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Lettera aperta a Daro Weilburg


Baruq JW
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Lettera aperta a Daro Weilburg

Caro Daro,

Devo innanzi tutto chiederti di perdonare la mia audacia, poiché, nonostante sia da quasi quindici anni il tuo cadetto, mi trovo nell'obligo di farti dei rimproveri. Non credere che voglia mancarti di rispetto. Ma avendo come predecessore Eliu che, nonostante la sua giovane età, non si trattenne dal redarguire il venerabile Giobbe, penso di potere in buona coscienza seguire l’esempio di questo saggio personaggio dell’antichità.

Ho visionato alcuni dei tuoi video su internet. Rispondo qui perché hai bloccato tutti i commenti sulla tua pagina, quindi è impossibile raggiungerti. Non dubito neanche per un attimo che tu sia una persona sincera ma attenzione! nei giorni più bui della storia moderna, degli uomini sinceri ne hanno sterminati centinaia di migliaia di altri. La sincerità non implica l’aver ragione o l’essere scusabile per qualsiasi nostra azione o dichiarazione.

Tenendo questo preambolo a mente, spero che tu capirai che io possa aver trovato scioccanti due dei tuoi video che hai messo online e nei quali tratti il tema delle violenze sui bambini in seno all’organizzazione dei testimoni di Geova, prendendo come base l’affare altamente mediatizzato di Candace Conti.


Trovi improbabile che una donna possa aver atteso degli anni prima di rivelare l’aggressione di cui è stata vittima e la tratti di bugiarda. Ma che ne sai di cosa succede nella testa di una bambina che ha una completa fiducia negli adulti e che non può immaginare che uno di questi possa farle del male, in particolare se si tratta di un conoscente, un membro della famiglia, un fratello della congregazione o addirittura un anziano? Queste giovani bambine non avevano probabilmente alcuna idea di ciò che stesse succedendo loro. Alcune erano minacciate o erano vittima di ricatti, se parlavano. È così che funzionano le cose con i pedofili. In seno alla Chiesa cattolica, come anche dai testimoni di Geova, o in tutte le istituzioni in cui degli adulti sono in contatto con dei bambini.

Noterai che la Torre di Guardia del mese di maggio 2019, benché non apporti alcuna soluzione alle vittime, non sostiene il contrario:

È fin troppo facile per i malintenzionati ingannare [i bambini]. Chi abusa dei bambini insegna loro delle bugie pericolose che spingono il bambino a convincersi ad esempio che sia tutta colpa sua, che l’abuso vada tenuto segreto, che se ne parlasse nessuno gli crederebbe o che gli atti sessuali tra un adulto e un bambino siano un modo normale di dimostrare affetto. Il bambino potrebbe rendersi conto solo dopo molti anni che queste idee sono in realtà delle bugie. Potrebbe crescere sentendosi in colpa, sporco, danneggiato e indegno di essere amato e confortato. (w19 maggio p. 15, § 7)

E tu vorresti condannare queste innocenti? Vorresti rifiutare loro il diritto alla giustizia, perché numerosi anni sono passati? Sostieni la procedura imposta dal Corpo Direttivo dei due testimoni, allorché è proprio del pedofilo agire nel segreto? Parli di medicina legale quando è già difficile per una donna far riconoscere uno stupro che ha appena subito da adulta? Come si può infliggere questo a una bambina? Come sei crudele!

Ascoltandoti, sembrerebbe che Candace Conti si sia svegliata un bel giorno e che sia andata su internet, che abbia trovato la foto di un uomo che non conosce e abbia deciso di accusarlo, tutto ciò per uno scopo venale. Ciò ti appare plausibile? Per me, ciò sembra difficile. Tu che sei passato sotto le forche caudine della giustizia, puoi comprendere ciò che possa risentire una persona che deve affrontare un tribunale e il suo aggruppamento di giudici, procuratori, avvocati, generalmente uomini, spesso increduli, perplessi o scettici, a volte ostili. Nel tuo caso, sono i tuoi stessi errori che ti hanno condotto sul banco degli imputati. Ma non puoi metterti al posto di una donna che si umilia confessando di esser stata violentata mentre risente della vergogna per ciò che ha subito, allorché ripete instancabilmente ancora e ancora la stessa storia. Bisognerebbe avere una sorprendente forza di carattere per costruire una tale menzogna. Che alcune l’abbiano fatto, non ho difficoltà a crederlo, la perfidia non è l’appannaggio di uno dei due sessi, ma qui parliamo di migliaia di casi. Migliaia di bugiarde?

Tu affermi:

ciò non si verifica in nessuna Sala del Regno, in alcun posto del mondo. È impossibile che gli anziani o il genitore di un bambino permettano a un uomo di portare da solo un giovane bambino nel ministero. È una menzogna. Non accadrà mai, in alcuna Sala del Regno, 120'000 nel mondo intero, ciò non accadrà, è una menzogna. (“Is Candace Conti lying about being molested by a JW elder at 9?” su Youtube)

Caro Daro, permettimi di dirti che sei completamente fuorviato, poiché ecco qual è la realtà: in più di cinquant’anni, ho frequentato circa una decina di congregazioni in tre stati differenti. Posso dunque confermarti che lasciare un bambino da solo con un adulto è un fatto abituale in tutte le congregazioni! Dopotutto, non dobbiamo vivere in un paradiso spirituale in cui tutti sono belli e gentili? Chi può farci del male? Altrimenti, se è il caso, dov’è il paradiso? Per alcuni sarebbe piuttosto l’inferno.

Forse le cose sono mutate ultimamente, avendo il Corpo Direttivo riveduto la sua politica al fine di ripararsi dalle richieste di indennizzo sempre più numerose per non avere fatto nulla per proteggere i suoi fedeli più deboli, preferendo far pesare la responsabilità sui genitori e gli anziani se dovesse succedere qualcosa ad un bambino della congregazione. Ma il male che è stato fatto nel passato, lui, non può essere cambiato.

Per finire, i termini che impieghi a proposito di Barbara Anderson non sono degni di un sedicente discepolo e membro dell’autoproclamata unica vera religione raggruppante il popolo di Dio (rimarcherai che ho evitato di utilizzare il termine “cristiano”, quest’ultimo potendo qualificare solo colui che segue il Cristo e non un’organizzazione). Questa donna è stata la voce di migliaia di vittime silenziose che hanno trovato grazie a lei il coraggio di uscire dalla loro miseria. Allora, per rispetto per una persona che ha dato gli anni della sua vita a questo combattimento pagandone il caro prezzo, dovresti pesare le tue parole.

Caro Daro, so che avrai difficoltà ad accettare i miei argomenti, ma è un affare tra Dio e te. Per quanto mi riguarda, penso aver fatto il mio dovere.

Con il mio affetto cristiano,

Baruq

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