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Israeli Bar Avaddhon

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  1. La donna gli disse: “So che viene il Messia, che è chiamato Cristo. Quando questi sarà arrivato, ci dichiarerà ogni cosa apertamente” - Giovanni 4:25 Un traguardo molto importante che questo blog crede di aver raggiunto durante lo studio approfondito delle profezie è stato quello di comprendere il ruolo centrale di Israele nel proposito di Dio. Ciò non sarebbe stato affatto considerato un “traguardo” per tutto il periodo del regno di Israele e fino alla nascita dei primi cristiani perché sarebbe stata una constatazione assolutamente ovvia. Il Creatore dell’universo aveva scelto Gerusalemme per far dimorare il Suo Nome e questo lo sapevano bene gli israeliti - 2 Re 21:7 Gli israeliti sapevano molto bene che qualunque cosa fosse successa nell’arco degli anni o dei secoli, Geova non avrebbe mai abbandonato quella nazione – 1 Re 8:30, 34 Di questo dovettero farsene una ragione anche molti popoli nemici – Numeri 22:11, 12 Quasi subito, però, il popolo che dimorava nella terra scelta da Dio si dimostrò infedele al punto da spingere il Signore stesso a dire “la vostra casa sarà abbandonata!” (o, “è abbandonata a voi”) - Luca 13:35 (Tilc). Questo significò l’abbandono definitivo anche della nazione geografica in quanto tale? Dal momento che gli eserciti romani distrussero Gerusalemme, per qualcuno sarà stato naturale pensare che tutte le profezie a venire riguardanti Israele dovessero avere adempimenti esclusivamente simbolici e che Israele stessa fosse simbolica. Gerusalemme (e di conseguenza la nazione) venne cancellata dalla storia per quasi duemila anni per cui molti giunsero a questa conclusione. L’apostolo Paolo, inoltre, con un ragionamento profondo e lineare spiegò che non c’era più “né giudeo né greco” e che non tutto Israele era effettivamente Israele – Galati 3:28, 29 Nonostante questo non c’era motivo di pensare che la profezia fosse venuta meno appunto perché Geova aveva scelto un Israele formato da tutte le nazioni. Nel nostro percorso di studio abbiamo visto, però, che Israele non ha mai smesso d’avere la sua importanza ed infatti essa è menzionata anche nell’ultimo libro della Bibbia, ovvero Rivelazione – Rivelazione 11:8 Rivelazione non solo menziona profezie a venire ma fu scritto circa trent’anni dopo la distruzione di Gerusalemme… e questo dovrebbe sembrare strano per coloro che sostengono questa “sostituzione”. Qualcuno forse preferirà pensare che la menzione di Israele anche nell’ultimo libro della Bibbia, che parla di profezie a venire, non debba e non possa riferirsi alla letterale nazione di Israele... ma potrebbe dimostrarlo davvero con le Scritture? Intanto prendiamo atto che gli apostoli fino alla fine del ministero terreno del Signore avessero lo stesso intendimento e cioè che il Regno di Israele dovesse essere ripristinato e non abbandonato - – confronta Atti 1:6, 7 Il Signore, infatti, li riprese in merito ai tempi di adempimento, non in merito al soggetto. Il Signore disse forse “Allora non avete capito nulla di quello che vi ho insegnato” oppure disse semplicemente “Non sta a voi conoscere i tempi o i periodi che il Padre ha posto sotto la propria autorità”? Dovremmo riflettere su questo perché in altre occasioni, quando gli apostoli dimostrarono di non aver capito una questione, Egli li corresse amorevolmente – confronta Matteo 18:21, 22; Giovanni 9:1-3 Anche Daniele, altro libro che fa riferimento al tempo della fine, menziona sia la nazione di Israele che i suoi abitanti – confronta Daniele 11:30; 11:45 A questo punto abbiamo un evidente problema con questa “teologia della sostituzione” qualunque evoluzione abbia subito nel corso dei secoli e in qualunque forma sia stata presentata per renderla “più accettabile” perché qui dobbiamo solo stabilire se la Bibbia mente o se Dio ha cambiato idea – Isaia 40:8; Romani 11:29 Forse Dio “cambia idea” come potrebbero fare gli esseri umani? - Malachia 3:6, 7 Forse Dio può mentire? - Tito 1:2 Nella promessa che Dio fece ad Abraamo e successivamente al popolo di Israele, non c’era alcun limite di tempo – confronta Deuteronomio 30:1-6 Esattamente come dice Deuteronomio, qualsiasi eventuale maledizione (dovuta al fatto dell’aver trasgredito i Suoi comandi) sarebbe stata revocata e dimenticata nel momento in cui essi fossero “tornati con tutto il cuore”. Riflettiamo anche sulla scrittura di Geremia 31:35-37 possibilmente senza alcun pregiudizio. “Così parla il SIGNORE, che ha dato il sole come luce del giorno e le leggi alla luna e alle stelle perché siano luce alla notte; che solleva il mare in modo che ne mugghiano le onde; colui che ha nome: il SIGNORE degli eserciti. «Se quelle leggi verranno a mancare davanti a me», dice il SIGNORE, «allora anche la discendenza d'Israele cesserà di essere per sempre una nazione in mia presenza». Così parla il SIGNORE: «Se i cieli di sopra possono essere misurati e le fondamenta della terra di sotto, scandagliate, allora anch'io rigetterò tutta la discendenza d'Israele per tutto quello che essi hanno fatto», dice il SIGNORE – Nuova Riveduta Non è evidente il chiaro linguaggio iperbolico dell’Iddio Onnipotente? Egli non sta dicendo che un giorno non ci sarebbero più stati il sole o la luna perché questi statuti sarebbero duranti per sempre – Salmo 148:3-6 E ovviamente non sta neppure dicendo che un giorno qualcuno avrebbe misurato i cieli o scandagliato la terra: questi esempi sono delle iperboli che servono proprio per indicare che Dio non potrà mai venire meno alle Sue promesse. Per chi ha compreso il soggetto principale su cui verte quasi tutta l’Apocalisse, è evidente che Geova presti ancora molta attenzione a questa nazione. In un articolo precedente abbiamo anche compreso che il ripopolamento di Israele, una volta liberato da “colei che vi siede sopra”, sarà letterale e questo sarà uno dei modi meravigliosi in cui Geova si esalterà in mezzo alle nazioni – Isaia 60:8-10 Non dovrebbe essere sufficiente, questo, per dimostrare che Israele aveva, ha ed avrà molta importanza nel proposito di Dio? Coloro che ritengono la Bibbia la parola di Dio e non un libro come gli altri dovrebbero riconoscere che Essa non può mentire e che non si contraddice. Se ne siamo davvero convinti, allora dovremmo avere l’onestà di rivalutare tutte quelle Scritture che, fino a ieri, abbiamo considerato “simboliche”. Per prima cosa dobbiamo prendere atto del fatto che il vero popolo di Dio, e di conseguenza la pura adorazione, sarebbe stata soffocata dai lupi rapaci – Atti 20:29, 30 Questo fu esattamente quello che insegnò il Signore nella parabola del buon seminatore – Matteo 13:24-30 Gesù insegnò la Verità e i suoi discepoli non erano divisi in mille chiese o dottrine discordanti: egli fu davvero il buon seminatore e la Verità, per loro, era chiara. Essi pensavano tutti conformemente. Comunque “qualcuno”, un nemico, seminò la zizzania e questa sarebbe cresciuta insieme al grano fino al tempo della fine. Il grano, dunque, sarebbe stato soffocato dalla zizzania al punto che sarebbe stato difficile per un essere umano, se non impossibile, distinguere l’uno dall’altro. La pura adorazione sarebbe stata soffocata da questi falsi cristiani e resa irriconoscibile. Tra l’altro il Signore parla di grano e zizzania senza alcun riferimento all’organizzazione di appartenenza ed è normale che fosse così, dal momento che questa zizzania sarebbe cresciuta insieme al grano e non in un campo affianco. Ciò significa che dalla fine del primo secolo in poi ci sarebbero state sempre delle persone sincere (il grano) ma nessuna di queste sarebbe davvero riuscita a dividersi dai finti cristiani e questo vale anche per quella parte ebraica originale. Questo fu anche ciò che dedusse l’apostolo Giovanni quando scrisse “Fanciullini, è l’ultima ora, e, come avete udito che viene l’anticristo, così ora sono sorti molti anticristi; da cui acquistiamo la conoscenza che è l’ultima ora” - 1 Giovanni 2:18 Era “l’ultima ora” di cosa e per chi? Era l’ultima ora per la pura adorazione, la quale stava per essere rapidamente “inghiottita” da tutti quei lupi rapaci che si sarebbero spacciati per servitori di Dio e che si erano già infilati, da tempo, all’interno delle congregazioni – 2 Tessalonicesi 2:7 Non è necessario, infatti, diventare degli storici per vedere come questi “nuovi cristiani” rinnegarono punto per punto, e alla velocità della luce, tutti i più basilari insegnamenti del cristianesimo. Il cosiddetto “cristianesimo” (che cristianesimo non era più) si distaccò dalla sua radice originale, ovvero la radice ebraica – Romani 11:17, 18 L’apostolo Paolo, con un ragionamento chiaro e lineare, aveva paragonato i credenti gentili a “rami innestati” e disse che non era il ramo a portare la radice ma proprio il contrario. Il cristianesimo aveva quindi origine ebraiche e solo rimanendo attaccato alla propria radice i gentili avrebbero potuto rimanere vivi e portare frutto. Solo riconoscendo la loro radice ebraica i cristiani sarebbero stati veri cristiani. A loro volta gli ebrei che avevano riconosciuto il Messia (ovvero i primi cristiani, quelli veri) se avessero voluto rimanere “vivi” e portare frutto si sarebbero dovuti attenere fermamente agli insegnamenti del Maestro – Giovanni 15:1-6 Purtroppo anche loro furono soffocati dai lupi rapaci che adulterarono il puro insegnamento di Cristo. Tuttavia è evidente che se la pura adorazione sarebbe stata soffocata durante tutto il periodo dell’apostasia predetta, sarebbe anche arrivato il momento in cui essa sarebbe stata ripristinata. Insomma sarebbe arrivato il momento in cui si sarebbe vista “di nuovo la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo serve” - Malachia 3:18 Ora la domanda è… “Da chi sarebbe ripartita la vera adorazione?” E' importante comprendere da chi ha origine la salvezza per comprendere da chi e da dove ripartirà la Vera adorazione? Avendo compreso il luogo in cui i due testimoni vengono lasciati insepolti, possiamo comprendere anche da dove ripartirà la vera adorazione. Da articoli precedenti abbiamo visto che la quinta tromba che colpisce “coloro che non hanno il suggello di Dio sulla fronte” è rivolta contro Israele (Rivelazione 9:4) e questo apre una maggiore comprensione in merito alle trombe e in merito ai suggellati. In Rivelazione 7:3 l’angelo avverte dicendo di “non danneggiare la terra né il mare né gli alberi, finché non avessero suggellato gli schiavi dei Dio sulle loro fronti” e questo la dice lunga non solo sulla nazione di destinazione a cui sono rivolte la maggiorparte delle trombe ma anche sulla provenienza di questi 144.000. Sappiamo che a motivo del fatto che le tribù menzionate in Rivelazione non corrispondono perfettamente alle 12 tribù di Israele, essi potrebbero anche non essere esclusivamente israeliti naturali ma questo, ovviamente, non significa che la stragrande maggioranza d’essi non lo saranno – confronta Isaia 66:19-21 Anzi dalla descrizione fatta sembra proprio così. I 144.000 sembrano quindi essere in gran parte israeliti naturali – confronta Daniele 12:1 Se Israele fosse stato rigettato come insegna la maggior parte della cristianità, perché dunque dei 144.000 viene specificato che vengono presi dalle tribù di Israele? Ma coloro che sono stati indotti a credere alla teologia della sostituzione leggeranno “la mia chiesa”, “la mia organizzazione” o “i cristiani delle nazioni” ogni volta che leggeranno “Israele” o “tribù di Israele”. Invece vedremo che questi sono soltanto condizionamenti dovuti alla propria educazione religiosa, non all’insegnamento biblico. Paolo dice che “i doni e la chiamata di Dio non sono cose su cui egli cambia idea” (Romani 11:29) ma nello stesso tempo non dobbiamo pensare che questa parte di Israele sarà scelta a prescindere dal loro comportamento e dalla loro condizione di cuore. Geova non è mai sceso a compromessi riguardo la Sue giuste norme – Deuteronomio 32:4 Essi saranno quella parte di Israele sana che “soffre e geme per le cose detestabili” che si compiono dentro il paese - Ezechiele 9:4 Anche al tempo di Ezechiele poteva sembrare che “non ci fosse nessuno fedele” ma Geova fece capire al profeta che non era così. Cerchiamo dunque di non fare lo stesso errore. Arriviamo dunque a comprendere il motivo dell’articolo precedente. Di che “religione” saranno questi israeliti che soffrono e gemono e che Geova sceglie per la loro condizione di cuore? Essi, per essere scelti, sono indubbiamente parte del popolo di Dio ma possono essere riconosciuti come appartenenti all’organizzazione dei Testimoni di Geova, degli evangelici, dei cattolici o di qualche altra religione? Ovviamente no perché tutte queste religioni, a prescindere dalla buona fede dei suoi membri e da alcuni insegnamenti corretti che possono aver predicato, hanno dimenticato la loro origine ebraica. Tutte queste religioni sono autoreferenziali, anche se si faranno mille giri di parole per cercare di dimostrare il contrario. Cerchiamo di comprendere di “quale religione sono” attraverso un obiettivo esame di quello che la Bibbia dice di loro. Rivelazione 14:4, 5 ci dice: “Questi son quelli che non si contaminarono con donne; infatti, sono vergini. Questi son quelli che continuano a seguire l’Agnello dovunque vada. Questi furono comprati di fra il genere umano come primizie a Dio e all’Agnello, e nella loro bocca non fu trovata falsità; sono senza macchia”. Da questi versetti possiamo intanto fare un sospiro di sollievo e cancellare ogni dubbio di parzialità da parte del nostro amorevole e imparziale Padre. Essi non vengono scelti esclusivamente perché israeliti ma perché “nella loro bocca non fu trovata falsità; sono senza macchia”. É la loro condizione di cuore e condotta ad averli fatti scegliere come primizie. Dice la scrittura che “sono senza macchia”. Dice inoltre che sono “vergini”. Questo cosa significa? È forse un riferimento alla castità fisica, come se facessero parte di un ordine monastico? Questo è molto improbabile perché se fossero sposati, pur non rimanendo letteralmente vergini, non sarebbero comunque considerati “contaminati” - Ebrei 13:4 Inoltre il celibato non fu mai un’esigenza per il popolo di Dio, pur mettendo in risalto gli evidenti vantaggi di tale condizione – 1 Corinti 7:37, 38 Dovremmo sapere cosa significhi rimanere vergini da un punto di vista spirituale ma andiamo a vedere l’uso che ne fa un altro libro profetico. Parlando dell’ultimo re dominante Daniele dice che “non prenderà in considerazione il desiderio delle donne e ogni altro dio, ma si magnificherà su chiunque” - Daniele 11:37 Il desiderio delle donne viene associato ad “ogni altro dio” e quindi è un riferimento evidente