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El Bibliotecario

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  1. HASTA AHORA NO TENÍAMOS NINGUNA FOTO DE NUESTROS HERMANOS DE TOGO, ÁFRICA
  2. Il nome di Dio, scritto con quattro consonanti dell’alfabeto ebraico conosciute come Tetragramma, compare quasi 7.000 volte nel testo originale delle Scritture Ebraiche, molte volte in più rispetto a qualsiasi altro nome menzionato nella Bibbia. Questo è sicuramente un segno evidente che Geova desidera che conosciamo e usiamo il suo nome. CHE DIRE DEL NOME DI GEOVA NELLE SCRITTURE GRECHE CRISTIANE? Purtroppo, molte traduzioni della Bibbia non riportano il nome di Dio nonostante ricorra così spesso nelle Scritture Ebraiche e greche. Sostituiscono invece il nome divino con titoli come “Signore” o “Dio”. Perché l’hanno omesso Quando nel 1935 J. M. Powis Smith ed Edgar J. Goodspeed produssero una moderna traduzione della Bibbia, i lettori riscontrarono che il nome di Dio era stato sostituito nella maggioranza dei casi con SIGNORE e DIO. Nella prefazione veniva data questa spiegazione: “In questa traduzione abbiamo seguito la tradizione ebraica ortodossa sostituendo il nome ‘Yahweh’ con ‘il Signore’ e la frase ‘il Signore Yahweh’ con ‘il Signore Dio’. In tutti i casi in cui ‘Signore’ o ‘Dio’ stanno per l’originale ‘Yahweh’ è stato usato il maiuscoletto”. Poi, contraddicendo sorprendentemente la tradizione degli ebrei che leggevano YHWH ma pronunciavano ‘Signore’, la prefazione dice: “Chiunque pertanto voglia conservare il sapore del testo originale non deve far altro che leggere ‘Yahweh’ tutte le volte che vede SIGNORE o DIO”! A questo punto viene spontaneo chiedersi: Se il fatto di leggere “Yahweh” al posto di “SIGNORE” permette di conservare “il sapore del testo originale”, perché mai i traduttori non hanno usato “Yahweh” nella loro traduzione? Perché, per loro stessa ammissione, hanno ‘sostituito’ il nome di Dio col termine “SIGNORE” alterando così il sapore del testo originale? I traduttori dicono di aver seguito la tradizione ebraica ortodossa. Ma è questa una cosa saggia per un cristiano? Ricordate che furono i farisei, i custodi della tradizione ebraica ortodossa, a rigettare Gesù e a sentirsi dire da lui: “Avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione”. (Matteo 15:6) Questa sostituzione indebolisce veramente la Parola di Dio. Nel 1952 uscì in inglese la Revised Standard Version delle Scritture Ebraiche, e anche questa Bibbia sostituisce il nome di Dio con altri termini. Il fatto è degno di nota perché l’American Standard Version originale, di cui questa era una revisione, usava il nome Geova in tutte le Scritture Ebraiche. Perciò l’omissione del nome era un cambiamento notevole. Perché era stato fatto? Nella prefazione della Revised Standard Version si legge: “Il Comitato è tornato al più familiare uso della Versione del Re Giacomo [cioè di omettere il nome di Dio] per due ragioni: (1) La parola ‘Geova’ non rappresenta accuratamente alcuna forma del Nome usata in ebraico; e (2) l’uso di un qualsiasi nome proprio per il solo e unico Dio, come se ve ne fossero degli altri da cui distinguerlo, fu abbandonato dal giudaismo prima dell’ èra cristiana ed è decisamente inadeguato alla fede universale della chiesa cristiana”. Sono validi questi argomenti? Ebbene, come abbiamo già visto, il nome Gesù non rappresenta accuratamente la forma originale del nome del Figlio di Dio usata dai suoi seguaci. Ma questo non indusse il Comitato a non usare quel nome e a sostituirlo con titoli come “Mediatore” o “Cristo”. Questi titoli sono usati, ma in aggiunta al nome Gesù, non al posto d’esso. In quanto all’ argomento secondo cui non vi sarebbero altri dèi da cui il vero Dio debba distinguersi, ciò non è affatto vero. L’umanità adora milioni di dèi. L’apostolo Paolo osservò: “Ci sono molti ‘dèi’”. (I Corinti 8:5; Filippesi 3:19) Naturalmente, come Paolo precisa, c’è un solo vero Dio. Perciò un notevole vantaggio dell’usare il nome del vero Dio è che così lo si distingue nettamente da tutti i falsi dèi. Inoltre, se l’uso del nome di Dio è “decisamente inadeguato”, come mai ricorre quasi 7.000 volte nelle Scritture Ebraiche originali? In realtà molti traduttori non hanno ritenuto che il nome di Dio, con la sua pronuncia moderna, fosse fuori luogo nella Bibbia. L’hanno incluso nelle loro versioni e il risultato è sempre stato quello di una traduzione che fa più onore all’Autore della Bibbia e si attiene più fedelmente al testo originale. Alcune versioni molto diffuse che includono questo nome sono la Valera (spagnola, pubblicata nel 1602), l’Almeida (portoghese, pubblicata nel 1681), l’Elberfelder originale (tedesca, pubblicata nel 1871), e l’American Standard Version (inglese, pubblicata nel 1901). Anche varie versioni italiane (Garofalo, Moraldi, Mariani) usano regolarmente il nome di Dio, adottando però la grafia Jahve.
