nabucodonosor? Entrambi sono paragonati ad alti e possenti alberi. Entrambi raggiungono altezze elevate, fino al cielo infatti le espressioni “raggiungere i cieli” o “raggiungere le nubi” sono equivalenti – Confronta Giobbe 22:14; Isaia 14:14; Daniele 7:13 Di entrambi si nota la grande differenza con gli altri alberi. Di entrambi si dice che tutte le creature volatili e tutte le bestie selvagge trovano cibo e riparo. Ora, se applicassimo il principio secondo cui l’albero che “raggiunge le nubi” deve raffigurare il Regno di Dio, allora anche l’impero Egiziano dovrebbe essere un antitipo del Regno. Purtroppo, però, in questo racconto non si fa alcuna menzione dei “tempi” e di conseguenza non è possibile contare alcunché. Se pensate che sia ridicolo pensare che l’impero egiziano possa raffigurare il Regno di Dio, perché dovrebbe essere accettabile l’impero Babilonese?   Geova continua dicendo “Per la ragione che divenisti di altezza elevata, così che esso mise la sua cima perfino tra le nubi e il suo cuore si esaltò a causa della sua altezza,?anch’io lo darò in mano al despota delle nazioni” – Ezechiele 31:10, 11 Il Faraone si esaltò, esattamente come fece Nabucodonosor, e per questo motivo Dio decise di umiliarlo – Matteo 23:12 Nabucodonosor se la cavò con sette anni di pazzia mentre l’impero di Faraone venne assediato. Anche questo versetto rimarca il fatto che Dio toglie e da “il regno a chi vuole” (e in questo caso Egli diede il regno di Faraone al “despota delle nazioni”). Ezechiele 31:12-14 prosegue... “Ed estranei, i tiranni delle nazioni, lo taglieranno, e il popolo l’abbandonerà sui monti; e il suo fogliame certamente cadrà in tutte le valli, e i suoi rami si romperanno fra tutti i letti dei corsi d’acqua della terra. E tutti i popoli della terra scenderanno dalla sua ombra e l’abbandoneranno. Sul suo tronco caduto risiederanno tutte le creature volatili dei cieli, e sui suoi ramoscelli saranno certamente tutte le bestie selvagge del campo;?affinché nessuno degli alberi irrigati divenga elevato in altezza, o metta la sua cima anche fra le nubi, e perché nessuno che beve acqua stia in piedi contro di loro nella sua altezza, poiché certamente saranno tutti dati alla morte, alla terra di sotto, in mezzo ai figli del genere umano, a quelli che scendono nella fossa’”. Anche questo albero viene abbattuto e umiliato (Geova farà questo attraverso il re di Babilonia). A motivo delle tante similitudini con il regno d’Egitto, siamo davvero certi che l’albero che “raggiunse i cieli” si riferisca al Regno di Dio?
        Quando si tratta del 1914, siamo davvero come i bereani? O siamo "bereani" solo quando dobbiamo confutare le dottrine della cristianità?
       