alle organizzazioni religiose. La stessa pura organizzazione di Geova è paragonata ad una donna, come abbiamo visto, tuttavia nel periodo in cui essi vengono suggellati, il ripristino della vera adorazione non è ancora avvenuto. Essi vengono suggellati prima dello squillo della prima tromba mentre la vera adorazione è completamente ripristinata soltanto allo squillo della settima – Rivelazione 7:4-8; 11:15; 12:1, 2 Questo significa che se essi avessero fatto parte di qualsiasi altra “donna”, ovvero religione, prima del ripristino della vera adorazione, non sarebbero stati considerati vergini o senza macchia. Ovviamente non dobbiamo concludere che essi siano atei o agnostici. Per essere considerati degni devono credere in Geova, il Dio della Bibbia. Devono credere e aver compreso aspetti fondamentali in merito al Figlio quale mezzo impiegato da Dio nonché esercitare fede nel suo sacrificio – Giovanni 3:36; Rivelazione 12:11 E, come già detto, devono avere una condotta esemplare – Salmo 110:3 Dobbiamo concludere che essi saranno ebrei e anche messianici ma in quanto al far parte di una organizzazione religiosa essi non si sono contaminati e questo significa che, o non sono riconducibili a nessuna organizzazione religiosa al momento esistente oppure che vivano talmente ai margini delle stesse da essere rimasti incontaminati. In linea di principio, se anche in una delle sette congregazioni c’erano quelli che “non avevano contaminato le loro vesti”, così può essere per questi 144.000 che, come abbiamo detto, devono essere in maggioranza israeliti naturali – Rivelazione 3:4 Questo gruppo di persone sono a tutti gli effetti una primizia e qualcosa di separato; preparato apposta per il ripristino della vera adorazione. Avendo dato impulso alla vera adorazione essi hanno ruolo di sacerdoti. Comprendere il ruolo di Israele anche per quanto riguarda il ripristino della vera adorazione ci permette di comprendere molte altre scritture e di ampliare il nostro quadro d’insieme del meraviglioso proposito di Dio. Possiamo comprendere meglio cosa intendesse Paolo quando parlò del ramo d’olivo originale e del ramo innestato – Romani 11:13-24 Possiamo comprendere meglio molte espressioni riportate in Isaia dove si parla del rimanente di Israele e delle persone delle nazioni che diventano una sola nazione. Geova terrà fede alla sua promessa di salvare un rimanente di Israele prima di Armaghedon e nel frattempo radunerà il Suo popolo dalle quattro estremità della terra, il quale sarà composto sia da Israeliti naturali che da Israeliti per adozione (persone secondo il cuore di Dio). Tramite il seme di Abraamo, come abbiamo visto all’inizio, tutta l’umanità sarà benedetta perché Dio non viene meno alle sue promesse. Tutti quelli che varcheranno i confini della Terra Promessa saranno israeliti nonché l’unico popolo di Geova: un solo gregge, un solo pastore. Qualche lettore probabilmente si sarà chiesto com’è possibile conciliare tutto questo con la scrittura di Luca 13:35 che abbiamo menzionato all’inizio nonché Giovanni 4:21-23. Esaminiamo attentamente quello che c’è scritto senza far parlare “la nostra religione”. Luca 13:34, 35 dice… “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta”. Cosa sta dicendo il Signore? Egli sta dicendo che a motivo del comportamento della maggior parte degli abitanti di Gerusalemme la loro casa sarebbe stata lasciata deserta o sarebbe stata abbandonata a loro. Ciò significava che Dio avrebbe ritirato la Sua protezione e che essi avrebbero subito le conseguenze del loro grave peccato – confronta Luca 21:22 Quindi Gesù disse chiaramente che sarebbe stata lasciata deserta ma disse che sarebbe stata lasciata deserta per sempre? Disse forse che quel giudizio sarebbe stato definitivo e cioè tale abbandono sarebbe durato per sempre? Una situazione molto simile si era già verificata e gli israeliti avrebbero dovuto riflettere. Al tempo della deportazione in Babilonia, Dio aveva punito il Suo popolo facendo distruggere Gerusalemme e il tempio – I Cronache 6:15 Tale condanna fu definitiva? Ovviamente no: sarebbe arrivato il tempo in cui un rimanente fedele di Israele sarebbe ritornato in patria, come diceva la profezia. Coloro che insegnano che Israele è stato rigettato “una volta per tutte” in realtà insinuano ciò che la Scrittura non dice. Essi pensano che Dio li abbia perdonati la prima volta (al tempo della deportazione in Babilonia) ma non due. Come se Dio tenesse il conto delle nostre trasgressioni a prescindere se siamo pentiti o meno – Salmo 130:3, 4; Matteo 18:21, 22 In realtà ognuno può pensare quello che vuole ma coloro che citano Luca 13:34, 35 spesso si dimenticano di citare le Sue parole conclusive… “Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. Io vi dico che non mi vedrete più, fino al giorno in cui direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!"» Quindi c’è o non c’è un problema scritturale che si scontra con la “teologia della sostutuzione”? La Scrittura non termina con le parole “d’ora in poi non mi vedrete più!”… che poteva avere il tono della condanna definitiva (anche se sarebbe stata in contraddizione con le parole di Deuteronomio 30) ma… “non mi vedrete più, fino al giorno in cui direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!"». Quindi sarebbe arrivato il momento in cui, almeno una parte di israeliti, avrebbe riconosciuto il messia e tale “abbandono” sarebbe stato revocato esattamente com’era già successo molti anni prima. Gli israeliti al ritorno da Babilonia ebbero bisogno di pentirsi e ripulirsi dalle pratiche errate che avevano appreso lontano da casa ma essi rimasero, per tutto il tempo, il popolo di Dio – confronta 2 Corinti 6:17, 18 Che dire della scrittura di Giovanni 4:21-23 dove Gesù dice chiaramente alla samaritana che il luogo dell’adorazione non avrebbe avuto più importanza e che Dio avrebbe scelto persone che l’avrebbero adorato con spirito e verità? Rileggiamo questa scrittura. Gesù le disse: «Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori”. Riflettiamo. Da lì a pochi anni Gerusalemme sarebbe stata distrutta insieme al tempio. In un’altra occasione, parlando del tempio ad alcuni dei suoi discepoli egli disse che non sarebbe rimasta pietra su pietra. Queste parole si adempirono alla lettera. Gesù sta dicendo alla samaritana che Gerusalemme non sarebbe più stata indispensabile per l’adorazione perché Dio avrebbe scelto un popolo secondo il Suo cuore; popolo che come sappiamo si allargò molto presto alle nazioni gentili. Il centurione Cornelio, infatti, fu il primo non israelita ad entrare a far parte del popolo di Dio. Man mano che il popolo di Dio si sarebbe allargato ad altre nazioni (e presto i gentili divennero molto più numerosi degli ebrei) era solo ovvio che Gerusalemme avrebbe perso quella centralità nell’adorazione. I cristiani gentili non erano tenuti a farsi migliaia di chilometri, regolarmente, per adorare al tempio: avendo compreso la Verità intorno al Cristo, sarebbe stato sufficiente adorare con spirito a Verità. Dio, infatti, cerca adoratori sinceri e non formali. Inoltre, se qualcuno avesse considerato Gerusalemme indispensabile per l’adorazione, come si sarebbe sentito una volta che questa sarebbe stata distrutta? Ma la fede dei cristiani si basava di qualcosa di più solidi della città o del tempio: si basava sugli insegnamenti del Maestro. Infatti l’apostolo Paolo e altri fecero numerosi sforzi per convincere i cosiddetti “cristiani giudaizzanti” che loro avessero qualcosa di meglio del resto degli ebrei che potevano avere il tempio e tante altre cose ma che non avevano riconosciuto il messia. Quindi il Signore non sta affatto dicendo che Gerusalemme (e di conseguenza Israele) sarebbe stata abbandonata per sempre e neppure che il popolo ebraico sarebbe stato abbandonato per sempre. Sta semplicemente dicendo che sarebbe arrivato il tempo in cui Dio avrebbe scelto i Suoi adoratori per la loro condizione di cuore e non esclusivamente per la loro appartenenza. Dio, infatti, non è parziale – Atti 10:34 Da quale scrittura dovremmo quindi dedurre che il popolo di Israele e la nazione siano stati rigettati per sempre? Da nessuna, a parte dall’interpretazione religiosa delle chiese autoreferenziali (questa interpretazione, tra l’altro, è proprio necessaria alla loro autoreferenzialità). Riflettendo sulla scrittura guida di questo articolo, vediamo che il Signore si rivelò come Messia e spiegò la verità alla samaritana. La samaritana fu pronta e non si offese quando sentì il Signore pronunciare chiaro e tondo “Voi adorate ciò che non conoscete” perché il suo desiderio era comprendere e fare la volontà di Dio. Abbiamo lo stesso desiderio? Ognuno di noi, di qualsiasi organizzazione fà parte, ha la possibilità oggi di comprendere che “la salvezza ha origine dai giudei” oppure offendersi e chiudere le proprie facoltà di percezione a qualsiasi argomento scritturale – Zaccaria 8:23 La predicazione dei due testimoni vestiti di sacco sarà il segnale, per tutti coloro che amano Dio più della propria religione e si sforzano di raggiungere un minimo di conoscenza, di accettare il gratuito dono della vita eterna. Saremo disposti a fare tutti i cambiamenti necessari pur di entrare a far parte dell’unico popolo di Dio, ovvero quello preso da ogni nazione, tribù, popolo o lingua? Solo così non assomiglieremo agli scribi e i farisei che, pur riconoscendo che il Signore fosse la personificazione della Verità, preferirono la loro posizione, la loro autorità, i loro privilegi. Se leggiamo la Bibbia senza preconcetti il messaggio è chiaro: Il vero cristianesimo ripartirà esattamente da dove è nato. La seconda parte di questo articolo mostrerà come il profeta Zaccaria aveva già previsto, molti prima di Giovanni, questo aspetto della volontà di Dio. “Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo sacro segreto, affinché non vi reputiate saggi: a una parte di Israele si sono intorpiditi i sensi, finché non sarà entrato il numero completo delle persone delle nazioni, e in tal modo tutto Israele sarà salvato; come è scritto: “Il liberatore verrà da Sìon e allontanerà le pratiche empie da Giacobbe. E questo sarà il mio patto con loro quando cancellerò i loro peccati”. Certo, quanto alla buona notizia essi sono nemici, a vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio sono amati, a motivo dei loro antenati. Infatti i doni e la chiamata di Dio non sono cose su cui egli cambia idea. Come voi un tempo eravate disubbidienti a Dio, ma ora vi è stata mostrata misericordia a causa della loro disubbidienza, così anche loro adesso sono stati disubbidienti — il che ha permesso a voi di ottenere misericordia — e possono dunque anche loro ottenere misericordia. Dio ha infatti rinchiuso tutti nella disubbidienza per avere misericordia di tutti – Romani 11:25-32
  2. Questo è il primo articolo dedicato alle 70 settimane di cui si parla in Daniele 9:24-27. Seguirà un secondo e forse un terzo articolo a conclusione del tema. Chi ordinò la ricostruzione della città di Gerusalemme e del secondo Tempio? Ciro o Artaserse? Avvenne entro il 515 o nel 455 a.E.V.? Il titolo di questo articolo avrà forse lasciato perplesso qualcuno. La maggior parte dei testimoni di Geova ma anche appartenenti ad altre confessioni religiose probabilmente si chiederanno che “senso ha” associare la parola “enigma” alla profezia relativa alle 70 settimane. D’altronde non ci troviamo più al tempo di Daniele, non è vero? Qualcuno dirà che per lui, a quel tempo, sia quella che altre profezie a venire furono considerate enigmatiche (confronta Daniele 12:8) ma non per noi oggi! Oggi l’abbiamo capita! Molti diranno che quella profezia si adempì alla perfezione con la venuta del Signore e la distruzione del Tempio di Gerusalemme. È davvero così? Questa sarà senz’altro la parte più difficile da ridiscutere perché considerata in assoluto “la più sicura” interpretazione di tutte. Lo stesso autore di questo blog riconosce di aver avuto questa convinzione. Nel primo articolo dedicato al 1914 (che ovviamente ridiscusse quella data) si faceva un’introduzione proprio relativa alle 70 settimane mostrando “la differenza” tra una e l’altra. In pratica si domandava se la spiegazione del 1914 fosse “altrettanto accurata” come quella delle 70 settimane… . In realtà un esame più accurato rimise presto in discussione quella certezza per cui è arrivato il momento di mettere sul tavolo le varie motivazioni che hanno spinto ad una rilettura. Il lettore è invitato a valutare attentamente queste ragioni, come al solito, basandosi esclusivamente sulla logica Scritturale e non sulla propria educazione religiosa. Prima di far questo confrontiamo attentamente come, le diverse traduzioni bibliche, rendono questi versetti. Riflettendo sulle diverse traduzioni bibliche forse si inizierà a valutare come, l’interpretazione di questa profezia, è ancora oggetto di discussione. Daniele 9:24-27 nelle diverse traduzioni bibliche Settanta settimane sono state fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. 25 Sappi dunque e comprendi bene: dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino all'apparire di un unto, di un capo, ci saranno sette settimane e sessantadue settimane; essa sarà restaurata e ricostruita, piazza e mura, ma in tempi angosciosi. 26 Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. Il popolo d'un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un'inondazione ed è decretato che vi saranno devastazioni sino alla fine della guerra. 