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  1. TV Svizzera sul bando dei testimoni di Geova in Russia Via
  2. La Camera dei deputati a Montecitorio condanna la discriminazione in Russia verso i cristiani T.d.GEOVA. Via
  3. Forse concordate con quanto insegna la Bibbia in merito al serpente che parlò a Eva, ovvero che la forza che vi si celava dietro era Satana. Comunque potreste chiedervi: ‘Perché un potente essere spirituale si sarebbe servito di un serpente?’ La Bibbia definisce le tattiche di Satana “macchinazioni”, o “astuzie”, e questo particolare aiuta a capire il punto (Efesini 6:11; nota in calce). Quello che accadde nell’Eden non è una favola che ha tra i protagonisti un animale parlante; è un agghiacciante esempio di astuta strategia architettata per adescare qualcuno e allontanarlo da Dio. In che senso? Satana scelse attentamente il suo bersaglio. Eva era la più giovane tra le creature intelligenti dell’universo. Sfruttando la sua inesperienza, Satana tramò un piano per ingannarla. Si celò dietro un serpente, animale molto cauto, per mascherare con astuzia i suoi obiettivi sfrontati e ambiziosi (Genesi 3:1). Notiamo ora quali risultati raggiunse facendo sembrare che il serpente parlasse, come un ventriloquo farebbe con un pupazzo. Primo, Satana catturò e mantenne viva l’attenzione di Eva. Lei sapeva che i serpenti non parlano. Suo marito aveva dato un nome a tutti gli animali, incluso questo, e probabilmente non senza averli studiati (Genesi 2:19). Lei stessa avrà osservato questo animale così cauto. Lo stratagemma di Satana suscitò quindi la sua curiosità: le fece rivolgere l’attenzione all’unica cosa che nel giardino di Eden le era proibita. Secondo, se il serpente si era appostato sui rami dell’albero proibito, a quale conclusione potrebbe essere giunta Eva? Potrebbe aver pensato che quella semplice creatura priva del dono della parola avesse mangiato di quel frutto e, come conseguenza, acquistato la facoltà di parlare. Se il frutto aveva tali effetti su un serpente, che effetti avrebbe potuto avere su di lei? Non possiamo sapere con certezza quello che Eva pensò, e non sappiamo neanche se il serpente abbia assaggiato il frutto; quello che sappiamo è che quando il serpente disse a Eva che il frutto l’avrebbe resa ‘simile a Dio’, non le fu difficile credere a quella menzogna. Anche le parole che Satana scelse ci dicono molto. Egli seminò dei dubbi nella mente di Eva sottintendendo che Dio la privasse di qualcosa di buono e limitasse inutilmente la sua libertà. La strategia di Satana puntava sull’eventualità che l’egoismo di Eva avesse la meglio sul suo amore per Dio, Colui che le aveva dato tutto (Genesi 3:4, 5). Purtroppo questa strategia funzionò. Né Eva né Adamo avevano sviluppato nel loro cuore il giusto tipo di amore e apprezzamento per Geova. Oggi Satana promuove un simile modo di pensare incentrato sull’egoismo. Ma quali erano i motivi di Satana? Quali i suoi obiettivi? Nell’Eden cercò di nascondere sia la sua identità che i suoi motivi, ma col tempo rivelò chi era. Quando tentò Gesù, sapeva di certo che camuffarsi sarebbe stato inutile. Così gli disse senza mezzi termini: “Ti darò tutte queste cose se ti prostri e mi fai un atto di adorazione” (Matteo 4:9). Evidentemente è da lungo tempo che Satana, divorato dalla gelosia, brama l’adorazione che spetta a Geova Dio. È pronto a fare di tutto per impedire agli esseri umani di adorare Dio o di farlo in modo a lui gradito. Satana gode a infrangere l’integrità dei servitori di Dio. La Bibbia rivela quindi che Satana è uno stratega disposto a uccidere pur di raggiungere i suoi obiettivi. Ma noi, al contrario di Eva, possiamo resistere agli inganni di Satana “poiché non ignoriamo i suoi disegni”. — 2 Corinti 2:11. Via