      C’è un altro particolare interessante il quale dovrebbe farci riflettere. La Bibbia paragona i cieli ai governi, siano essi umani o celesti. Applicando questo concetto all’albero che raggiunge i cieli e i cui altri alberi non reggono il confronto con esso, significherebbe semplicemente che questo albero ha il regno sopra gli altri regni (più piccoli) e di Babilonia la Grande si dice, appunto, che “ha il regno sopra i re della terra” – Rivelazione 17:18 L’unico parallelismo legittimo che si può fare con Babilonia, senza timore di prendere cantonate, è quello relativo a Babilonia la Grande perché è il parallelismo che fa la Bibbia. In effetti tutti gli imperi mondiali menzionati nelle Scritture hanno avuto, per un certo periodo, il regno sopra gli altri regni. Ciro disse infatti di se stesso... “Io sono Ciro, re del mondo, gran re, re legittimo, re di Babilonia, re di Sumer e Akkad, re delle quattro estremità (della terra), figlio di Cambise (Ka-am-bu-zi-ia), gran re, re di Anzan, nipote di Ciro , . . . discendente di Teispe, . . . di una famiglia (che) ha sempre regnato”. (Ancient Near Eastern Texts, a cura di J. B. Pritchard, 1974, p. 316) Sicuramente l’umiltà non era una caratteristica apprezzata dai persiani come neppure dai babilonesi ma di fatto il regno ebbe il potere sugli altri regni conosciuti (tanto da definirsi “re delle quattro estremità della terra”) e quindi si poteva ben dire che la sua altezza aveva raggiunto i cieli ed era visibile o conosciuto fino alle estremità della terra. Nel racconto di Ezechiele e in quello di Daniele non c’è alcun riferimento, proprio nessuno, al Regno di Dio anzi... entrambi i resoconti menzionano un giudizio da parte di Dio su nazioni nemiche, orgogliose e violente. Ogni eventuale calcolo cronologico dovrebbe rispettare il soggetto in essere ed infatti questa parte della Scrittura è ben diversa da ciò che si dice in merito alle “settanta settimane” – Daniele 9:24-27 Nel resoconto di Daniele capitolo 9 si parla chiaramente del Messia (vedi Daniele 9:25) e non è necessario leggere ciò che non è scritto. Chiunque volesse essere polemico potrebbe discutere sulla data di inizio da cui contare le “settimane” o anche sul metodo addotto* (un giorno per un anno) ma di certo non si può discutere del soggetto in essere (il Messia). Si potrebbe, per assurdo, anche discutere su chi fosse veramente il Messia (cosa su cui discutono ancora gli ebrei) ma di certo non si può discutere che Daniele capitolo 9 parli dell’arrivo del Messia! Invece Daniele capitolo 4 parla di Nabucodonosor e del suo regno, mentre tutto “l’intendimento” relativo al Regno di Dio è costruito su quattro righe riportate nel libro “Prestate attenzione alle profezie di Daniele!” che recitano: “Ma il grande albero rappresenta il dominio che raggiunge l’estremità della terra, che abbraccia l’intero regno del genere umano. Perciò simboleggia la sovranità universale di Geova, particolarmente in relazione alla terra. - Daniele 4:17” (capitolo 6, pagina 87 dell’edizione italiana del libro). Non sembra un’affermazione molto decisa con una base molto debole? Cerchiamo di non far dire a Daniele 4:17 quello che in realtà non dice perché basta conoscere le regole base della grammatica per non distrarsi dal soggetto. Il soggetto è Nabucodonosor e Dio gli fa comprendere che, a motivo del fatto che si è esaltato, gli avrebbe tolto il regno e l’avrebbe dato a chiunque Egli avesse voluto (esattamente come Egli fece con Faraone). In pratica Colui che governa davvero è il Creatore e gli altri regni esistono soltanto perché Lui lo permette – Confronta Romani 13:1 Quindi non c’è alcun motivo per ritenere che l’albero (cioè uno dei tanti governi che Geova ha permesso nella storia del genere umano), rappresenti in realtà il Regno di Dio. Se qualcuno vuole insinuare che il fatto che Dio menzioni il Suo dominio sia indicativo che l’albero stesso raffiguri il Suo dominio (ed è un’acrobazia semantica incredibile) allora possiamo prendere il racconto riportato in 2 Re 19:14-19 e fare lo stesso ragionamento. “Ezechia prese quindi le lettere dalla mano dei messaggeri e le lesse, dopo di che Ezechia salì alla casa di Geova e le stese dinanzi a Geova. 15?Ed Ezechia pregava dinanzi a Geova e diceva: “O Geova, Dio d’Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei il [vero] Dio di tutti i regni della terra. Tu stesso hai fatto i cieli e la terra. 16?Porgi il tuo orecchio, o Geova, e odi. Apri i tuoi occhi, o Geova, e vedi, e odi le parole di Sennacherib che egli ha mandato per biasimare l’Iddio vivente. 17?È un fatto, o Geova, che i re d’Assiria hanno devastato le nazioni e il loro paese. 18?E hanno consegnato i loro dèi al fuoco, perché non erano dèi, ma l’opera delle mani dell’uomo, legno e pietra; così che li hanno distrutti. 19?E ora, o Geova nostro Dio, salvaci, ti prego, dalla sua mano, affinché tutti i regni della terra conoscano che tu solo, o Geova, sei Dio”. Ezechia sapeva benissimo che Geova era “il vero Dio di tutti i regni della terra” e pregò affinché Sennacherib venisse fermato nel suo intento di distruggere Gerusalemme. Sappiamo benissimo quale fu la risposta di Isaia la quale ultima parte recita... “Perché il tuo eccitarti contro di me e il tuo ruggire sono saliti ai miei orecchi. E certamente ti metterò il mio uncino al naso e il mio freno fra le labbra, E in realtà ti ricondurrò per la via per la quale sei venuto” - 2 Re 19:28 Se facessimo lo stesso ragionamento addotto per il capitolo 4 di Daniele, allora potremmo supporre che anche il “regno di Sennacherib” era un antitipo del regno di Dio perché anche lui dovette imparare (a sue spese) che Geova è “il vero Dio di tutti i regni della terra” o, detto in altre parole “domina su tutto il genere umano”. Purtroppo anche in questo racconto non ci sono numeri, giorni, settimane o mesi da calcolare e quindi nessun motivo per leggere “venuta del regno di Dio” anche dove non se ne fa alcuna menzione. E’ possibile che il forte desiderio di veder adempiersi le profezie abbia influito sull’intendimento e quindi abbia spinto a leggere quello che in realtà non era scritto? Questo significa che, se proprio si volesse vedere un secondo adempimento al racconto riportato in Daniele capitolo 4, si dovrebbe rispettare il soggetto in essere e cioè Babilonia. È probabile che il racconto di Daniele stia semplicemente raccontando l’umiliazione di Nabucodonosor e che i “sette tempi” significhino soltanto sette anni ma non possiamo essere categorici. A questo riguardo è utile riflettere sul fatto che anche l’umiliazione del Faraone, riportata in Ezechiele, potrebbe avere un secondo adempimento in quanto Geova dice che “scrollerà le nazioni” e questo potrebbe essere un riferimento alla guerra di Armaghedon. Quindi, senza fissarci troppo con una data specifica, nel caso in cui il racconto di Daniele avesse voluto indicarci un secondo adempimento della profezia, il resoconto sta in realtà dicendo: “Babilonia cadrà, rimarrà inattiva per sette tempi e poi risorgerà”. Questo non può che riportare la nostra mente all’ultima menzione che la Bibbia fa di Babilonia – Rivelazione 17:5 Gli indizi relativi a Babilonia la Grande ci hanno portato alla nazione d’Israele quindi la domanda che dovremmo farci è... “Da che anno dovremmo iniziare a contare i 2520 anni (cioè 360*7) fino a vedere la rinascita (eventuale) di Babilonia?” Dal racconto di Daniele le date possibili da cui partire per contare i sette tempi sono due: 1) Da quando Nabucodonosor ha avuto la visione o è caduto in “disgrazia” (infatti Daniele dice “l’albero sei tu” – Daniele 4:20-22) 2) Dalla morte di Nabucodonosor (se Nabucodonosor rappresenta il regno di Babilonia, la sua morte è il momento in cui l’albero viene “abbattuto” ma è da notare che non c’è alcun riferimento a questo nella narrazione di Daniele il quale, anzi, dice che il regno gli sarebbe stato assicurato – Daniele 4:26)   Per quanto riguarda la prima ipotesi è impossibile avere una data accurata in quanto né la Bibbia né la storia secolare ci dicono in quale anno Nabucodonosor venne cacciato dal