27 Egli stabilirà un patto con molti, per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare sacrificio e offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore"» - Daniele 9:24-27 secondo la Nuova Riveduta Cominciamo già a vedere qualcosa di interessante che cambia di molto l’intendimento di alcuni. Il versetto 24 parla di “luogo santissimo” e non di “Santo dei Santi” come fa la Traduzione del Nuovo Mondo. Ovviamente anche “Santo dei Santi” (o Santissimo) è corretto perché questa parola può essere tradotta in più modi ma il problema è capire di chi o di cosa si sta parlando. Traducendo “Santo dei Santi” alcuni potrebbero intendere che la profezia riguardi il Cristo, il Messia. Tuttavia bisogna comprendere se lo scrittore si stava riferendo ad una persona o ad un luogo perché il “Santo dei Santi” era la parte più interna del tempio. Insomma era un “luogo”, non una persona. La Nuova Riveduta, infatti, non ha tradotto “il luogo santissimo” a caso. È scontato asserire che questo non è un piccolo particolare perché non cambierebbe solo aspetti marginali della nostra comprensione: cambierebbe tutto il soggetto. Quindi anche il versetto 25 è tradotto in maniera sostanzialmente diversa: la Nuova Riveduta non traduce “IL Messia” ma “un unto, un capo”. Nel prossimo articolo vedremo cosa compare, in effetti, nel testo originale ma di fatto se questa parola tradotta “unto” fosse la stessa che abbiamo usato per Ciro (confronta Isaia 45:1) o per qualsiasi altra persona con un incarico speciale distinguendolo dal Messia, allora è lecito chiedersi cosa abbia spinto il traduttore a tradurre in quel modo. La Scrittura dà modo di ritenere che si stia parlando del Messia (ossia Cristo Gesù) o più semplicemente di un unto, un capo? Andiamo al versetto 26 e troviamo un’altra espressione che crea un’enorme differenza con la TnM. In questa traduzione si legge: “Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui” mentre la TnM traduce “senza nulla per sé” e anche questo non è un particolare insignificante. Il perché lo vedremo meglio confrontando altre traduzioni ma già si nota che nel primo caso si parla di qualcuno che non avrebbe ricevuto aiuto da nessuno mentre nel secondo di uno che non aveva nulla. Un’altra profonda differenza la troviamo al versetto 27 dove si legge di qualcuno che “stabilirà un patto con molti” mentre la TnM traduce “terrà in vigore il patto per i molti”, cosa che lascia intendere l’esistenza di un patto precedente, senza contare che nella prima versione si capisce bene che è il condottiero di questo popolo distruttore a “stabilire un patto con molti” mentre nella TnM non si capisce se è questo condottiero a farlo oppure il “Messia”. Provate a rileggerle bene e a confrontarle per vedere se le cose stanno così. Ed infine bisognerebbe anche capire chi è “colui che giace desolato” (e cosa significano queste parole) mentre la Nuova Riveduta dice che “la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore". Cominciamo a riflettere su queste differenze. Adesso leggiamo come la C.E.I/Gerusalemme traduce questi versetti. 24 Settanta settimane sono fissate per il tuo popolo e per la tua santa città per mettere fine all'empietà, mettere i sigilli ai peccati, espiare l'iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei santi. 25 Sappi e intendi bene, da quando uscì la parola sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme fino a un principe consacrato, vi saranno sette settimane. Durante sessantadue settimane saranno restaurati, riedificati piazze e fossati, e ciò in tempi angosciosi. 26 Dopo sessantadue settimane, un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui; il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine sarà un'inondazione e, fino alla fine, guerra e desolazioni decretate. 27 Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta; sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine, fino al termine segnato sul devastatore». Questa traduzione riporta “principe consacrato” e si capisce bene che i traduttori non hanno ritenuto che esso fosse il Messia (il commentario, infatti, riporta il Sommo Sacerdote al tempo Antioco IV). Inoltre c’è un particolare molto interessante. Questa traduzione non considera affatto 69 settimane come fa la TnM scrivendo “7 settimane e anche 62 settimane” ma divide in due avvenimenti ben distinti. “Da quando uscì la parola sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme fino a un principe consacrato, vi saranno sette settimane”. Stop. Quindi sta dicendo che dall’annuncio (editto o quello che è) di ricostruzione di Gerusalemme fino all’apparizione di questo “unto consacrato” devono passare 7 settimane. Non stiamo per ora a disquisire se sono settimane di giorni o di anni ma il punto è che scritto in questo modo non si evince affatto che per l’apparizione di questa persona dovevano passare 69 settimane ma solo 7. Come continua la scrittura? “Durante sessantadue settimane saranno restaurati, riedificati piazze e fossati, e ciò in tempi angosciosi”. Quindi è chiaro: secondo questa traduzione dall’annuncio di ricostruire Gerusalemme fino all’apparizione di questo capo passano 7 settimane mentre Gerusalemme viene ricostruita in 62 settimane al termine delle quali questa persona viene soppressa. È davvero così assolutamente chiara questa scrittura e l’interpretazione che abbiamo sempre accettato era “senza difetti” o sta saltando fuori un vero e proprio enigma? Ovviamente qualcuno dirà che la storia ha dimostrato una certa interpretazione mentre avrebbe scartato tutte le altre… ma questo lo vedremo più avanti. Per il momento, per coloro che sono convinti che la traduzione corretta debba essere 7+62, ovvero 69 settimane alla comparsa del Messia, potrebbero chiedersi perché la Scrittura dice che il Messia sarebbe stato soppresso dopo 62 settimane e non dopo 69 (vedi Daniele 9:26 nella TnM). Se la traduzione corretta fosse 7+62, ovvero 69, perché essa non dice che il Messia sarebbe stato soppresso dopo 69 settimane o, al limite, dopo “7+62 settimane”? Ed infine un’altra differenza si trova nel versetto 27 dove si parla “dell’ala del tempio” mentre la TnM traduce “ala di cose disgustanti”. Anche qui la differenza è notevole ma in questo caso potrebbe non esserci un vero contrasto, dal momento che la wt ritiene che si applichi alla distruzione del tempio avvenuta nel 70 E.V. Passiamo dunque alla traduzione successiva. 24 Settanta settimane sono stabilite per il tuo popolo e per la tua santa città, per far cessare la trasgressione, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità, per far venire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. 25 Sappi perciò e intendi che da quando è uscito l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino al Messia, il principe, vi saranno sette settimane e altre sessantadue settimane; essa sarà nuovamente ricostruita con piazza e fossato, ma in tempi angosciosi. 26 Dopo le sessantadue settimane il Messia sarà messo a morte e nessuno sarà per lui. E il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà con un'inondazione, e fino al termine della guerra sono decretate devastazioni. 27 Egli stipulerà pure un patto con molti per una settimana, ma nel mezzo della settimana farà cessare sacrificio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore, finché la totale distruzione, che è decretata, sarà riversata sul devastatore» - Nuova Diodati Anche la Nuova Diodati ritiene che “il Santo dei Santi” sia in realtà “il luogo santissimo” ma poi anch’essa traduce “Messia” intendendo evidentemente Cristo. Anch’essa traduce “7 settimane e altre 62 settimane” e nel versetto 26 si legge “nessuno sarà per lui” ribadendo il concetto “nessuno che lo aiuti” e non “senza nulla per se”. Ovviamente riconoscendo da un lato che il Santissimo è il luogo più interno del tempio e non una persona ma dall’altro traducendo “Messia” dove altre traduzioni traducono semplicemente unto o capo, sorge la domanda: è il luogo ad essere unto (cioè messo nella condizione giusta) oppure è il Messia? La versione successiva traduce… 24 Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l'iniquità, e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo. 25 Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi. 26 Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d'un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un'inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra. 27 Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore' – Luzzi/Riveduta Isolando i punti che ci interessano vediamo che la Luzzi traduce “un unto”, il quale compare in sette settimane esattamente come traduce la CEI. Con un punto e virgola tra le due espressioni, si capisce che le successive 62 settimane servono per restaurare e ricostruire Gerusalemme e non hanno nulla a che vedere con l’apparizione di questo unto (che è comparso da un pezzo). Alla fine di queste 62 settimane, ovvero quando ormai Gerusalemme è ricostruita, questo unto viene soppresso. Un’altra differenza importante è che questa traduzione riporta che “è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra” e non “fino alla fine ci sarà guerra” e anche questa è una differenza notevole. Nel primo caso si sta dicendo che la devastazione durerà fino alla fine della guerra (guerra che può essere breve o lunga) mentre nel secondo caso dice che ci sarà guerra “fino alla fine” ovvero fino alla fine del sistema satanico. Probabilmente a questa traduzione si deve la credenza comune che se in Israele c’è sempre guerra è perché era una profezia (anche se bisognerebbe spiegare che guerre ci sarebbero state in Israele quando Israele non esisteva e comunque per quale motivo non c’è sempre stata devastazione). Vi sembrano differenze di poco conto? Prima di “scegliere” una traduzione e scartarne un’altra, dovremmo almeno capire quale criterio seguire. Non sarebbe un po’ troppo facile scegliere quella traduzione che accarezza maggiormente le nostre credenze o le nostre idee preconcette? Come già accennato, qualcuno però dirà che la storia ha dimostrato quale dovrebbe essere la traduzione più corretta. Non viene però spontaneo chiedersi perché, “se fosse così”, molte traduzioni continuerebbero a tradurre male sapendo com’è andata la storia? Questi traduttori biblici preferiscono negare la storia pur di giustificare le proprie traduzioni o forse la storia non è andata proprio come ci è stato raccontato? Sorvolando temporaneamente queste domande, analizziamo in profondità la spiegazione della Wt e vediamo se è davvero così inattaccabile. Analizziamo l’interpretazione delle 70 settimane secondo l’intendimento della Watchtower E’ opportuno, prima di cimentarci nella spiegazione ufficiale della società Torre di Guardia, citare cosa diceva la rivista del 15/02/2014 alle “domande dai lettori”. Segue la citazione. “Nel II secolo alcuni ebrei credevano che le 70 settimane abbracciassero il periodo di tempo che andava dalla distruzione del primo tempio nel 607 a.E.V. a quella del secondo nel 70 E.V.; altri invece pensavano che la profezia si fosse adempiuta durante il periodo dei Maccabei, nel II secolo a.E.V. Quindi, sul calcolo delle 70 settimane non c’era unanimità. Se nel I secolo il calcolo delle 70 settimane fosse stato fatto correttamente, sarebbe lecito pensare che gli apostoli e altri cristiani dell’epoca usassero questa profezia per dimostrare che Gesù Cristo era il promesso Messia e che era arrivato proprio quando era stato predetto. Non ci sono però prove a conferma del fatto che questo è ciò che fecero i primi cristiani. È opportuno mettere in risalto anche un altro fattore. Gli scrittori dei Vangeli spesso menzionarono profezie delle Scritture Ebraiche che si erano adempiute in Gesù Cristo (Matt. 1:22, 23; 2:13-15; 4:13-16). Nessuno di loro, però, associò la comparsa di Gesù sulla terra alla profezia delle 70 settimane. In conclusione, non possiamo affermare con certezza che ai giorni di Gesù si avesse un intendimento corretto della profezia delle 70 settimane. I Vangeli, comunque, forniscono altre valide ragioni per cui il popolo avrebbe dovuto essere “in aspettazione” del Messia”. Fine della citazione. Riflettiamo attentamente su queste parole. Finché parliamo del II secolo e di persone non approvate da Dio è solo logico pensare che essi non avessero il corretto intendimento di questa o di altre profezie – confronta Daniele 12:9, 10; Matteo 11:25, 26 Tuttavia se parliamo dei discepoli di Cristo, in particolare gli apostoli, i quali predicarono in Israele e altrove per dimostrare che Gesù fosse il Messia promesso, non è strano constatare che tra le tante Scritture che essi menzionarono a riprova dell’identità del Cristo, nessuno mai fece riferimento alle 70 settimane? Eppure sarebbe stata la dimostrazione più forte e incontestabile! Riuscite a trovare un solo discorso degli apostoli o dei primi cristiani che, durante la loro opera di predicazione, citano la profezia delle 70 settimane a riprova che Egli fosse il Messia promesso? La rivista Torre di Guardia qui citata afferma “non possiamo affermare con certezza che ai giorni di Gesù si avesse un intendimento corretto della profezia delle 70 settimane”… e a parte il fatto che si sarebbe dovuto scrivere “non possiamo affermarlo e basta” e non “non possiamo affermare con certezza” c’è un problema più serio da affrontare. Ammettiamo che i primi discepoli di Cristo non avessero una conoscenza completa della Scrittura, come infatti era – confronta Giovanni 16:12 Le stesse domande che essi facevano dimostravano i loro limiti e il loro desiderio di capire – confronta Matteo 15:15, 16 Questa mancanza di conoscenza sarebbe perdurata? Il Signore disse “Mentre rimanevo con voi, vi ho detto queste cose. Ma il soccorritore, lo spirito santo, che il Padre manderà nel mio nome, quello vi insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutte le cose che vi ho detto” - Giovanni 14:25, 26 La predicazione della buona notizia non si interruppe alla morte di Cristo anzi… essa raggiunse tutta la terra abitata allora conosciuta – Atti 24:5; Romani 10:18 Quindi anche ammettendo che durante la vita del Signore sulla terra essi non avessero un accurato intendimento delle Scritture, dopo la Sua morte sarebbe sceso su di loro lo Spirito Santo che avrebbe “insegnato loro ogni cosa”. Perché, dunque, in tutte le lettere apostoliche fino alla lettera di III Giovanni non si menzionano, mai, le 70 settimane di Daniele? Quello che la rivista qui citata dice tra le righe in effetti è: anche se i primi cristiani non compresero la profezia delle 70 settimane, l’abbiamo compresa noi. Ciò che segue è preso dal libro “Prestate attenzione alle profezie di Daniele”* parti estrapolate dal capitolo 11. 16 Tre avvenimenti notevoli meritano di essere presi in considerazione a proposito dell’inizio delle “settanta settimane”. Il primo si verificò nel 537 a.E.V. quando Ciro emanò il decreto che permetteva agli ebrei di tornare al loro paese. Si legge: “Ciro re di Persia ha detto questo: ‘Geova l’Iddio dei cieli mi ha dato tutti i regni della terra, ed egli stesso mi ha incaricato di edificargli una casa a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque fra voi è di tutto il suo popolo, il suo Dio sia con lui. Salga dunque a Gerusalemme, che è in Giuda, e riedifichi la casa di Geova l’Iddio d’Israele — egli è il vero Dio — la quale era a Gerusalemme. In quanto a chiunque resta da tutti i luoghi dove risiede come forestiero, gli uomini del suo luogo lo assistano con argento e con oro e con beni e con animali domestici insieme all’offerta volontaria per la casa del vero Dio, che era a Gerusalemme’”. (Esdra 1:2-4) Chiaramente il preciso scopo del decreto era far ricostruire il tempio — “la casa di Geova” — nel luogo in cui sorgeva un tempo. 