  4. T.d.Geova e la proscrizione in Russia: in attesa che la Corte suprema si pronunci… Il 15 marzo 2017 il Ministero della Giustizia ha presentato un’istanza alla Corte suprema della Federazione Russa con l’accusa di estremismo nei confronti del Centro Amministrativo dei Testimoni di Geova in Russia nell’intento di farlo chiudere. L’istanza ha anche l’obiettivo di proscrivere le attività del Centro Amministrativo. Se la Corte suprema accogliesse questa istanza, la sede nazionale dei Testimoni, vicino a San Pietroburgo, verrebbe chiusa. Di conseguenza, le circa 400 associazioni religiose locali registrate verrebbero sciolte e le attività delle oltre 2.300 congregazioni dei Testimoni di Geova della Russia verrebbero considerate illegali. Le proprietà della filiale, come pure i luoghi di culto in cui si radunano i Testimoni di tutto il paese, potrebbero essere confiscate dallo Stato. Inoltre i singoli testimoni di Geova potrebbero essere perseguiti penalmente per il loro impegno nelle loro normali attività religiose. La Corte suprema si doveva pronunciare il 5 aprile, ma dalla Russia ora c'è il più grande “silenzio stampa” della storia che sa dello straordinario! “Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova desidera richiamare l’attenzione su questa situazione critica”, afferma David Semonian, un portavoce dei Testimoni presso la loro sede mondiale. E aggiunge: “Perseguire cittadini pacifici e rispettosi della legge come se fossero terroristi è chiaramente un’applicazione impropria della legge contro l’estremismo. Queste accuse sono del tutto prive di fondamento”. “È evidente che leggere la Bibbia, cantare e pregare con i propri compagni di fede non sono atti criminali”, prosegue David Semonian. “Speriamo che i funzionari della Russia pongano fine a questo trattamento ingiustificato nei confronti dei nostri compagni di fede”. Via
  5. Un AVVOCATO cattolico frequenta i cristiani Testimoni di Geova per confutare le loro dottrine… ci riuscirà? Via
  6. T.d.GEOVA gioia dopo il battesimo congresso all'Olimpico ROMA Via
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  9. JW Broadcasting Febbraio 2017 Via
  10. Testimoni di Geova predicano pubblicamente a Lima, Perù
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  11. Testimoni di Geova predicano in Thailandia
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  13. Aperta una “Sala del Regno” o luogo di culto nel carcere di Bollate per impartire istruzione biblica da parte dei cristiani testimoni di Geova. Il direttore: “È un bene per i detenuti, i t.d.Geova collaborano da anni con l’istituto, e con la loro opera di istruzione biblica hanno prodotto in alcuni detenuti cambiamenti positivi” Gesù Cristo non si sbagliava quando disse: “L’albero buono non può dare frutti spregevoli, né l’albero marcio può produrre frutti eccellenti. Realmente, quindi, riconoscerete quegli uomini dai loro frutti”. (Matt. 7:18, 20) Lo stesso avviene oggi. Il vero cristianesimo produce ancora buoni frutti. L’albero, l’organizzazione cristiana, che Gesù piantò era buono ed è ancora buono. Perciò è incapace di produrre i frutti cattivi. Infatti, riconoscendo che i Testimoni di Geova rendono un importante servizio a favore della collettività, le autorità dell’istituto penitenziario di Bollate, comune situato 15 chilometri a nord di Milano, hanno assegnato ai Testimon… Via