suo regno. Ciò avvenne, ovviamente, dopo il 597 a.E.V. (anno in cui Nabucodonosor porta i primi prigionieri Giudei a Babilonia secondo la datazione secolare; c’è una differenza di 20 anni con quella dello schiavo che, infatti, mette il 617 a.E.V.) ed entro il 570 a.E.V. (se Nabucodonosor muore nel 562 a.E.V. - sempre secondo la data secolare - e il periodo di “cattività” dura 7 anni e il regno gli viene restituito si presume che esso abbia regnato per almeno un anno, il 570 è l’ultimo anno utile). Comunque nei primi quattro capitoli di Daniele si menzionano Daniele, Sadrac, Mesac e Abednego prima come fanciulli (Daniele 1:3, 4) e successivamente come uomini robusti (Daniele 3:12, 27) e tutto questo prima che Nabucodonosor abbia il famoso sogno dell’albero. Questo significa che, dalla loro deportazione fino al giorno in cui il re eresse l’immagine d’oro, passarono almeno 15, 20 anni. Quindi se gli ebrei sono giunti a Babilonia nel 597 a.E.V. ma passano 20 vent’anni prima della costruzione dell’idolo d’oro e avendo presa per buona la data secolare (562 a.E.V) è possibile restringere il periodo dal 577 a.E.V. fino al 570 a.E.V. Ovviamente sono solo stime ma la data importante è il limite massimo di tempo (il 570 a.E.V) per cui se dalla deportazione fino alla costruzione dell’immagine fossero passati 15 anni anziché 20, la data di inizio sarebbe il 582 a.E.V. ma l’ultima data utile possibile sarebbe sempre il 570 a.E.V. L’eventuale rinascita di Babilonia, se di questo sta parlando Daniele, cosa tutt’altro che certa, sarebbe avvenuta tra il 1943 E.V. (2520-577) e il 1950 E.V. (2520-570). A rafforzare questa ipotesi ci sarebbe anche il fatto che la narrazione della sua cacciata è l’ultimo racconto riferito a Nabucodonosor. Pochi versetti dopo, infatti, non si parla più di lui ma di Baldassarre (Daniele cap. 5). E’ ragionevole concludere, quindi, che Nabucodonosor ebbe la visione negli ultimi anni, forse durante l’ultimo decennio del suo regno.   La seconda ipotesi riguarda la morte di Nabucodonosor la quale avviene, secondo le fonti secolari, nel 562 a.E.V. Secondo lo schiavo avviene invece nel 582 a.E.V. (vedi il libro “Prestate attenzione alle profezie di Daniele” capitolo 7, pagina 99). Contando 2520 anni si arriva al 1958 E.V. nel primo caso e al 1938 E.V. nel secondo caso.   Cosa ci dice la storia recente? Se, come abbiamo visto, Babilonia la Grande è la nazione d’Israele questo avvalorerebbe la prima ipotesi. La prima ipotesi colloca la rinascita di Babilonia tra il 1943 e il 1950. La “risurrezione” di Israele avviene, infatti, nel maggio 1948. Conoscendo la fissazione degli esseri umani per le date e i calcoli, però, è prudente prestare attenzione alle cose più importanti. Le date secolari non possono essere sicure, basandosi su reperti e confronti più o meno lacunosi, e di certo non possiamo basare la nostra fede su questo – 2 Corinti 5:7 Cosa accadrebbe se il 597 a.E.V., così come il 607 o il 537 o qualsiasi altra data su cui abbiamo basato gran parte delle profezie bibliche (senza che ci fosse una vero motivo per farlo) domani si dimostrasse completamente errato? Le conseguenze potrebbero essere molto serie e non solo da un punto di vista umano – Amos 3:1, 2 Non dobbiamo prendere per scontata la misericordia di Geova per cui dobbiamo essere prudenti nelle nostre affermazioni. Dal momento che non abbiamo alcuna certezza che i “sette tempi” non raffigurino semplicemente sette anni, non dovremmo perderci in queste speculazioni. La cosa più importante non è forse comprendere l’identità di Babilonia la Grande? Questo è un aspetto cruciale della profezia perché sono gli indizi a guidarci nei soggetti e nei tempi in cui stiamo vivendo, come dei segnali stradali, e non i calcoli – Confronta Matteo 24:32, 33 e 2 Timoteo 3:1-5 e fai un contrasto con Matteo 24:36 Non c’è alcuna indicazione temporale per l’uccisione dei due testimoni vestiti di sacco (vedi Rivelazione cap. 11) ma sappiamo che essi si rivelano alla fine della guerra. Sappiamo che la città chiamata “Sodoma ed Egitto” è Babilonia la Grande, quindi Israele, e di conseguenza sappiamo anche quale nazione e quali avvenimenti osservare con attenzione. Che la Bibbia profetizzi effettivamente l’anno della sua “risurrezione” oppure no, è sicuramente interessante ma non fondamentale per chi crede che Essa è davvero l’ispirata Parola di Dio. Fondamentale, semmai, sarà “uscire da essa” quando l’ONU si preparerà a distruggerla.     * Comunque la Bibbia conferma il metodo “un giorno per un anno” e anche che questo era lo stesso metodo utilizzato dal popolo di Dio – Ezechiele 4:6; Luca 3:15   Altri argomenti e informazioni, per chi volesse approfondire, sono disponibili al seguente indirizzo   http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/  
    • Guest Nicole
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      Malachia 1-4.pdf
    • Guest Nicole
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      Am 2:12 — Come possiamo applicare la lezione che impariamo da questo passo biblico? (w07 1/10 14 par. 8)
      2:12. Non dovremmo scoraggiare i pionieri, i sorveglianti viaggianti, i missionari o i membri della famiglia Betel, esortandoli a rinunciare al servizio a tempo pieno per fare una cosiddetta vita normale. Al contrario, dovremmo incoraggiarli a continuare il loro servizio.
      Am 8:1, 2 — Cosa significava il “paniere di frutti estivi”? (w07 1/10 14 par. 6)
      8:1, 2: Cosa significava il “paniere di frutti estivi”? Che il giorno di Geova era vicino. I frutti estivi si raccolgono verso la fine della stagione della mietitura, cioè verso la fine dell’anno agricolo. Quando Geova fece vedere ad Amos “un paniere di frutti estivi” volle dire che la fine di Israele era vicina. Perciò Dio disse ad Amos: “È venuta la fine per il mio popolo Israele. Non lo scuserò più”.
      Gemme spirituali Amos 1-9
      COSA AVETE IMPARATO SU GEOVA DAI CAPITOLI IN PROGRAMMA QUESTA SETTIMANA?
      *** wp16 n. 5 p. 4 In che modo Dio dà conforto ***
      L’apostolo Paolo descrive Geova come “l’Iddio di ogni conforto, che ci conforta in tutta la nostra tribolazione” (2 Corinti 1:3, 4). Con queste parole la Bibbia ci assicura che Dio è in grado di aiutare ognuno di noi e che non c’è tragedia che impedisca al nostro Padre celeste di confortarci.
      Certo, se vogliamo ricevere il conforto di Dio dobbiamo fare qualcosa. Come potrebbe un dottore aiutarci se non prendessimo mai appuntamento per una visita? Il profeta Amos scrisse: “Cammineranno due insieme a meno che non si siano incontrati per appuntamento?” (Amos 3:3). Le Scritture, pertanto, ci esortano: “Accostatevi a Dio, ed egli si accosterà a voi” (Giacomo 4:8).
      Perché possiamo essere sicuri che Dio si accosterà a noi? Innanzitutto perché ci assicura più volte che vuole aiutarci. (Vedi il riquadro.) E poi perché abbiamo la convincente testimonianza di persone che, sia nel passato sia nel presente, sono state confortate da Dio.
      QUALI ALTRE GEMME SPIRITUALI AVETE SCOPERTO NEI CAPITOLI IN PROGRAMMA QUESTA SETTIMANA?
      *** w13 15/2 p. 8 par. 2 Apprezziamo la nostra eredità spirituale? ***
      2 “La capanna [o casa reale] di Davide” era caduta con la detronizzazione del re Sedechia (Amos 9:11). Ma sarebbe stata riedificata grazie a Gesù (discendente di Davide) che avrebbe regnato a tempo indefinito (Ezec. 21:27; Atti 2:29-36). Come fece notare Giacomo in quell’adunanza epocale, la profezia di Amos si stava adempiendo col radunamento di eredi del Regno sia ebrei che gentili. Oggi un rimanente di cristiani unti e milioni di “altre pecore” di Gesù dichiarano insieme la verità della Bibbia quali servitori di Geova (Giov. 10:16).
      Amos 1-9 (1).pdf
    • By Israeli Bar Avaddhon
      Tutti gli imperi della statua del sogno di Nabucodonosor erano "re del nord".
      Vi siete mai chiesti perché non esiste una statua composta dai re del sud (iniziando dall'Egitto, poi l'Assiria etc)?
      Se tutti i re della statua erano "re del nord" come può l'ultimo re essere l'impero anglo-americano ovvero il re del sud?
       