17 Il secondo avvenimento si verificò nel settimo anno del regno del re persiano Artaserse (Artaserse Longimano, figlio di Serse I). All’epoca il copista Esdra fece un viaggio durato quattro mesi da Babilonia a Gerusalemme. Era latore di una lettera speciale del re, che però non autorizzava la ricostruzione di Gerusalemme. L’incarico di Esdra consisteva solo nell’“abbellire la casa di Geova”. Per questo la lettera menzionava oro e argento, vasi sacri e contribuzioni in frumento, vino, olio e sale per sostenere l’adorazione presso il tempio, nonché l’esenzione dalle tasse per coloro che vi prestavano servizio. — Esdra 7:6-27. 18 Il terzo avvenimento si verificò 13 anni (ovvero 13 anni dopo il settimo anno del re persiano Artaserese) dopo, nel 20° anno del re persiano Artaserse. Allora Neemia serviva come suo coppiere “a Susa il castello”. Gerusalemme era stata parzialmente riedificata dal rimanente tornato da Babilonia. Ma le cose non andavano bene. Neemia apprese che ‘le mura di Gerusalemme erano diroccate e le sue stesse porte erano state bruciate col fuoco’. Questo lo turbava molto e il suo cuore era rattristato. Quando gli fu chiesta la ragione della sua tristezza, Neemia rispose: “Viva il re a tempo indefinito! Perché non dev’essere triste la mia faccia quando la città, la casa dei luoghi di sepoltura dei miei antenati, è devastata, e le sue medesime porte sono state divorate dal fuoco?” — Neemia 1:1-3; 2:1-3. 19 La descrizione dell’episodio che riguardava Neemia prosegue: “A sua volta il re mi disse: ‘Che cos’è dunque che cerchi di ottenere?’ Subito pregai l’Iddio dei cieli. Dopo ciò dissi al re: ‘Se al re in effetti sembra bene, e se il tuo servitore sembra buono davanti a te, che tu mi mandi in Giuda, alla città dei luoghi di sepoltura dei miei antenati, affinché io la riedifichi’”. La proposta piacque ad Artaserse, che acconsentì anche a un’ulteriore richiesta di Neemia: “Se al re in effetti sembra bene, mi siano date lettere per i governatori che sono oltre il Fiume [l’Eufrate], perché mi facciano passare finché io giunga in Giuda; anche una lettera per Asaf il custode del parco che appartiene al re, affinché mi dia alberi per costruire col legname le porte del Castello che appartiene alla casa, e per le mura della città e per la casa in cui devo entrare”. Neemia riconobbe il ruolo di Geova in tutto questo, dicendo: “Il re, dunque, [mi] diede [le lettere], secondo la buona mano del mio Dio su di me”. — Neemia 2:4-8. 20 Il permesso venne accordato nel mese di nisan, nella prima parte del 20° anno del regno di Artaserse, ma l’effettiva “emanazione della parola di restaurare e riedificare Gerusalemme” andò in vigore mesi dopo, quando Neemia arrivò a Gerusalemme e iniziò il lavoro di ricostruzione. Il viaggio di Esdra aveva richiesto quattro mesi, ma Susa si trovava più di 300 chilometri a est di Babilonia e quindi ancora più lontano da Gerusalemme. Molto probabilmente, dunque, Neemia arrivò a Gerusalemme verso la fine del 20° anno di Artaserse, cioè nel 455 a.E.V. Le predette “settanta settimane”, o 490 anni, iniziarono allora. Sarebbero terminate nell’ultima parte del 36 E.V. — Vedi “Quando iniziò il regno di Artaserse?”, a pagina 197. 21 Quanti anni passarono prima che Gerusalemme fosse effettivamente ricostruita? La ricostruzione della città doveva avvenire “nelle strettezze dei tempi” a motivo di difficoltà fra gli ebrei stessi e dell’opposizione dei samaritani e di altri. Il lavoro a quanto pare fu completato nella misura necessaria verso il 406 a.E.V., entro le “sette settimane”, cioè entro 49 anni. (Daniele 9:25) Sarebbe seguito un periodo di 62 settimane, o 434 anni. Dopo quel periodo sarebbe comparso il Messia promesso da tempo. Contando 483 anni (49 più 434) dal 455 a.E.V. arriviamo al 29 E.V. Cosa accadde quell’anno? Il Vangelo scritto da Luca ci dice: “Nel quindicesimo anno del regno di Tiberio Cesare, quando Ponzio Pilato era governatore della Giudea, ed Erode era governante del distretto della Galilea, . . . la dichiarazione di Dio fu rivolta a Giovanni figlio di Zaccaria nel deserto. Egli venne dunque in tutto il paese intorno al Giordano, predicando il battesimo in simbolo di pentimento per il perdono dei peccati”. In quel tempo “il popolo era in aspettazione” del Messia. — Luca 3:1-3, 15. 22 Giovanni non era il Messia promesso. Ma riguardo a ciò di cui fu testimone al battesimo di Gesù di Nazaret, nell’autunno del 29 E.V., Giovanni disse: “Ho visto lo spirito scendere dal cielo come una colomba e rimanere sopra di lui. Nemmeno io lo conoscevo, ma Colui che mi ha mandato a battezzare in acqua mi disse: ‘Chiunque sia colui sul quale vedrai scendere e rimanere lo spirito, questi è colui che battezza nello spirito santo’. E io l’ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”. (Giovanni 1:32-34) Al suo battesimo, Gesù diventò l’Unto: il Messia o Cristo. Poco dopo Andrea, discepolo di Giovanni, incontrò l’unto Gesù e poi disse a Simon Pietro: “Abbiamo trovato il Messia”. (Giovanni 1:41) Quindi “Messia il Condottiero” comparve puntualmente, alla fine di 69 settimane! Dal sottotitolo “GLI AVVENIMENTI DELL’ULTIMA SETTIMANA” 23 Cosa doveva compiersi durante la 70a settimana? Gabriele disse che il periodo di “settanta settimane” era stato determinato “per porre termine alla trasgressione, e porre fine al peccato, e fare espiazione per l’errore, e recare giustizia per tempi indefiniti, e imprimere un suggello sulla visione e sul profeta, e ungere il Santo dei Santi”. Perché questo si compisse “Messia il Condottiero” doveva morire. Quando? Gabriele disse: “Dopo le sessantadue settimane Messia sarà stroncato, senza nulla per lui stesso. . . . Ed egli deve tenere in vigore il patto per i molti per una settimana; e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta di dono”. (Daniele 9:26a, 27a) Il momento cruciale era “alla metà della settimana”, vale a dire nel mezzo dell’ultima settimana di anni. 24 Il ministero pubblico di Gesù Cristo iniziò nell’ultima parte del 29 E.V. e durò tre anni e mezzo. Come era stato profetizzato, nei primi mesi del 33 E.V. Cristo fu “stroncato” quando morì su un palo di tortura, dando la sua vita umana come riscatto per l’umanità. (Isaia 53:8; Matteo 20:28) La necessità dei sacrifici di animali e delle offerte di dono prescritti dalla Legge cessò quando il risuscitato Gesù presentò a Dio in cielo il valore della sua vita umana sacrificata. Anche se i sacerdoti ebrei continuarono a fare offerte sino alla distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 E.V., quei sacrifici non erano più graditi a Dio. Erano stati sostituiti da un sacrificio migliore, che non si doveva mai ripetere. L’apostolo Paolo scrisse: “[Cristo] offrì un solo sacrificio per i peccati in perpetuo . . . Poiché con una sola offerta di sacrificio ha reso perfetti in perpetuo quelli che sono santificati”. — Ebrei 10:12, 14. 25 Benché il peccato e la morte abbiano continuato ad affliggere l’umanità, il fatto che Gesù fu stroncato nella morte e la sua risurrezione alla vita celeste adempirono la profezia. Ciò ‘pose termine alla trasgressione, pose fine al peccato, fece espiazione per l’errore e recò giustizia’. Dio aveva abrogato il patto della Legge, che denunciava e condannava gli ebrei come peccatori. (Romani 5:12, 19, 20; Galati 3:13, 19; Efesini 2:15; Colossesi 2:13, 14) Adesso i peccati dei trasgressori pentiti potevano essere cancellati e le relative pene annullate. Grazie al sacrificio propiziatorio del Messia, per coloro che esercitavano fede era possibile la riconciliazione con Dio. Potevano aspettarsi di ricevere il dono di Dio della “vita eterna mediante Cristo Gesù”. — Romani 3:21-26; 6:22, 23; 1 Giovanni 2:1, 2. 26 Così nel 33 E.V., con la morte di Cristo, Geova abrogò il patto della Legge. Come mai, allora, si poteva dire che il Messia doveva “tenere in vigore il patto per i molti per una settimana”? Perché mantenne in vigore il patto abraamico. Sino alla fine della 70a settimana Dio concesse le benedizioni di quel patto ai discendenti ebrei di Abraamo. Ma alla fine delle “settanta settimane” di anni, nel 36 E.V., l’apostolo Pietro predicò a un devoto italiano, Cornelio, ai suoi familiari e ad altri gentili. E da quel giorno in poi si cominciò a proclamare la buona notizia fra persone delle nazioni. — Atti 3:25, 26; 10:1-48; Galati 3:8, 9, 14. 27 La profezia aveva predetto anche l’unzione del “Santo dei Santi”. Non si tratta dell’unzione del Santissimo, o compartimento più interno, del tempio di Gerusalemme. L’espressione “Santo dei Santi” si riferisce qui al celeste santuario di Dio. Lì Gesù presentò il valore del suo sacrificio umano al Padre. Nel 29 E.V. il battesimo di Gesù aveva unto, o appartato, quella realtà spirituale, celeste, rappresentata dal Santissimo del tabernacolo terreno e del successivo tempio. — Ebrei 9:11, 12. Dal sottotitolo “LA PROFEZIA CONFERMATA DA DIO” 28 La profezia messianica pronunciata all’angelo Gabriele parlava anche di “imprimere un suggello sulla visione e sul profeta”. Questo significava che tutto ciò che era stato predetto riguardo al Messia — tutto quello che compì mediante il suo sacrificio, la sua risurrezione e la sua comparsa in cielo, come pure le altre cose che avvennero durante la 70a settimana — avrebbe avuto il suggello dell’approvazione divina, sarebbe risultato vero ed era degno di fiducia. La visione sarebbe stata suggellata, limitata al Messia. Si sarebbe adempiuta in lui e nell’opera compiuta da Dio per mezzo suo. Solo in relazione al predetto Messia avremmo potuto trovare l’interpretazione corretta della visione. Niente altro ne avrebbe dischiuso il significato. 29 Gabriele in precedenza aveva profetizzato che Gerusalemme sarebbe stata ricostruita. Adesso predice la distruzione della città ricostruita e del suo tempio, dicendo: “Il popolo di un condottiero che verrà ridurrà in rovina la città e il luogo santo. E la fine d’esso sarà mediante l’inondazione. E sino alla fine ci sarà guerra; sono decise le desolazioni. . . . E sull’ala di cose disgustanti ci sarà colui che causa desolazione; e fino a uno sterminio, la medesima cosa decisa si verserà anche su colui che giace desolato”. (Daniele 9:26b, 27b) Anche se sarebbe avvenuta dopo le “settanta settimane”, questa desolazione sarebbe stata il risultato diretto di avvenimenti verificatisi durante l’ultima “settimana”, quando gli ebrei rigettarono Cristo e lo fecero mettere a morte. — Matteo 23:37, 38. 30 La storia mostra che nel 66 E.V. le legioni romane al comando di Cestio Gallo, legato di Siria, accerchiarono Gerusalemme. Nonostante la resistenza degli ebrei, gli eserciti romani con le loro insegne idolatriche penetrarono nella città e cominciarono a scalzare il muro del tempio a nord. Il fatto che stessero lì li rendeva una “cosa disgustante” che poteva causare completa desolazione. (Matteo 24:15, 16) Nel 70 E.V. i romani al comando del generale Tito vennero come un’“inondazione” e resero effettivamente desolati la città e il tempio. Niente li fermò, poiché questo era stato decretato — ‘deciso’ — da Dio. Geova ancora una volta aveva adempiuto la sua parola al tempo da lui stabilito! FINE DELLA CITAZIONE Cominciamo dunque ad analizzare approfonditamente questa interpretazione che, ad una prima lettura, sembrerebbe inattaccabile. Dopo aver spiegato le motivazioni secondo cui dobbiamo considerare le settimane come settimane di anni (come traducono anche alcune versioni bibliche), il libro riconosce che ci sono “tre avvenimenti notevoli che meritano di essere presi in considerazione a proposito dell’inizio delle “settanta settimane””. Il primo si verificò nel 537 a.E.V. quando Ciro emanò il decreto che permetteva agli ebrei di tornare al loro paese. Si legge: “Ciro re di Persia ha detto questo: ‘Geova l’Iddio dei cieli mi ha dato tutti i regni della terra, ed egli stesso mi ha incaricato di edificargli una casa a Gerusalemme, che è in Giuda” - Esdra 1:2-4 Questo sembra davvero essere il più ragionevole perché fu Dio stesso ad autorizzarlo. Questo editto non fu proclamato per iniziativa di un imperatore borioso ma, come egli stesso disse, “Geova l’Iddio dei cieli (…) mi ha incaricato di edificargli una casa a Gerusalemme”. Non solo: è proprio lui ad essere chiamato “unto”! - Isaia 45:1 Daniele menziona chiaramente “l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme” Secondo la Parola di Dio e non secondo le interpretazioni umane, chi fu incaricato di ricostruire Gerusalemme? Isaia 44:28 dice “Colui che dice di Ciro: ‘È il mio pastore, e tutto ciò di cui mi diletto adempirà completamente’; perfino nel [mio] dire di Gerusalemme: ‘Sarà riedificata’, e del tempio: ‘Saranno gettate le tue fondamenta’”. A questo punto la questione dovrebbe già essere chiusa** (vedi la nota in calce) perché la semplice domanda che dovremmo farci è: queste parole si adempirono oppure non si adempirono? Se non si adempirono, allora affermiamo apertamente che la Bibbia si è sbagliata. Dio disse di aver incaricato Ciro per riedificare Gerusalemme e gettare le fondamenta del tempio ma questo non si avverò. Giusto? Non si avverò perché il libro “Profezie di Daniele” dice chiaramente che “Gerusalemme era stata parzialmente riedificata”… ma la profezia di Isaia diceva che Ciro avrebbe riedificato Gerusalemme e non “parzialmente”. Inoltre lo rimarca dicendo “tutto ciò di cui mi diletto adempirà completamente”. Cosa avrebbe adempiuto, completamente? Forse il diletto di Geova era che Gerusalemme fosse ricostruita parzialmente? Sul tempio si potrebbe disquisire perché la profezia riguardo a Ciro diceva semplicemente che “sarebbero state gettate le fondamenta”, a indicazione del fatto che egli non sarebbe vissuto abbastanza per vedere il tempio di Gerusalemme completamente ricostruito e dedicato, ma non si può disquisire sulla ricostruzione di Gerusalemme. Cosa ci dicono i dati storici? Quando fu ricostruita Gerusalemme e quando fu ricostruito e dedicato il tempio? Dopo il ritorno dall'esilio babilonese, sotto la guida di Zorobabele, nominato governatore della Giudea e sommo sacerdote Giosuè, immediatamente si cerca di ricostruire Gerusalemme e la Giudea, devastati ed abbandonati 70 anni prima. Dopo le iniziali e notevoli difficoltà comunque Gerusalemme viene ricostruita e le fondamenta del Secondo Tempio, sempre secondo la storia secolare, vengono concluse nel 535 a.C. Ovviamente stiamo parlando di una “data secolare” e finora abbiamo preso queste informazioni con le dovute cautele. Possiamo tendenzialmente fidarci di questa data? Sì, perché essa sarebbe in armonia con il periodo di vita dell’imperatore Ciro, il quale morì nell’anno 530 a.C. Come abbiamo letto nella profezia di Isaia, egli avrebbe emanato l’ordine di ricostruire Gerusalemme ma per quanto riguarda il tempio egli avrebbe visto soltanto “gettarne le fondamenta”. Sempre secondo la storia secolare, confermata dagli storici ebrei, il Tempio viene consacrato nella