  3. Il nome di Dio, scritto con quattro consonanti dell’alfabeto ebraico conosciute come Tetragramma, compare quasi 7.000 volte nel testo originale delle Scritture Ebraiche, molte volte in più rispetto a qualsiasi altro nome menzionato nella Bibbia. Questo è sicuramente un segno evidente che Geova desidera che conosciamo e usiamo il suo nome. CHE DIRE DEL NOME DI GEOVA NELLE SCRITTURE GRECHE CRISTIANE? Purtroppo, molte traduzioni della Bibbia non riportano il nome di Dio nonostante ricorra così spesso nelle Scritture Ebraiche e greche. Sostituiscono invece il nome divino con titoli come “Signore” o “Dio”. Perché l’hanno omesso Quando nel 1935 J. M. Powis Smith ed Edgar J. Goodspeed produssero una moderna traduzione della Bibbia, i lettori riscontrarono che il nome di Dio era stato sostituito nella maggioranza dei casi con SIGNORE e DIO. Nella prefazione veniva data questa spiegazione: “In questa traduzione abbiamo seguito la tradizione ebraica ortodossa sostituendo il nome ‘Yahweh’ con ‘il Signore’ e la frase ‘il Signore Yahweh’ con ‘il Signore Dio’. In tutti i casi in cui ‘Signore’ o ‘Dio’ stanno per l’originale ‘Yahweh’ è stato usato il maiuscoletto”. Poi, contraddicendo sorprendentemente la tradizione degli ebrei che leggevano YHWH ma pronunciavano ‘Signore’, la prefazione dice: “Chiunque pertanto voglia conservare il sapore del testo originale non deve far altro che leggere ‘Yahweh’ tutte le volte che vede SIGNORE o DIO”! A questo punto viene spontaneo chiedersi: Se il fatto di leggere “Yahweh” al posto di “SIGNORE” permette di conservare “il sapore del testo originale”, perché mai i traduttori non hanno usato “Yahweh” nella loro traduzione? Perché, per loro stessa ammissione, hanno ‘sostituito’ il nome di Dio col termine “SIGNORE” alterando così il sapore del testo originale? I traduttori dicono di aver seguito la tradizione ebraica ortodossa. Ma è questa una cosa saggia per un cristiano? Ricordate che furono i farisei, i custodi della tradizione ebraica ortodossa, a rigettare Gesù e a sentirsi dire da lui: “Avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione”. (Matteo 15:6) Questa sostituzione indebolisce veramente la Parola di Dio. Nel 1952 uscì in inglese la Revised Standard Version delle Scritture Ebraiche, e anche questa Bibbia sostituisce il nome di Dio con altri termini. Il fatto è degno di nota perché l’American Standard Version originale, di cui questa era una revisione, usava il nome Geova in tutte le Scritture Ebraiche. Perciò l’omissione del nome era un cambiamento notevole. Perché era stato fatto? Nella prefazione della Revised Standard Version si legge: “Il Comitato è tornato al più familiare uso della Versione del Re Giacomo [cioè di omettere il nome di Dio] per due ragioni: (1) La parola ‘Geova’ non rappresenta accuratamente alcuna forma del Nome usata in ebraico; e (2) l’uso di un qualsiasi nome proprio per il solo e unico Dio, come se ve ne fossero degli altri da cui distinguerlo, fu abbandonato dal giudaismo prima dell’ èra cristiana ed è decisamente inadeguato alla fede universale della chiesa cristiana”. Sono validi questi argomenti? Ebbene, come abbiamo già visto, il nome Gesù non rappresenta accuratamente la forma originale del nome del Figlio di Dio usata dai suoi seguaci. Ma questo non indusse il Comitato a non usare quel nome e a sostituirlo con titoli come “Mediatore” o “Cristo”. Questi titoli sono usati, ma in aggiunta al nome Gesù, non al posto d’esso. In quanto all’ argomento secondo cui non vi sarebbero altri dèi da cui il vero Dio debba distinguersi, ciò non è affatto vero. L’umanità adora milioni di dèi. L’apostolo Paolo osservò: “Ci sono molti ‘dèi’”. (I Corinti 8:5; Filippesi 3:19) Naturalmente, come Paolo precisa, c’è un solo vero Dio. Perciò un notevole vantaggio dell’usare il nome del vero Dio è che così lo si distingue nettamente da tutti i falsi dèi. Inoltre, se l’uso del nome di Dio è “decisamente inadeguato”, come mai ricorre quasi 7.000 volte nelle Scritture Ebraiche originali? In realtà molti traduttori non hanno ritenuto che il nome di Dio, con la sua pronuncia moderna, fosse fuori luogo nella Bibbia. L’hanno incluso nelle loro versioni e il risultato è sempre stato quello di una traduzione che fa più onore all’Autore della Bibbia e si attiene più fedelmente al testo originale. Alcune versioni molto diffuse che includono questo nome sono la Valera (spagnola, pubblicata nel 1602), l’Almeida (portoghese, pubblicata nel 1681), l’Elberfelder originale (tedesca, pubblicata nel 1871), e l’American Standard Version (inglese, pubblicata nel 1901). Anche varie versioni italiane (Garofalo, Moraldi, Mariani) usano regolarmente il nome di Dio, adottando però la grafia Jahve.