      1corno.mkv
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      Daniele 4-6.pdf
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      Daniele 1-3.pdf
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      TRASCRIZIONE ITALIANO-Famiglia-Adorazione in famiglia. Giona- impariamo dalla misericordia Geova.pdf
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      Le nostre Sale del Regno non sono solo edifici, sono luoghi di adorazione dedicati a Geova. In che modo ognuno di noi può aver cura della Sala del Regno? Dopo aver guardato il video Prendiamoci cura dei nostri luoghi di adorazione, considerate le seguenti domande.
       
      A cosa servono le Sale del Regno?
      Perché dovremmo mantenere pulita e in buone condizioni la Sala del Regno?
      Chi si occupa della manutenzione delle Sale del Regno?
      Perché la sicurezza è importante, e quali misure di sicurezza abbiamo visto nel video?
      In che modo onoriamo Geova con le nostre contribuzioni?
      COME POSSO DARE UNA MANO?
      *** w15 15/7 p. 28 Questo è il nostro luogo di adorazione ***
      MOSTRIAMO RISPETTO PER LA PURA ADORAZIONE
      3 La Sala del Regno è il centro della pura adorazione nella comunità. Tra le disposizioni che Geova prende per nutrirci spiritualmente ci sono le adunanze settimanali nella Sala del Regno. È lì che tramite la sua organizzazione riceviamo la guida e l’incoraggiamento spirituali di cui abbiamo tanto bisogno. Tutti coloro che assistono alle adunanze lo fanno, in effetti, su invito di Geova e di suo Figlio. Sebbene tale invito a cibarci alla “tavola di Geova” sia permanente, non dovremmo mai darlo per scontato (1 Cor. 10:21).
      4 Geova considera così importanti tali occasioni riservate all’adorazione e all’incoraggiamento reciproco che ha ispirato l’apostolo Paolo a esortarci a non abbandonare “la nostra comune adunanza”. (Leggi Ebrei 10:24, 25.)Dimostreremmo rispetto nei confronti di Geova se mancassimo alle adunanze per ragioni di poco conto? Possiamo mostrare concretamente quanto apprezziamo Geova e le sue disposizioni preparandoci per le adunanze e prendendovi parte con tutto il cuore (Sal. 22:22).
      5 Dovremmo manifestare il dovuto rispetto nei confronti sia della Sala del Regno intesa come struttura che delle attività spirituali che vi si svolgono. Vogliamo che la nostra condotta rifletta i sentimenti che proviamo nei confronti del nome di Dio, che di solito compare sull’insegna della Sala del Regno. (Confronta 1 Re 8:17.)
       