primavera del 515 a.C., ovvero più di venti anni dopo il ritorno da Babilonia. Ciro non avrebbe mai visto il completamento dei lavori in quanto mori 15 anni prima. Senza voler per forza associare questa profezia (quella di Isaia) a quella di Daniele, la questione è solo una: quante volte il tempio o la città dovevano essere ricostruiti? Se la parte iniziale della profezia delle settanta settimane si riferisce alla ricostruzione di Gerusalemme e del tempio, allora dobbiamo stabilire se ciò sia avvenuto nel 515 a.E.V (o al limite qualche anno prima) oppure nel 455. Chi emanò l'ordine di "restaurare e riedificare Gerusalemme"? Ciro o Artaserse? Possiamo scegliere “la data che ci piace di più”, come fanno in molti, ma la Bibbia menziona Ciro come “unto” incaricato sul rimpatrio degli ebrei e sulle fondamenta del Tempio e nessun Artaserse fu mai incaricato per questo. Anche ammettendo che le date su Ciro e sul suo editto non siano precise, di certo non possono essere sballate di 60 anni e Ciro e Artaserse non sono intercambiabili. La data di inizio da cui far partire queste emblematiche “70 settimane” è già diventata molto discutibile ma vediamo altre questioni difficili da armonizzare. Facendo partire le prime sette settimane dal 455 a.E.V. arriviamo al 406 a.E.V. (come ammette lo stesso libro) citato. Riguardo a questa data, il libro afferma “Il lavoro a quanto pare fu completato nella misura necessaria verso il 406 a.E.V”. “A quanto pare” dal punto di vista di chi? Esiste, nella storia secolare, un solo dato riscontrabile che anche solo si avvicini a questa data? Oppure “a quanto pare” è da riferirsi a qualche data biblica? Esiste, nella Bibbia, qualche riferimento che possa farci ricavare questa data o una data vicina? In realtà non esiste nulla di tutto ciò e “a quanto pare” è da riferirsi ad una convinzione preconcetta: se dobbiamo far collimare questa data alla comparsa del Messia, dev’essere così per forza. Forse adesso cominciamo a capire perché diverse traduzioni bibliche traducono “unto” anziché “Messia”, insistendo nella loro traduzione nonostante quella che per molti di noi era un’ assoluta evidenza storica? Riusciamo anche a mettere il beneficio del dubbio sul perché i primi cristiani non usarono mai questa parte delle Scritture per dimostrare l’identità o il periodo della comparsa del Messia? Ovviamente, quindi, partendo dal 406 (?) e aggiungendo altri 434 anni arriviamo al 29 E.V. che è proprio l’anno in cui Gesù viene battezzato e diventa il Messia. Tutti sanno fare i 434-406, nessuno discute che faccia “29”, togliendo l’anno zero; questo semplice calcolo lo sapranno fare anche i diversi traduttori biblici ma il problema sta a monte. Se forziamo la data di partenza riusciamo a far collimare qualsiasi cosa. Se poi forziamo sia la data di partenza che la data di arrivo, allora possiamo far dire alla Bibbia tutto quello che vogliamo… ma andiamo avanti perché i problemi non sono certo finiti qua. Il libro vorrebbe lasciar intendere che questo calcolo, cioè quello che porterebbe al 29 E.V., era intrinsecamente conosciuto dagli ebrei del primo secolo in quanto il popolo era in aspettazione del Messia proprio nel periodo di predicazione di Giovanni il Battista – confronta Luca 3:1-3, 15 Questo resoconto, però, dimostra soltanto che il popolo ebraico era in aspettazione del Messia già da parecchio tempo e sicuramente da molti anni. Vedendo Giovanni il Battista battezzare e predicare il pentimento dei peccati, il dubbio che potesse essere lui era solo legittimo. Che essi non avessero affatto un’idea precisa dell’anno della sua apparizione lo si capisce sia dalle parole del Signore che dal resoconto della storia secolare. Parlando degli ultimi giorni del sistema giudaico il Signore disse chiaramente che sarebbero sorti “falsi Cristi e falsi profeti” che avrebbero potuto sviare perfino i suoi discepoli per cui dovevano stare in guardia. I resoconti storici confermano che poco dopo il primo assedio, avvenuto per ordine di Cestio Gallo nel 66 E.V., ci fu un’apparente riscossa degli ebrei i quali arrivarono al punto di inseguire i propri invasori. Proprio in quel periodo sorsero “falsi Cristi” asserendo che era volontà di Dio che Gerusalemme fosse definitivamente liberata. Ora, se come lascia intendere il libro il popolo conosceva il calcolo delle 70 settimane (e di conseguenza erano giunti alla stessa data del 29 E.V.) perché essi diedero retta ai “cristi” apparsi quasi quarant’anni dopo? In realtà essi aspettavano l’arrivo del Cristo liberatore fin da quando furono soggiogati dall’impero romano ed essi sapevano che il Cristo poteva comparire da un momento all’altro, all’improvviso. Inoltre non è ragionevole credere che essi avessero fatto questi calcoli sulle 70 settimane perché la scrittura parla di “giustizia eterna” ma anche di distruzione del tempio – vedi Daniele 9:26 E’ dunque strano che essi si illusero di poter liberare Gerusalemme se interpretavano la profezia delle 70 settimane come viene interpretata oggi, ovvero sapendo che il tempio doveva essere distrutto. Che questa interpretazione delle 70 settimane proposta dalla Watchtower sia fasulla lo si vede ancora nella parte finale della profezia. Pur avendo forzato le due date di inizio (il 455 e il 406), non si riesce a far collimare neppure la parte finale. Vediamo perché. Intanto la scrittura dice che quel periodo di tempo era stato determinato “per porre termine alla trasgressione, e porre fine al peccato, e fare espiazione per l’errore, e recare giustizia per tempi indefiniti” ma ciò non avvenne nel 33, nel 36 e neppure nel 70. Non si pose fine né al peccato, né alla trasgressione e non si recò giustizia a tempi indefiniti ma ovviamente la wt spiega queste affermazioni in senso “spirituale”. Dal momento che il sacrificio di Cristo servì al perdono dei peccati abrogando la Legge che li condannava, venne stabilita questa “giustizia a tempi indefiniti”… . Citando le parole del libro: “Adesso i peccati dei trasgressori pentiti potevano essere cancellati e le relative pene annullate. Grazie al sacrificio propiziatorio del Messia, per coloro che esercitavano fede era possibile la riconciliazione con Dio”. Noi abbiamo capito che Israele non ha mai smesso d’avere importanza agli occhi di Dio: non c’è mai stata alcuna “sostituzione” come dicono le religioni della cristianità. Se questo è corretto, allora dovrebbe essere scontato che è proprio sul popolo di Israele e sulla terra di Israele che si doveva “porre termine alla trasgressione, e porre fine al peccato, e fare espiazione per l’errore, e recare giustizia per tempi indefiniti”; infatti l’angelo dice a Daniele che quelle 70 settimane erano state determinate non solo sul suo popolo ma anche “sulla sua santa città” - leggi Daniele 9:24 La santa città di Daniele era Gerusalemme e nessun’altra… invece in quella città, anche dopo la morte e risurrezione di Cristo, continuò ad esserci trasgressione e sicuramente non si può dire che venne stabilita una “giustizia eterna” durante i 19 secoli della sua inesistenza. Neppure oggi che Gerusalemme esiste di nuovo si può dire che è stata stabilita questa giustizia eterna. Saltiamo comunque il particolare della città e ammettiamo la possibilità di aver capito male proseguendo il nostro esame. Diciamo che fu stabilita la giustizia eterna quando Gesù pagò il riscatto versando il suo sangue in sacrificio e che Israele non c’entri nulla in tutto ciò. Molte traduzioni, come abbiamo visto, non condividono le parole “tenere in vigore il patto” e infatti riportano “stabilire un patto” o un’alleanza o “stipulare un patto”. Anche se patto e alleanza possono essere sinonimi, di certo sono molto diverse le espressioni “tenere in vigore” o “stipulare”. La prima espressione presuppone l’esistenza di un patto pre-esistente mentre la seconda menziona un patto appena fatto o nuovo di zecca. Ovviamente coloro che partono dal principio che il messia menzionato nei versetti precedenti sia proprio IL Messia, si sono dovuti chiedere “quale patto” Egli potesse stipulare con quel popolo che l’aveva appena ucciso. Quindi il patto diventa il patto Abraamico e la traduzione più congeniale non può essere “stipulare” ma “tenere in vigore”. In realtà anche accettando questa possibilità avremmo dovuto trovare scritto che il Messia avrebbe tenuto in vigore il patto per “un’altra” o “ancora una settimana” e non semplicemente per una settimana. Al limite avremmo dovuto leggere che il patto sarebbe stato “prolungato” per una settimana… ma non si legge nulla di tutto ciò in nessuna traduzione. Comunque il problema non riguarda semplicemente stabilire quale sia la traduzione più corretta (che cambierebbe comunque le cose) ma stabilire chi è il soggetto che “tiene in vigore” o “stipula un patto”. Dalla punteggiatura presente nella TnM non è molto chiaro ma sembra che sia “il Messia” a farlo. Il versetto 26 finisce così: “E il popolo di un condottiero che verrà distruggerà la città e il luogo santo, la cui fine arriverà come con un’inondazione. Sino alla fine ci sarà guerra; è stata decretata la devastazione”. Quindi il versetto 27 continua… ““Lui terrà in vigore il patto per i molti per una settimana, e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta”. “Lui terrà in vigore il patto”: lui chi? Colui che è stato ucciso dopo le 62 settimane (versetto 26a) oppure il condottiero di quel popolo che sarebbe arrivato e avrebbe distrutto la città e il luogo santo? (versetto 26b). La domanda è lecita perché la CEI traduce così: “il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine sarà un'inondazione e, fino alla fine, guerra e desolazioni decretate. Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta” lasciando intendere che è questo principe, ovvero il principe che comanda questo esercito distruttore, a stipulare una “forte alleanza”, una sorta di trattato di pace. Pur scegliendo la versione più congeniale ai nostri preconcetti, che l’intendimento sia completamente sbagliato è dimostrato dalla storia stessa perché, come abbiamo detto, neppure l’avvenimento finale può dirsi adempiuto. Con il massimo della semplicità l’opera citata “conclude” la spiegazione della profezia con la conversione di Cornelio, che sarebbe avvenuta nel 36 E.V. e questo chiuderebbe le 70 settimane. Quindi non si parla affatto della distruzione del Tempio, che avvenne 34 anni più tardi, tanto meno della distruzione di “colui che giace desolato” (chiunque sia per la TnM e qualunque cosa significhi). Questo è ragionevole? Questa profezia non includeva anche la devastazione del Tempio nonché la distruzione dello stesso devastatore? Non sorprende adesso capire perché la TnM traduca in maniera incomprensibile “colui che giace desolato” rendendo inverosimile applicare questa descrizione all’impero romano. La spiegazione lascia intendere che la stessa distruzione del tempio sarebbe avvenuta in un periodo al di fuori delle 70 settimane perché esse si concluderebbero nel 36! L’angelo Gabriele avrebbe parlato di 70 settimane le quali si concludono con “lui terrà in vigore il patto per i molti per una settimana” (stop) ma per quanto riguarda la parte che dice “sull’ala di cose ripugnanti arriverà colui che causa devastazione; ciò che è stato deciso sarà riversato su colui che giace desolato, fino alla completa distruzione” sarebbe avvenuto quando sarebbe avvenuto. Anche in un lontanissimo futuro… se prendiamo per assodato che “colui che giaceva desolato” era l’impero Romano. Per chi legge senza pregiudizi queste scritture, pur non comprendendo i soggetti implicati né il tempo dell’adempimento, il susseguirsi degli avvenimenti è chiaro e lineare: Lui terrà in vigore il patto per i molti per una settimana (ciò vale a dire che alla fine di questa settimana il patto scade o viene infranto) e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta. Sull’ala di cose ripugnanti arriverà colui che causa devastazione (ovvero alla fine della settimana quando ormai “il patto” è giunto al termine) ciò che è stato deciso sarà riversato su colui che giace desolato (ovvero, subito dopo aver infranto il patto – durato una settimana – egli stesso verrà eliminato) fino alla completa distruzione. Tutti gli avvenimenti descritti dall’angelo Gabriele dovevano iniziare con le prime sette settimane (dall’annuncio di partenza all’arrivo dell’unto) e concludersi nell’ultima settimana (con la distruzione del Tempio o della “città santa” e quindi la distruzione del devastatore). Questo lo capirebbe anche un bambino. Quindi, pur avendo forzato la data di inizio (il 455 a.E.V., in quanto gli ebrei non tornarono in patria quell’anno e non gettarono le fondamenta in quell’anno bensì nel 515 a.E.V. grazie all’editto di Ciro, autorizzato come unto di Geova) e pur avendo forzato la data “di mezzo” (il 406… data assolutamente inesistente in tutti i libri di storia) gli avvenimenti non possono combaciare a prescindere. Salvo spezzando la profezia, dimenticandosi della parte finale. A questo punto dobbiamo essere onesti con noi stessi e scegliere. Alcuni dicono che quella delle 70 settimane è una “profezia errata” e la usano per “dimostrare” che il libro di Daniele racconti falsità. Altri, cercando di salvare capre e cavoli, dicono che è una profezia “ipotetica” dicendo che quelle cose si sarebbero adempiute se il popolo avesse o non avesse fatto determinato cose. In pratica alcuni dicono che Dio cambiò idea riguardo a questa profezia a motivo delle mutate condizioni generali, un po’ come accadde nel caso dei niniviti al tempo di Giona. Altri, come possiamo immaginare, continuano a negare l’evidenza insistendo sulla corretta interpretazione della propria organizzazione religiosa (che non riguarda nello specifico la WT ma le spiegazioni delle organizzazioni religiose in generale, le quali, non da meno della WT, giocano molto con le parole). Che dire di noi? La Bibbia si è sbagliata oppure Dio ha cambiato idea all’ultimo momento non facendo più avverare la profezia? Adesso che abbiamo compreso i termini dell’enigma, possiamo sperare di aver fatto il primo passo verso la comprensione oppure ci siamo allontanati ancora di più? Dobbiamo rinunciarci? L’enigma della 70 settimane sarà mai svelato? Se la Bibbia è davvero il Libro di Dio, le risposte devono trovarsi lì... no? Pur riconoscendo i nostri limiti, il prossimo articolo cercherà nella Bibbia la chiave per svelare questo millenario enigma – Daniele 12:10; 2 Timoteo 3:16, 17 Note in calce * Il libro "Prestate attenzione alle profezie di Daniele!" è edito dalla Watchtower **Nel prossimo articolo si menzioneranno, tra le altre cose, le Scritture di Esdra e Neemia in genere utilizzate per dimostrare che la profezia delle 70 settimane dovrebbe partire dall’editto di Artaserse Longimano.