  4. Esta fue la hermana más antigua que asistió. De izquierda a derecha 71,103 y 93 años. Todos los hablantes nativos mayas
  5. LA ORGANIZACIÓN INFORMA: 13 DE MARZO DE 2019 Etiopía El domingo 10 de marzo, el vuelo 302 de Ethiopian Airlines se estrelló poco después de despegar de Addis Abeba, la capital de Etiopía. Todas las 157 personas a bordo murieron. Tristemente, una de nuestras hermanas, Rosemary Mumbi, estaba entre los muertos en el accidente de avión. La hermana Mumbi tenía 66 años y fue Ministra de tiempo completo en Roma, Italia, en la congregación inglesa de Manzoni. Nos entristece profundamente oír de esta trágica pérdida. Esperamos con ansias la resurrección, cuando recibiremos de nuevo a siervos fieles de Jehová, incluyendo a la hermana Mumbi. — Apocalipsis 20:13.
  6. A fin de promover los principios bíblicos para resolver diversas problemáticas, esta mañana se inauguró la Asamblea Regional de los Testigos de Jehová en San Luis Potosí bajo el lema “Sea Valiente”.En entrevista posterior a la inauguración, Baldomero Quintero Gutiérrez, superintendente del evento religioso, indicó que se llevará a cabo del 6 al 8 de julio, en el Centro de Convenciones de San Luis Potosí.De acuerdo con el entrevistado, se prevé la presencia de alrededor de 10 mil creyentes de Jehová, que durante tres días podrán presenciar conferencias magistrales, pláticas y diversas actividades.Adujo que ante problemáticas actuales como el acoso laboral y escolar, los exponentes en el congreso argumentarán experiencias y consejos para los presentes, a fin de mejorar su entorno de manera favorable.Quintero Gutiérrez conminó a la ciudadanía en general acudir a los diferentes eventos de los Testigos de Jehová, pues independiente de la religión que profesen pueden asistir para conocer esta doctrina religiosa.Notificó que mañana sábado después de llevar a cabo una ceremonia, la comisión especial de creyentes realizará un rito de bautismo de alrededor de 100 personas. Fuente
  7. UN NUEVO ENTENDIMIENTO En la visión de Broadcasting de Marzo, a partir del minuto 34, observamos al hermano Morris, miembro del cuerpo gobernante, haciendo una aplicación novedosa de Mateo 24:14. La frase "Y ENTONCES VENDRÁ EL FIN", se entiende que es desde el inicio de la gran tribulación, y no al Armagedon. Por lo tanto, las buenas nuevas se predicarán antes de la gran tribulación y luego comenzará el "fin". Con el comienzo de la gran tribulación nuestro mensaje cambia al mensaje de juicio durante el Día de Jehová. Justo después de Mateo 24:14 dice que el final llegará. El siguiente enfoque no es en Armagedon, sino en la "gran tribulación" que comienza en el versículo 15. Aunque esta idea fue tratado en la Atalaya de 2015, la idea no se había vuelto a desarrollar hasta este mes de Marzo, como una idea ya aceptada por la organizacion. La Atalaya dijo en su momento lo siguiente: "Este no será el momento de predicar las "buenas nuevas del Reino". Ese tiempo habrá pasado. ¡El tiempo para el "fin" habrá llegado! ( Mateo 24:14 ) Sin duda, el pueblo de Dios proclamará un mensaje de juicio contundente. Esto bien podría implicar una declaración que anuncie que el mundo malvado de Satanás está a punto de llegar a su fin total. La Biblia compara este mensaje con el granizo cuando dice: "Grandes granizos, cada uno sobre el peso de un talento, cayeron del cielo sobre la gente, y la gente blasfemó contra Dios por la plaga de granizo, porque la plaga fue inusualmente grande". - Rev. 16:21 ." RESUMIENDO: El FIN sera la gran tribulación, siendo Babilonia arrasada del planeta y oyendo la Humanidad, nuestro cambio de mensaje a uno de destrucción inminente.
  8. El está mostrando, a través de la ventana de seguridad, las hermosas tarjetas de ánimo y aliento que le envían los hermanos así con también tarjetas con bonitos dibujos de muchos niños de la congregación 🌹 Continuemos orando por nuestro amado hermano , para que se mantenga leal en estos momentos que está viviendo...

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