      Prendiamoci cura dei nostri luoghi di adorazione.pdf
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      Gemme spirituali Geremia 32-34
      Ger 33:15 — Chi e il “germoglio” di Davide? (jr 173 par. 10)
      10 Geremia rappresentò il Messia che doveva venire come il “germoglio” di Davide. Era un paragone azzeccato. Proprio mentre Geremia prestava servizio come profeta, l’‘albero’ della famiglia reale di Davide fu tagliato. Il ceppo però non era morto. A suo tempo dalla linea di discendenza del re Davide nacque Gesù, che poté essere chiamato “Geova è la nostra giustizia”, a sottolineare il profondo interesse di Dio per questa qualità. (Leggi Geremia 23:5, 6).
      Geova permise che il suo Figlio unigenito soffrisse e morisse sulla terra. Poi, in armonia con la giustizia, poté applicare il valore del sacrificio di riscatto del “germoglio” di Davide come base per il perdono. (Ger. 33:15) Questo diede la possibilità a esseri umani imperfetti di essere “dichiarati giusti per la vita” e unti con lo spirito santo, diventando così contraenti del nuovo patto. Come vedremo, il profondo interesse che Dio prova per la giustizia è ulteriormente dimostrato dal fatto che altri, pur non essendo direttamente nel nuovo patto, hanno la possibilità di trarne beneficio, e si avvalgono di questa possibilità. — Rom. 5:18.
       