  3. The following topic has already been covered in the articles titled "The 2,300 days have already begun?", "Salvation belongs to Jehovah!" And "1260, 1290 and 1335 days" * (in the footnote The respective links). However, there is no doubt that these articles could be considered a bit 'difficult for some, so it was thought to treat them one last time, in a single article, trying to simplify the explanation with the help of images. Let us resume the writing of Daniel 8:13, 14 which says "I heard a saint speaking and another saint saying to what he was speaking:" Until this vision will last: the abolished daily sacrifice, the desolation of iniquity, the sanctuary and the militia trampled? " He replied: "Up to two thousand and three hundred evenings and mornings: then the sanctuary will be claimed" - the Jerusalem Bible So it's clear. The saint described here is asking in what period of time all the things just described would have come true. The answer is "Up to two thousand and three hundred evenings and mornings: then the sanctuary will be claimed". He had just spoken of a small horn that would have made itself very great towards the south, towards the east and towards the Adornment, and would have continued to grow large until it had fallen part of the army of the heavens - Daniel 8: 9, 10 Those who have studied the prophecies carefully have understood that this "little horn" is not Antiochus IV and has nothing to do with the goat anymore, if not because of the historical connection between Alexander the Great, then the Roman Empire and the last king of the north. Having studied the central role of the "Splendid country" in the fulfillment of the prophecies, we have also understood why the prophecy passes from ancient Rome to the last king of the north, making a leap of thousands of years. On the other hand, it has nothing to do with the Britannia that continues to be part of the king of the south and will remain so until the outbreak of war. The articles titled "Who is the little horn that became very great?", "Four armageddon or one only?" And "Let's reiterate the number of kings and understand the prophecy" have already addressed these topics. ** Even the various theories that run on the net about 2,300 years instead of days, 1,150 days and 1,150 evenings (insinuating that the Scriptures, not saying clearly "days", meant 2,300 between evenings and mornings) and Giuda Maccabeo leave the time they find because they have no support in Scripture. So it is clear: the activity of the king of the north, which obviously begins with the devastation (in fact it becomes great towards the south, towards the east and the Adornment) is completed in 2,300 evenings and mornings with the abolition of daily sacrifice. In one of the articles already mentioned we have seen that this horn is the same as described in Daniel 7: 8 which breaks down three horns and then begins to utter "grandiose things" so whoever objected that Russia, today, is not really a "little horn" the Scripture does not say at all that this little horn becomes great only in the time of the end. On the contrary, It says that this horn "continued to grow" up to the Adornment and up to the fall of the army of the heavens - Daniel 8:10 This simply means that this power is born as a small horn and becomes enormous with time. It is enormous in the time of the end but when it will break down the last horn will grow again - Revelation 13: 2 We observe the image that follows. If we go to Revelation, another book that mentions events in the time of the end, we note that it also mentions the daily sacrifice and mentions its abolition at the hands of the winning power identified as "wild beast" - Revelation 11: 3, 7 Is it perhaps a forcing or Daniel and Revelation are talking about the same event? - Hebrews 13:15 They could be two separate and distinct events but this would mean that the daily sacrifice is abolished several times in the time of the end because both refer to this period - Daniel 7: 9-11; 8: 23-25; 11.40.41; Revelation 1:10 Both Daniel and Revelation clearly specify that that part of the vision, or the abolition of daily sacrifice, falls within the time of the end or day of the Lord. Yet, looking in both books, the abolition of daily sacrifice is not repeated more than once so we can only conclude that it refers to the same single episode. Obviously it is not difficult to understand why Daniele speaks of 2,300 days while Revelation only 1,260. Daniel includes all the events concerning the king of the north, starting from his expansion (which we know refers to the war) while Revelation simply isolates the last part or the duration and final abolition of daily sacrifice. See the next image. From this we find that the devastation due to the clash between these two powers lasted at least the difference between these two periods or 1,040 days (2,300 - 1,260 = 1,040). We say "at least" because we do not know if during the preaching of the two witnesses there is a pause (the war is now over and the wild beast is healing from its wounds?) Or if it continues during this period. Surely the two witnesses dressed in sack will make their appearance on the 1,040th day since the beginning of the war. From this, but also from other scriptures, we also understand that it is precisely Babylon the Great (ie she who occupies the country of the Adornment) the cause of this terrible war - Revelation 18:24 It is in fact the iniquity or the transgression of this nation to cause such devastation. Recalling the subject "daily sacrifice" we see that Daniel 12:11 says "From the moment in which the continual sacrifice has been suppressed and the repugnant thing that causes devastation will be placed, 1,290 days will pass". We are always talking about the same thing, is not it? Revelation chapter 11 confirms the identity of the subject as it is clearly seen that it is "the repugnant thing that causes devastation" to abolish the sacrifice - compare Revelation 11: 7 As for the destruction of Jerusalem and the Temple, the Lord clearly identified the Roman army as the "repugnant thing" - Matthew 24:15, 16; Luke 21:20; Mark 13:14 In 70 E.V. the Roman armies were the repugnant thing (or the penultimate king of the north) and on the day of the Lord it will be the ferocious beast, the last king of the north in order of time now become the only king. See the next image. From the abolition of daily sacrifice, according to Daniel 12:11, we must therefore add 1,290 days. Obviously this period has nothing to do with the 1919, the release of the members of the Watchtower society, let alone with the birth of the magazine "the golden age". If anything, the Scripture speaks of the "end of these things" or the end of all the tribulation caused to the people of God by the satanic system - Daniel 12: 8 Finally, the next verse says "Happy those who are waiting and arrive at 1,335 days!". We have already seen in the article dedicated to this subject that "get to" does not mean to add another 1,335 days, if anything else 45 (we started from 1,290) and this concept is so trivial that it is hard to believe that someone has misunderstood. Surely it becomes even more difficult to believe that the "people of God" would simply become happy "no longer regretting the past" (meaning that Jehovah's Witnesses would no longer serve God in view of a date), who would become happy thanks to the book "Liberation" or to the assembly of 1.926 or having finally abandoned the "Studies on the Scriptures" by Russell. This is what is written in the book "Prophecy of Daniel!" (Pages 286-305 of the edition in Italian) book which does not seem to be updated on the horizon. Starting from the principle that everyone is free to believe what he wants, this interpretation does not deserve any comment. Instead the writing of Daniel, after having spoken of the "end of these things", or when it would have ended up breaking the "power of the holy people" and all these things would come to an end, it would take another 45 days to finally become happy. Why do you become happy? This question is also simple, basically. God's people will be truly happy when the Satanic system comes to an end. See the next image. Let us now make a small regression to understand what the temporal parallel story of Revelation tells us. Revelation 11: 2 and 13: 5 speaks of 42 months, or 1,260 days when the courtyard is trampled by the nations, particularly of that time when Satan, through the ferocious beast, has the authority to act against that people has the task of bearing witness to Jesus - Revelation 12:17 This is all the time he has left. Although he will try to lengthen this time, this is the time he has been given and he will not be able to act a single day longer - Daniel 7:25, 26 This period of time is also the same in which the Woman flees into the desert and there is protected there - Revelation 12: 6; 14 So these 42 months end exactly at the "end of these things" mentioned by Daniel 12:11. See the next image. At this point, however, we can immediately see that there is a missing piece in this reconstruction. Between the description of Daniel and that of Revelation there is a difference of 30 days. Why? Is it perhaps a "rounded" period as some have said? Absolutely not. Man rounds the dates in an attempt to conceal his interpretative errors, but the Bible does not need to do so because besides being the Truth, the wisdom that it contains transcends far beyond the human one - Romans 11:33 See the next image. Why, first of all, is this difference? Because Daniel explains that this period (1,290 days) starts from the abolition of daily sacrifice until the "end of these things" while Revelation focuses simply on the time left to the ferocious beast to act (42 months, 1,260 days) that obviously end together . The "end of these things" end at the end of the time given to the wild beast. So instead of thinking of strange roundings we should rather ask ourselves "What happens from the abolition of daily sacrifice to the moment when the beast receives the authority to act for 42 months?" Well, everything happens between Revelation 11:11 and Revelation 12:12. They resuscitate the two witnesses dressed in sacks, play the seventh trumpet (beginning the spiritual resurrection) and the war breaks out in the sky. The war in heaven therefore lasts 3 and a half years? Absolutely not: this war will last less than 30 days. See the next image. From the end of the war, thirty days after the killing of the two witnesses clothed with sacks, the great tribulation begins, which will last, in fact, 42 months. Why is there this interruption of priestly services? Because only in this way the ferocious beast is successful - Daniel 8:12 If the priestly services were not interrupted, the beast would not succeed and the Scripture would fail. However concerning this interruption of priestly services we can find an interesting precedent in Numbers 20:29. After the death of Aaron, the first high priest of Israel, the priestly services were not resumed until thirty days later. This is evidently necessary to organize the army of the heavens, which has begun to resurrect at the ring of the seventh trumpet, as well as to fight the war - 1 Corinthians 15:51, 52 That the army of the heavens are those who are resurrected with incorruptible spiritual bodies is evident from the announcement following the expulsion of Satan from heaven. "Now the salvation, the power, the Kingdom of our God and the authority of his Christ have come, because the accuser of our brothers has been cast down, who accuses them day and night before our God! But they won him thanks to the blood of the Lamb and to the word of their testimony, and they did not love their own soul even in the face of death "- Revelation 12:10, 11 They are not generic angels to fight this war because it is not the angels who have used the blood of the Lamb, nor were the angels preaching the good news as well "in the face of death". As Daniel said, this king would have thrown "the army of the heavens" to the ground, but how could he ever throw this army on the ground if these had been spiritual beings? - Daniel 8:10 Obviously this expression acquires meaning and meaning only in the case in which he overthrows them when they are simple men, committed to preaching the good news. From the sound of the seventh trumpet, however, they are resurrected incorruptible and powerful in the blink of an eye and now this "army of the heavens" is back and ready to fight. The first action they perform is to clear the skies from Satan, as we have seen. What happens next? According to Daniel, there are still 45 days to become really happy. This period of time must get stuck between the expiry of the beast's time of action and the end of the system of things with the entry into the Millennial Kingdom. We do not know the precise moment in which the holy people stop being persecuted, but this must surely take place between the sixth and seventh cup of God's wrath. We know from previous articles that the people of God, taken from all nations, will have to reach the promised land or that country currently occupied by the abusive prostitute. To do this it is necessary to pave the way for them and this happens through the angel pouring his cup on the great Euphrates River - Revelation 16:12 This means that the peoples in the vicinity of Israel, or the armies placed in protection of its borders, must be "dried up" or eliminated - compare Revelation 17:15 Does this event really fall in these 45 days? Yes, because we understand it from what Daniel tells us. At the end of his time of action this king "will pitch his tents between the great sea and the holy mountain of the Splendid Country" but shortly thereafter "will come to its end, and there will be no one to help him" - Daniel 11:45 Planting the tents is a military term that indicates preparing for war (in fact it says that comes out to vote many to destruction) and in the parallel story of Revelation, just after the sixth cup that prepared the way for kings coming from the rising sun, we read "And I saw out of the mouth of the dragon and from the mouth of the wild beast and from the mouth of the false prophet three impure inspired expressions [that looked] like frogs. They are, in fact, expressions inspired by demons and they make signs, and they go to the kings of the entire inhabited earth, to gather them to the war of the great day of God Almighty "- Revelation 16:13, 14 Reading only this would seem a less than happy moment! - Psalm 2: 1-3 Yet, despite the situation of tension that is created, what happens? Is the gathered people of God perhaps touched? Obviously not: as we said the time of this ferocious beast to act is now over and there is nothing left to do. On the contrary, in his blinding fury his lover strikes precisely: Babylon the Great. This is the first great reason to be happy and is in harmony with what we read in Daniel - compare Daniel 12:12 with Revelation 18:20; 19: 9 And soon after, of course, happiness reaches its climax when this beast, along with the false prophet and all the other armies are eliminated - Revelation 19: 19-21 In this description, among other things, no battle or resistance by the beast or the false prophet is mentioned, but it is simply said that they are "taken". This seems to indicate the ease and immediacy of the battle: another reason why the people gathered there have nothing to fear - Psalm 2: 4 So we can deduce that the final 45 days start roughly from the sixth cup of God's wrath to the Har-maghedon war. If the exodus of the Israelites is a biblical precedent, we can assume that 40 days understand the journey (if the Israelites had been obedient their journey would have lasted 40 days) while the last 5 include the time of the destruction of Babylon the Great, the time for the kings and traders to mourn his departure and therefore the real Har-maghedon war. A short time, in fact. A "brief denunciation" until the wrath of God has passed away and the true people of God will be able to take refuge in their "inner rooms", probably their own relationship with Jehovah - Isaiah 26:20; Revelation 16:15 Thanks to this comparison we can also understand what these famous "news from the east and from the north" are about, which upset the dominant king (so much that it infuriates) and we do not need to speculate. He sees this seemingly defenseless people, who evidently believed that they had succeeded in eliminating, living, gathered and marching towards the promised land. With all his power and fury, in three and a half years of bitter persecution he could not eliminate it! It is probable that in this he sees the hand of the true God: another reason for being enraged. Finally (but not finally because there are many other details on which it is possible to reason) we also manage to derive the duration of the end time. From the outbreak of the war between the king of the south and the king of the north, event that will indicate the entry in time of the end (see Daniel 11:40) until the war of har-maghedon, pass 2,300 + 1,290 + 45 days or 3,635 days . Just over 10 biblical years. At this point some readers will have turned their noses because of what the Lord says about the day and time - Mark 13:32 Surely some readers will have turned their nose also because of the suffering that unrealized expectations have caused. Later on there will be an article dedicated to this topic because regardless of our beliefs, and as far as they are rooted in us, it is not clear that all these Scriptures and these numbers were not put in the Bible at random? Is not it equally clear that the purpose of prophecy is "not to remain in darkness"? - 1 Thessalonians 5: 1, 2, 4, 5 Is it possible to find a balanced and scriptural position between the words of the Lord and the Scriptures we have seen that seem to tell us "count these days ... observe these events ... become happy at the end of this system of things"? An upcoming article will try to answer these questions. For the moment let's focus on the beauty and depth of the biblical message. Is it really worth debating the authenticity and inspiration of these two books? Those who claim that these books are not inspired by God should at least have discovered their mutual coherence. Has anyone ever given you an explanation like that or have all assumed the most bizarre things starting from the characters described to reach 2,300 years, at the "rounded" times and the words out of place and time? Is it not evident that, in harmony with the words of the same prophecy, this book would have been opened and true knowledge would have become abundant? - Daniel 12: 9, 10 We decide now, in our hearts, if we want to be of those refined by the Word of God or the wicked who will progress from bad to worse and will not understand. For more informations, the blog (in italian language) it's https://attenzioneallaprofezia.blogspot.com/