  14. “El General” re del reggaetón diventa t d.Geova- E.Franco si racconta Edgardo Franco - El General: da re del reggaetón a Testimone di Geova, reportage del suo racconto personale. Il generale, El General, Edgardo Franco, questo il suo vero nome, è nato a Panama. Alto, dinoccolato, con nonni giamaicani e trinitari, l’accento marcato, passa a Panama tutta la sua gioventù. Cresce nel quartiere di Río Abajo, un nome che è tutto un programma, dove la povertà è di casa e dove le vie hanno i nomi latinizzati della noiosa topografia gringa: Calle 93 Oeste, Calle 91 Oeste e così via. Sono nomi che al momento non dicono niente, ma che diventeranno un marchio di fabbrica per i gruppi di hip hop e di reguetón, sinonimo di provenienza e di appartenenza, dall’ovest di Los Angeles a Santo Domingo, da Porto Rico a Panama. Edgardo Franco canta, compone canzoni già da piccolo ma il primo contatto con la musica ce l’ha quando comincia a vendere bibite ai concerti. È il massimo a cui può ambire standosene a Panama, un posto dove dove saranno anche nati Rubén Blades e Billy Cobham, ma che rimane sempre un angolo di periferia. Se ne va però a diciannove anni, grazie ad una borsa di studio in amministrazione aziendale e se ne va a New Yok, dove da qualche anno si è trasferita la madre. Un bel salto, per uno che è nato in un barrio povero ed un salto che gli indica una strada noiosa ma sicura, quella dell’aiutante in uno studio di commercialista. Franco, però non pensa alla carriera in giacca e cravatta. Incontra Michael Ellis, panamense come lui, di cinque anni più vecchio e con cui instaura un’amicizia ed un rapporto musicale e commerciale che servirà ad entrambi a diventare ricchi e famosi . Cominciano le prime registrazioni (¨Tu Pum Pum¨, nel 1989) ed Edgardo si presenta in TV e nei video vestito in giubba militare, con mostrine e medaglie. Con quel nome commercialmente improbabile, per tutti diventa il generale, El General ed inizia a sfornare successi uno dopo l’altro. Lui ed Ellis, con Tony Rodriguéz, mischiano il reggae all’hip hop e forse non lo sanno, ma hanno appena creato un mostro. La musica ispira voglia di ballare, i testi parlano di feste, ragazze formose, machos arrapati, misoginia che cola ad ogni nota, il tutto rafforzato da facili e sfruttati doppi sensi. Uno su tutti, quello del ¨Caramelo¨: ¨a todas las mujeres le gusta el caramelo, lo chupan y lo chupan porque las entretiene¨ gli vale un successo da milioni di copie ed un tormentone che percorre in lungo e in largo il continente americano nella stagione 1992. Intanto, il video di ¨Muévelo muévelo¨ vince il premio come miglior video latino di MTV. Non è solo l’inizio di una carriera, ma di un’epoca. Nasce così il reggaetón che si spande a macchia d’olio per tutti i Caraibi, il Centroamerica e le periferie latine delle città degli Stati Uniti. Uno dei suoi più grandi successi è “Rob’s Boricua Anthem”, dei C+C Music Factory. Questa canzone aprì a Edgardo le porte del mercato statunitense, al punto che la radio di Los Angeles Power 106FM stabilì un record personale suonando il brano per ben 10 volte nello stesso giorno: il record precedente spettava a Michael Jackson, che aveva visto la sua “Thriller” suonata ben sette volte! Trentadue dischi d’oro, diciassette di platino, una valanga. Anche Celia Cruz lo chiama a cantare con lei. Infine, come spiega nel presente reportage, il generale medita, prega e appende definitivamente la divisa nell’armadio dei ricordi per diventare cristiano veramente praticante (si era battezzato come Testimone di Geova anni prima, ma la musica e il successo lo tenevano in continua schiavitù). Ritorna civile e come civile ritorna nel vero cristianesimo fra i testimoni di Geova che, naturalmente, lo abbracciano e lo accolgono come non fosse mai stato nel mondo del peccato! Per un po’ il mondo della musica perde le sue tracce poi, dopo anni, una troupe televisiva lo riprende mentre con altri Testimoni, borsello a tracolla e panama calato in testa, il jipijapa a ripararsi dal forte sole, porta di casa in casa la Buona Notizia del Vangelo, dove si legge del prossimo governo del Regno di Dio sulla terra.. Ora è uno dei milioni di cristiani testimoni di Geova che bussano alle porte. Via
  15. TERREMOTO, T.d.Geova: perchè i presenti alle adunanze si sono salvati? Via