      Ger 33:23, 24 — Di quali “due famiglie” si parla qui? (w07 15/3 11 par. 4)
      33:23, 24: Cosa sono “le due famiglie” di cui si parla qui? Una è la famiglia reale che passava per la linea di discendenza del re Davide e l’altra è la famiglia sacerdotale dei discendenti di Aaronne. Quando Gerusalemme e il tempio di Geova furono distrutti, sembrò che egli avesse rigettato queste due famiglie e che non avrebbe più avuto un regno sulla terra né avrebbe fatto in modo che la sua adorazione venisse ristabilita.
       
      Geremia 32-34.pdf
    • Guest Nicole
      By Guest Nicole
      Ogni anno molti inattivi sono presenti alla Commemorazione. Questi cristiani avevano iniziato la corsa per la vita, ma poi hanno rallentato per varie ragioni, alcune delle quali sono menzionate nell’opuscolo Ritorna a Geova (Eb 12:1). Ad ogni modo gli inattivi sono preziosi agli occhi di Geova, che li ha acquistati con il sangue di suo Figlio (At 20:28; 1Pt 1:18, 19). Come possiamo aiutarli a tornare nella congregazione?
       
      Gli anziani cercano di aiutare gli inattivi proprio come un pastore cerca diligentemente una pecora che si è allontanata dal gregge (Lu 15:4-7). Questo riflette l’amorevole cura di Geova (Ger 23:3, 4). Ma non solo gli anziani possono incoraggiare questi cristiani, possiamo farlo tutti noi. Se saremo gentili e faremo degli sforzi per far sentire loro che sono parte della nostra famiglia spirituale, Geova sarà contento e noi proveremo molta soddisfazione (Pr 19:17; At 20:35). Quindi pensa a chi vuoi incoraggiare e non rimandare!
      GUARDATE IL VIDEO INCORAGGIAMO GLI INATTIVI E CONSIDERATE LE SEGUENTI DOMANDE:
      Cosa ha fatto Abbey quando ha incontrato una Testimone che non conosceva?
      Se vogliamo aiutare un inattivo, perché dovremmo parlarne con gli anziani?
      Come si è preparata Abbey per visitare Laura la seconda volta?
      Come ha dimostrato Abbey perseveranza, pazienza e amore mentre cercava di incoraggiare Laura?
      Cosa possiamo imparare dall’illustrazione di Gesù riportata in Luca 15:8-10?
      A quali risultati positivi hanno portato gli sforzi congiunti per aiutare Laura?
         *** w08 15/11 pp. 11-12 par. 18 Aiutiamo quelli che si allontanano dal gregge ***
      18 Se volete aiutare qualcuno che si è allontanato dal gregge di Dio, che qualità vi saranno utili? Oltre all’amore dovrete mostrare compassione, benignità, mitezza e longanimità. A seconda delle circostanze, forse dovrete anche essere pronti a perdonare. Paolo scrisse: “Rivestitevi dei teneri affetti di compassione, benignità, modestia di mente, mitezza e longanimità. Continuate a sopportarvi gli uni gli altri e a perdonarvi liberalmente gli uni gli altri se qualcuno ha motivo di lamentarsi contro un altro. Come Geova vi perdonò liberalmente, così fate anche voi. Ma, oltre a tutte queste cose, rivestitevi d’amore, poiché è un perfetto vincolo d’unione”. — Col. 3:12-14.
       