  4. When we talk about "celestial call" we always touch on a sensitive subject on which it is not allowed to make assumptions or discussions. That person has received this call you must accept the word because there would be no way to refute that assertion as there would be no way to "understand" the feelings or certainty that this call implies - compares Romans 8:16, 17 In general, earthly comparisons are made to help the "less fortunate" person to understand why, even with a thousand words, he would not be able to understand anyway. For a young woman about to marry you could say that you will never know what it really means being a mother until you bear a son. No explanation would be able to make understand the feelings and the change of mentality that this condition entails. For a young boy, perhaps he will make the comparison of the father, though less profound than that of the mother, and so on. To further reinforce any consideration is added the unquestionable fact that every Christian has an absolutely personal and unique relationship with God - Matthew 10: 29-31 Is it really so? Fortunately, the Bible claims to be inspired by God and to be the only truly authoritative source from which to take information. If we truly believe that it is the Word of God and it is also all that we need for our spiritual edification, then we must take responsibility for proving with our Scriptures our every affirmation, even the most delicate and personal. If some people get to the point of being blown up because of their religious beliefs, it is clear that these people really believe in it and that the feeling they experience is extremely strong. However, personal feeling or belief is not a proof that they are approved by God because faith is based on knowledge and not on desires or emotionality. Even those who went to die to "liberate the Holy Land" were convinced that they were doing the right thing, but only the Bible could have told them if they were right or not - Hebrews 5:14 No religion and no other authority. So rather than blind any possible argument that could touch sensitive cords, let's see what the Bible has to say about this topic. To begin with in the Greek scriptures we talk about the deposit that first-century Christians received as "preview" and as a guarantee of what they would receive in the future - 2 Corinthians 1:22 It is not in dispute that the early Christians, thanks to the gifts of the Holy Spirit, also received the guarantee that, if they remained faithful until the end, they would seize the prize - Philippians 3:13, 14; see also Hebrews 12: 22-24 As the Lord himself said, from the days of John the Baptist the kingdom of heaven would become the goal that would have grasped those who would have gone forward - Matthew 11:12 The Christians of the first century that remained faithful until death certainly grabbed the prize and their resurrection will be able to "touch" what we saw in vision and only in a limited way - 1 Corinthians 13:12 What we need to understand is whether this "deposit" has been paid even after the development of apostasy, over the past two millennia and then even today, and if the same final destination has remained unchanged during this period. Is profound personal conviction sufficient, or do we still have to confront and bow to the Scriptures? In practice, did the heavenly hope remain unchanged during the entire period of apostasy or did it disappear with true worship? Before we think it is nonsense let's remember that this hope did not exist before the Lord opened up to this perspective - compare Luke 22: 28-30 The same John the Baptist, of whom the Lord affirms that "born of a woman has not arisen no one greater than him", would not have ascended into heaven - Matthew 11:11 So far it has been taught to Jehovah's Witnesses, and rightly so, that all those who died before Christ will not receive the heavenly resurrection - compare Acts 2:34 Millions or billions of people living before Christ will receive a resurrection, life or judgment, here on earth - John 5:28, 29; 11:24 So if the heavenly resurrection is related to the Lord Jesus Christ is not so outlandish to ask whether it has continued in his "traveling abroad", ie during the period of apostasy where eventually he would come back to get to grips with its slaves - Matthew 25: 14-46 It is not even so obvious to ask if in 1 John the apostle spoke of the last hour meaning not only the arrival of apostasy and the disappearance of true adoration but if this disappearance would also affect the final goal of all future "Christians" . In practice could it be the last hour because of the fact that they were the last elected on earth? Let us try to reflect on the messages given by the Lord to the seven congregations described in Revelation. Starting from the congregation of Ephesus, we can see that if the Ephesians had not completed the "works of the past" (that is, the right ones they did in the first century), he would have removed the candlestick from them - Revelation 2: 1-5 When would they receive or lose this perspective? From the description the Lord makes it seems that receiving or losing this perspective regards His arrival. At Pergamon it is felt that if those who behave badly do not change the Lord will fight against them "when he comes". If the punishment occurs at your arrival (and therefore a punishment is supposed to be against those alive at that time), why should not it also apply to the prize? If we go forward in the description of these congregations we will see that all receive the just reward according to their works on the day of the Lord's arrival. If the judgment had arrived before, over the centuries, words like "repent otherwise when I come ..." would not make sense. This makes us think that the reward is also linked to the arrival of the Lord. Moreover, the congregation that has been awake and attentive on the Lord's day will be able to recognize His arrival also through those who will have the task of restoring true worship - Matthew 25: 1-12 On the day of the Lord someone will cry "Here is the bridegroom! Go out to meet him" but who will be ready to recognize and obey this invitation? Only those who have paid attention to the Word of God which includes the Lord's warnings reported in Revelation. To all the others the Lord will say "I do not know you" - compare Matthew 7: 21-23 Let's try to see if the book of Daniel has something to say about it. In chapter 7 we talk about the fourth beast (Rome) and the horn (Russia) that opposes the saints of the Supreme - Daniel 7:21, 22 ** The saints of the Supreme, or those who will receive the Kingdom, are mentioned in relation to the fourth beast and the horn but not in connection with the previous beasts. This is in harmony with what we know because if they had been mentioned even during the previous beasts, this would have meant that heavenly hope existed even before and that this was independent of the Lord's coming. And obviously it would have been in contradiction with the words of the Lord mentioned earlier. Instead, no "saint of the Supreme" is mentioned during the domination of the lion, bear or leopard and this is further confirmation that the understanding that "all those who lived before Christ" will receive an earthly resurrection is correct. Now the question is ... what about all the Christians who lived in the time span that separates the first century until the appearance of this horn? From the article entitled "Recall the number of kings and we understand the prophecy" *** we have seen that the king of the north disappears in concomitance with the disappearance of the object of contention: Israel. Following the logic of Daniel, also remarked in the statue of Nebuchadnezzar 's dream, it is easy to understand why no other "king of the north" is mentioned between Rome and the final horn. It is not mentioned because there is really no one else - compare Daniel 7:17 However one thing is the king of the north and an other should be the saints of the Supreme that you should talk without distinction from other involved parties. Instead in Daniel we do not talk about them on any other occasion that is not linked to Rome or to the last dominating empire. It is true that the purification continues "until the time of the end" but this simply makes it clear that the situation that the Lord finds at his return, that is, at the time when He restores true worship, will be similar to that left in the first century - Daniel 11:35 Indeed it is always Israel that causes this persecution - Revelation 18:24 In the first century Rome brought to apostasy those who "acted wickedly against the covenant" and certainly can not think that they received the heavenly reward. Only a clear minority "acted successfully" remaining faithful until death and this does not lead us absolutely beyond the first century. As John also said, that was the last hour before apostate supremacy. At this point, however, we must admit that even if these scriptures cast a shadow over the belief that the heavenly call continued during apostasy, they are not even so decisive as to undermine it. Daniel certainly does not say "There will be no saint of the Supreme in the interval of time that separates the frightful beast until the little horn appears or until the rebirth of Israel". So we have to see if we can understand something more from the Lord's words when he made this covenant with his disciples. In John 17: 22-24 we read " I have given them the glory that you have given me, in order that they may be one just as we are one. I in union with them and you in union with me, in order that they may be perfected into one, so that the world may know that you sent me and that you loved them just as you loved me. Father, I want those whom you have given me to be with me where I am, in order that they may look upon my glory that you have given me, because you loved me before the founding of the world". This writing suggests that the Lord gives glory to those who have been united to him. Can we say that Christians lived in the period of apostasy have been or have remained united to Him in a "perfect unity"? From Romans 11: 1-24 (which we should read carefully) we understand that the root of all Christians is Jewish and that Christians of the nations are likened to "grafted branches" which alone could not survive or bear fruit - see also John 15: 4-10 So is it really reasonable to think that those who have disengaged themselves, that is, have forgotten and denied their origins and pure teaching, have instead maintained the same final destiny or the heavenly hope? Yet that's what we were taught roughly when we pointed to people like Tyndale or Hus or others saying that they were probably "part of those anointed who would reign with Christ". Now regardless of whether they were worthy, sincere and devoted people and certainly wheat in the midst of a lot of weeds, we really think that all those who until a moment before dying prayed to the Madonna or believed in trinity or in hell of fire or many other lies and non scriptural absurdities? From Daniel we understand that it is those who know their God to act successfully and thus receive the prize. At this point it is essential to compare the words of 1 John 2:24 with those of the Lord reported in John 17:24. In 1 John 2:24 we read "As for you, what you have heard from the beginning must remain in you. If what you have heard from the beginning remains in you, you will also remain in union with the Son and in union with the Father" and John 17:24, after explaining the importance of perfect unity (hence of intent and knowledge) says "Father, I want those whom you have given me to be with me where I am". This unity of purpose and knowledge would have united them also physically, that would have allowed them to be literally in the place of the Lord, with the Lord - 1 Thessalonians 4:17 Let's try to repeat it to see if we have understood the point. The Lord prays that those who are united with him be with him (and therefore is a reference to the reward, heavenly life). 1 John encourages Christians, precisely in view of what must happen, so that they remain in the teaching heard from the beginning (that is the teaching of the Lord) and says that if they remain in this teaching they would remain united to the Son and the Father. Have Christians appeared since the end of the first century to this day, have remained in the teaching of the Lord or have believed (and believe) to many if not all the teachings of the antichrists who, as the prophecy said, would have prospered shortly thereafter? The message that comes out by comparing these scriptures is clear: one can be united to Christ only in the unity of knowledge, a perfect unity, and the final reward can not be separated from this - John 17:23 Not having remained in the teaching of Christ, even the privilege of being with Christ in heaven is lost. This adds another reason why all first-century Christians had heavenly hope: they had been trained by the Lord Jesus Christ or by those He had trained and there was no shadow of falsehood in this teaching - John 17:17 Only by teaching the Lord would it be possible to "reach the Father" - John 14: 6, 7 This also explains why in the vision of Daniel speaks of the Supreme Saints, who receive the domain, only during the existence and the subsequent persecution of the horn became huge because only during that time the Lord returns and restoring true worship. And finally this also explains why in Revelation one speaks of the last group of those who receive the heavenly resurrection and they are those who did not bow to the pressures and persecution of the false prophet - Revelation 20: 4 Where are all the "Christian martyrs" who died over the centuries from the end of the first century until today? Why does Revelation 20: 4 mention only those persecuted by the false prophet? So after the resurrection of the 144,000 (all present on the Lord's day) and the birth of the male Son concerning the resurrection of first-century Christians and those possibly alive on the Lord's day (1 Corinthians 15:51, 52) do not mention no intermediate group. The same goes for the Jewish line, the original olive branch, which in the same way the Christians of the nations did not follow the pure teaching of the Lord, thus losing that original and perfect unity - compare John 15: 1 -7 In fact, if they had remained faithful to the original teaching there would have been no reason to "purify the sons of Levi" - Malachi 3: 2-4 It would therefore seem that all the claims of "celestial calling" received by millions and millions of people over the centuries (including relatively recent and future ones until true worship is restored) have simply been the result of their religious conditioning. Among the Christians of the first century there was no distinction between accurate knowledge and heavenly hope because the disciples had been trained directly by the Lord. We can therefore conclude that the "heavenly call" disappears concurrently with the disappearance of True Worship. We look forward to the rest of Israel to restore true worship, so that whatever our hopes or desires are, what really matters is to know God and act in harmony with His perfect will - 2 Corinthians 6: 14-18 * The articles that re-discuss the whole scaffolding on the "greasy" and on true worship can be found at the following links http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/i144.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/gliemblemi-della-commemorazione-devono.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/02/144000-e-oltre.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/03/popolo-di-dio-o-organizzazione-di-dio.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/03/svelato-un-sacro-segreto-il-ripristino.html ** The identification of the small horn has been treated in the following link http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/05/la-trattazione-che-segue-si-propone.html *** The article is at the following link http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/03/ricontiamo-il-numero-dei-re-e.html With regard to the parable of the wheat and the weeds we understand that the excellent seed would have grown almost suffocated by the fake Christians and therefore by the false teachings sown by the "enemy". This suggests that the wheat itself can not completely avoid the consequences of such proximity because it is not able to expand and "thrive" precisely because the weeds "suffocate" it. This would seem to indicate that, even in the whole history of Christianity, there have been sincere and devout Christians, they have been limited in their attempts to achieve accurate knowledge of the truth. Satan has evidently watched over the various attempts of sincere people to restore true worship by sowing unsuitable seeds among them. However, when the angels separate from one another, "the difference between those who serve God and those who do not serve" will again be seen - Malachi 3:18; Matthew 13: 28-30