       
      Anche tu puoi incoraggiare un inattivo.pdf
    • Guest Nicole
    • Guest Nicole
    • Guest Nicole
    • By ARchiv@L
      Home Cronaca   Allarme bomba davanti a sede Testimoni di Geova Moncalieri, era una valigia piena di vestiti
      Sono scattati i controlli del caso, ma alla fine è emerso come la valigia contenesse solo degli abiti e l'allarme è cessato intorno alle 23,00.
      Di redazione -19 gennaio 2017  
       
       
      Allarme ieri sera in via Villafranca a Moncalieri quando un passante ha chiamato il 112 dopo aver notato una valigia abbandonata alla fermata dell’autobus davanti la sede dei testimoni di Geova.
      Sul posto, i Carabinieri hanno chiuso il tratto di strada e poco dopo sono arrivati gli artificieri per capire se all’interno della valigia si trovasse del materiale pronto ad esplodere.
      Sono scattati i controlli del caso, ma alla fine è emerso come la valigia contenesse solo degli abiti e l’allarme è cessato intorno alle 23,00.
       
      Allarme bomba davanti a sede Testimoni di Geova Moncalieri, era una valigia piena di vestiti
      http://www.cronacatorino.it/cronaca/allarme-bomba-davanti-sede-testimoni-di-geova-moncalieri-era-valigia-piena-vestiti.html
       
       
       
  • Forum Statistics

    61,691
    Total Topics
    114,643
    Total Posts
  • Member Statistics

    16,512
    Total Members
    1,592
    Most Online
    pastel
    Newest Member
    pastel
    Joined




  • Topics

  • Posts

    • All jokes have to have an element of truth ..... and THIS one certainly does!
    • It's a difficult doctrine, with an easy explanation. The Earth is about 3.5 billion years old. Each creative day is (3.5 billion divided by 7 = 500,000,000) about 500 million years.. Armageddon will occur at the "End of Days". Therefore ... "Stay Alive, 'till 500,001,975". See? The math works out perfectly, AND it agrees with fossils ! TA DA! Plus! --- the .ORG gets a LOT of "wiggle room". As Marvin Webster sez: "Ya'll think about it."    
    • Like you, I find it difficult to envision Christ's enthronement in 33 CE, for pretty much the same reasons as you. The urgency and keeping on the watch would almost seem cruel, if it was to last nearly 2000 years. Unless you think about those who have been waiting since the end of the 1800's and that have now died. Well for them, it was a lifetime of waiting anyway, so pretty much we could say that there would be no difference between someone waiting their whole lifetime in the middle ages and dying, than someone waiting their whole lifetime and dying now. I mean with respect to the individual. It seems like the scripture "Therefore, beloved ones, since you are awaiting these things, do your utmost to be found finally by him spotless and unblemished and in peace"  would have practical meaning for both individuals. I am assuming that most ordinary folk (at least in Christianized nations) were aware that if they lived a good and godly life they would land in heaven. That was the reward. But you do make a good point when you say that the holy writings were not accessible to ordinary folk, and most couldn't read so would they even know  what Peter wrote about in 2 Peter ch3? On top of that, "Christian" religion, Catholicism, did not advocate millennialism much, if at all. It wasn't until the protestant reformation in the 16 the century that millenialism was revived. Excerpt from the Catholic encyclopedia: (I don't expect you to read it all, just here for info) " Protestant fanatics (lol) of the earlier years, particularly the Anabaptists, believed in a new, golden age under the sceptre of Christ, after the overthrow of the papacy and secular empires. In 1534 the Anabaptists set up in Münster (Westphalia) the new Kingdom of Zion, which advocated sharing property and women in common, as a prelude to the new kingdom of Christ. Their excesses were opposed and their millenarianism disowned by both the Augsberg (art. 17) and the Helvetian Confession (ch. 11), so that it found no admission into the Lutheran and Reformed theologies. Nevertheless, the seventeenth and eighteenth centuries produced new apocalyptic fanatics (lol) and mystics who expected the millennium in one form or another: in Germany, the Bohemian and Moravian Brethren (Comenius); in France, Pierre Jurien (L'Accomplissement des Propheties, 1686); in England at the time of Cromwell, the Independents and Jane Leade. A new phase in the development of millenarian views among the Protestants commenced with Pietism. One of the chief champions of the millennium in Germany was I.A. Bengel and his disciple Crusius, who were afterwards joined by Rothe, Volch, Thiersch, Lange and others. Protestants from Wurtemberg emigrated to Palestine (Temple Communities) in order to be closer to Christ at His second advent. Certain fantastical sects of England and North America, such as the Irvingites, Mormons, Adventists, adopted both apocalyptic and millenarian views, expecting the return of Christ and the establishment of His kingdom at an early date. Some Catholic theologians of the nineteenth century championed a moderate, modified millenarianism, especially in connection with their explanations of the Apocalypse. So it would appear that anyone living from 33 C.E  up to the 16th century (apart from the disciples and early Christian congregation, and some early church fathers) would have no idea about even the existence of the coming of Christ as king of a 1000 year kingdom...  
    • No idea. The primary point was that people would tremble at such signs in the heavens. A space race with military implications was already hinted at in part of the yw book, which was already about Daniel and therefore had the king of the north in its sights.
    • Another sinister feather in the cap of the northern king. Did he want to tie in the Daniel prophesy?
    • Since you are asking, I'll take a cue from 1 Peter 3:15 and let you know what I'm thinking here. First of all we already believe that Jesus began to rule in 33. (I hope that was a mistake where you said 1933.) (Colossians 1:13-20) . . .He rescued us from the authority of the darkness and transferred us into the kingdom of his beloved Son, 14 by means of whom we have our release by ransom, the forgiveness of our sins. 15 He is the image of the invisible God, the firstborn of all creation; 16 because by means of him all other things were created in the heavens and on the earth, the things visible and the things invisible, whether they are thrones or lordships or governments or authorities. All other things have been created through him and for him. 17 Also, he is before all other things, and by means of him all other things were made to exist, 18 and he is the head of the body, the congregation. He is the beginning, the firstborn from the dead, so that he might become the one who is first in all things; 19 because God was pleased to have all fullness to dwell in him, 20 and through him to reconcile to himself all other things by making peace through the blood he shed on the torture stake, whether the things on the earth or the things in the heavens. There is no indication here that the Kingdom of God's Son is any different than the Kingdom of God which had now become the Kingdom of his Christ. In fact, you might notice a couple of other parallels between Colossians and Revelation, including the hurling down of Satan (rescuing us from the authority of the darkness). Also, perhaps by coincidence, the immediate context of Colossians also discussed the salvation and the power and the Kingdom and the authority and the conquering through the blood of the Lamb. (Revelation 12:10, 11) . . .Now have come to pass the salvation and the power and the Kingdom of our God and the authority of his Christ, because the accuser of our brothers has been hurled down, who accuses them day and night before our God! 11 And they conquered him because of the blood of the Lamb and because of the word of their witnessing, and they did not love their souls even in the face of death. The idea that Satan was cast down in 33 is also repeated several times in the Greek Scriptures.
    • One unanticipated personal consequence of going digital is that I read nothing until the week it is to be considered at meeting. I have not read the new Ezekiel book yet. Back in the day of subscriptions, I would read that entire Watchtower at the nearest opportunity. Doesn’t happen anymore. I never think to download the latest until I need it. In recent years I’ve come to think a lot about Paul’s counsel to follow the pattern of the healthful words. At first, the healthful words are retrieved and spit out verbatim—it is the nature of much of our research. But if you’ve been around long enough, you soon to learn to pick up on the pattern and you can originate them yourself.  It is as Mike Tussin used to say, a real person from No Fake News whose name I changed with the most sordid upbringing and the most telling common sense. He would explain how it was with the GB (in the 1970s). “They study and study and one of them notices a point and discusses it with the others. After subsequent discussion reaches agreement, it gets into print. Now, in your own personal study, you may have noticed that point, too,” I can hear him explaining now, “and if this was Christendom, you’d go out and start your own religion over it.”  For a brief time, he was a roommate of mine. He drove me nuts in taking literally the admonition to read God’s Word “in an undertone day and night.” In time, he learned that he had better not do it in my presence.
  • Popular Now

  • Recently Browsing

    No registered users viewing this page.

  • Who's Online (See full list)

×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Service Confirmation Terms of Use Privacy Policy Guidelines We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.