  5. "Yes, in her was found the blood of prophets and of holy ones+ and of all those who have been slaughtered on the earth.” - Revelation 18:24 If Babylon the Great is the modern nation of Israel, why does the book of Revelation say that "in her was found the blood of all those who were slaughtered on the earth"? Obviously the objection is that if Israel exists only since 1948, it can not be responsible for all the blood spilled! To answer this question we must understand when the Revelation and the context of this writing are fulfilled. In the meantime, it is useful to reflect on the words of Our Lord when, addressing precisely to the scribes and the hypocritical Pharisees of that nation, he said: “Serpents, offspring of vipers,+ how will you flee from the judgment of Ge·henʹna?For this reason, I am sending to you prophets+ and wise men and public instructors.+ Some of them you will kill+ and execute on stakes, and some of them you will scourge+ in your synagogues and persecute+ from city to city, so that there may come upon you all the righteous blood spilled on earth, from the blood of righteous Abel+ to the blood of Zech·a·riʹah son of Bar·a·chiʹah, whom you murdered between the sanctuary and the altar.+ Truly I say to you, all these things will come upon this generation" - Matthw 23:33-36 Now we know that when the Lord said "this generation" did not mean something strange, like a generation that intersects with another generation or such absurdity. Jesus pronounced those words in 30 AD. about, and those words came true in 70 CE, that is about forty years later. Nobody asked himself "what the Lord really meant" when he said "this generation" because it was clear what he meant. This also applies to the "sign of His presence" and should make each of us reflect when, trying to hide a series of errors and wrong intentions, we try to make Scripture say what it does not say. However, in this context, the question we should ask ourselves is "Why does the Lord impute crimes from Abel to the scribes and the Pharisees?" Obviously Abel was not killed by a scribe or a Pharisee! At the time of Abel, the nation of Israel did not even exist! Why, then, this condemnation? This could be one of the reasons that led to think that "Babylon the great" was the world empire of false religion because the Pharisees could not be guilty of the death of Abel or of "all those slaughtered on earth". However this hypothesis is absurd because could also be made the opposite objection. If when Jesus condemns those who are guilty of the blood of "all those who have been slaughtered on earth" meant this phantom "world empire of false religion" because, instead, the judgment strikes only on Israel? - compare Luke 21:22 The judgment fell into "that generation" and fell right on Jerusalem, exactly as the Lord said. Why, then, did this condemnation starting with the murder of Abel? This is because God considers those who have "known God" to be especially responsible, yet they commit unspeakable crimes - Amos 3: 2 What other nation in the world has had a "special relationship" with the Creator of the universe so that they have a greater responsibility for their mistakes? - compare Matthew 11: 21-24; 12: 38-41 It is also very important to consider people's heart condition - Matthew 5: 21-22 Although these scribes and Pharisees were not directly responsible for the death of Abel or all those who had been killed until that day, they had clearly manifested the same mental attitude of Cain and for this reason they were already subject to judgment - John 8 : 44-47; 1 John 3:12 However, the legitimate next objection could be "Why should God condemn Israel again, since it has already paid for its mistakes in 70 AD?" As said at the beginning, to answer this question we must understand when the biblical book of Revelation is fulfilled. Every time we read Revelation 18:24 we understood that it was to pay for all the blood spilled since the beginning of time but it does not. Indeed, Revelation is fulfilled on the day of the Lord - Revelation 1:10 So the blood that is imputed to Babylon the Great is all the blood that will be shed on the Lord's day and not from the beginning of time. This should make us reflect on the period in which the day of the Lord really begins, namely a period in which there must also be Israel, not before. If Israel exists only since 1948, the day of the Lord can not start on any other previous date. It can start at a later date, not necessarily in 1948, but it certainly can not begin sooner. However we will deepen this "bold statement" in a future article. Why will Babylon the Great be held responsible for all the blood shed on earth during the day of the Lord? Because this nation will be the main cause of the clash between the king of the north and the king of the south - Daniel 11:40 The king of the north (Russia) either directly or through one of his allies, will find himself in a situation where he will be forced to attack Israel. This attack, predicted in the Scriptures, will become the expedient to bring into play the two great world powers. These will be the wars that foretold the Lord as an unmistakable sign of His presence - Matthew 24: 6 The first and second world wars, though terrifying, have nothing to do with what we have been taught. It will be the next wars to identify the "day of the Lord" - Revelation 6: 3, 4 God is not responsible for these wars but Babylon the Great. This will be the main reason why it will be destroyed, but this will not happen during this attack (now close). Babylon the Great will continue to exist until the last moment of the world system. Towards the end of the great tribulation (not at the beginning), Babylon the Great, or the nation of Israel that will continue to exist until the end of the third world war, will be finally destroyed. This event will start the armageddon war. Look carefully at world events. The next article will see another characteristic of Babylon the Great and this will also help us to identify it as the nation of Israel.
  6. You really love the tone of your voice, do not you? You did not understand absolutely what I wrote, but obviously you love to listen to yourself. I quoted 1 John 4: 1 writing "Behold what is happening". You have made a question about nothing. I apologize for my poor and imperfect English; you try to understand. I did not skip the second part of 1 John 4: 1 to twist a writing. On the contrary: this writing you have to apply to my statements. I wrote that the war between Russia and the USA will break out (including the N.A.T.O nations) and this is a biblical prophecy. The cause of the outbreak of this war will be Babylon the Great (or the nation of Israel) and it is for this reason that "in her the blood of all those killed on earth is found". Now, those "killed on earth" are not those killed by the dawn of time, but only those who will be killed during the day of the Lord - Revelation 1:10 This is the main reason (not the only one) for which Babylon the Great must be destroyed. However it will not be destroyed during this first attack but it will be destroyed near the war of Armageddon (which is still future, and does not concern this terrible war). Now, the point I wanted to make clear is this (be careful). Are the statements I have just made true? Are they false? is this a correct interpretation or is it false? Since you do not want to question yourself in the light of the Scriptures, I wrote "stay and watch what happens". If what I wrote does not come true, then you can remember this conversation with a smile, thinking about how I was naive, stupid, presumptuous or even "false prophet". Only the facts show the truth or the lie. So when I mentioned 1 John 4: 1 (I repeat) I did it to reiterate this concept. Since nobody really cares (apparently) to elaborate on a topic in the light of the Scriptures, I can not do anything but publish the mkie research and leave all the "debates" to you. I believe that instead of making unnecessary debates, we should study the Bible without cultural or religious conditioning (this means loving one's religion above the Bible) and this statement was addressed to all those who feel safe and think they already have all the answers. We should take advantage now, now that the war has not yet broken out, to "make sure of everything" - 1 Thessalonians 4:20, 21 We should take advantage now, now that we are living a period of relative tranquility, to make Biblical knowledge our protection - Ecclesiastes 7:11, 12 We should take advantage now, now that we are not yet under the tribulation, to "beg in every time to escape what will have to happen" - Luke 21:36 This, in general, does not happen because you all feel in an iron barrel. You have all the answers because your religion gives you false assurances - Isaiah 28:18 You have raised the words of some men above the words of God and this means "to adore one's own religion" above God. I do not want to have any further discussions about it. There was nothing to add to my previous comment. I wrote "you are watching what happens" and the implication was "look if what I wrote is true, or it does not come true". Continue with your criticism, your comments, your debates ... go and see every comma, make a lengthy discussion. I do not care. I conclude with exactly what I wrote at the beginning. On the contrary, I use the same "modus operandi", so maybe you will not make another long and useless novel. 1 John 4: 1 reads: Beloved, but test the spirits [inspired statements] to see if they are from God (B), for many false prophets have gone out into the world (C). So ... "watch what happens". Have a good time
  7. “Sì, in lei fu trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati scannati sulla terra” - Rivelazione 18:24 Se Babilonia la Grande è la moderna nazione di Israele, perché il libro di Rivelazione dice che “in lei fu trovato il sangue di tutti quelli che sono stati scannati sulla terra”? Ovviamente l’obiezione è che se Israele esiste soltanto dal 1948, non può essere responsabile di tutto il sangue versato! Per rispondere a questa domanda dobbiamo comprendere quando si adempie la Rivelazione e il contesto di questa scrittura. Intanto è utile riflettere sulle parole del Nostro Signore quando, rivolgendosi proprio agli scribi e ai farisei ipocriti di quella nazione disse: “Serpenti, progenie di vipere, come sfuggirete al giudizio della Geenna? 34 Per questa ragione, ecco, vi mando profeti e saggi e pubblici insegnanti. Alcuni li ucciderete e metterete al palo, e alcuni li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; 35 affinché venga su di voi tutto il sangue giusto versato sulla terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria figlio di Barachia, che voi assassinaste fra il santuario e l’altare. 36 Veramente vi dico: Tutte queste cose verranno su questa generazione” - Matteo 23:33-36 Ora noi sappiamo che quando il Signore disse “questa generazione” non intendeva qualcosa di strano, come una generazione che si incrocia con un’altra generazione o assurdità di questo genere. Gesù pronunciò quelle parole nel 30 d.C. circa, e quelle parole si avverarono nel 70 d.C, cioé circa quarant’anni dopo. Nessuno si chiese “cosa volesse dire veramente il Signore” quando disse “questa generazione” perché era chiaro quello che voleva dire. Questo vale anche per il “segno della Sua presenza” e dovrebbe far riflettere ognuno di noi quando, cercando di nascondere una serie di errori e di intendimenti errati, cerchiamo di far dire alla Scrittura quello che essa non dice. Comunque, in questo contesto, la domanda che dovremmo farci è “Perché il Signore imputa agli scribi e ai farisei i crimini a partire da Abele?” Ovviamente Abele non è stato ucciso da uno scriba o da un fariseo! Al tempo di Abele, non esisteva neppure la nazione di Israele! Perché, dunque, questa condanna? Questo potrebbe essere uno dei motivi che ha portato a pensare che “Babilonia la grande” fosse l’impero mondiale della falsa religione perché i farisei non potevano essere colpevoli della morte di Abele o di “tutti quelli scannati sulla terra”. Comunque questa ipotesi è assurda perché si potrebbe fare anche l’obiezione opposta. Se quando Gesù condanna coloro che hanno la colpa del sangue di “tutti quelli che sono stati scannati sulla terra” intendeva questo fantomatico “impero mondiale della falsa religione” perché, invece, il giudizio si abbatte solo su Israele? - confronta Luca 21:22 Il giudizio cadde in “quella generazione” e cadde proprio su Gerusalemme, esattamente come disse il Signore. Perché dunque, fece questa condanna a partire dall’assassinio di Abele? Questo avviene perché Dio considera particolarmente responsabili coloro che hanno “conosciuto Dio” eppure commettono indicibili crimini – Amos 3:2 Quale altra nazione del mondo ha avuto una “relazione speciale” con il Creatore dell’universo così da avere una responsabilità maggiore riguardo ai propri errori? - confronta Matteo 11:21-24; 12:38-41 Inoltre è molto importante considerare la condizione di cuore delle persone – Matteo 5:21-22 Anche se questi scribi e farisei non erano i diretti responsabili della morte di Abele o di tutti quelli che erano stati uccisi fino a quel giorno, essi avevano chiaramente manifestato la stessa attitudine mentale di Caino e per questo motivo erano già passibili di giudizio – Giovanni 8:44-47; 1 Giovanni 3:12 Comunque la legittima obiezione successiva potrebbe essere “Perché Dio dovrebbe condannare un’altra volta Israele, dal momento che essa ha già pagato per i propri errori nel 70 d.C.?” Come detto all’inizio, per rispondere a questa domanda dobbiamo comprendere quando si adempie il libro biblico di Rivelazione. Tutte le volte che abbiamo letto Rivelazione 18:24 abbiamo inteso che essa venisse condannata per tutto il sangue versato dall’inizio dei tempi ma non è così. Rivelazione, infatti, si adempie nel giorno del Signore – Rivelazione 1:10 Quindi il sangue che viene imputato a Babilonia la Grande è tutto il sangue che verrà versato nel giorno del Signore e non dall’inizio dei tempi. Questo dovrebbe far riflettere sul periodo in cui inizia davvero il giorno del Signore, e cioè un periodo in cui deve esserci anche Israele, non prima. Se Israele esiste soltanto dal 1948, il giorno del Signore non può iniziare in alcuna altra data precedente. Esso può iniziare in una data successiva, non necessariamente nel 1948, ma sicuramente non può iniziare prima. Comunque approfondiremo questa “audace affermazione” in un prossimo articolo. Perché Babilonia la Grande sarà ritenuta responsabile di tutto il sangue versato sulla terra durante il giorno del Signore? Perché questa nazione sarà la causa principale dello scontro che avverrà tra il re del nord e il re del sud – Daniele 11:40 Il re del nord (la Russia) direttamente o attraverso uno dei suoi alleati, si troverà in una situazione in cui sarà costretta ad attaccare Israele. Questo attacco, predetto nelle Scritture, diventerà l’espediente per far entrare in campo le due grandi potenze mondiali. Queste saranno le guerre che predisse il Signore come segno inequivocabile della Sua presenza – Matteo 24:6 La prima e seconda guerra mondiale, benché terrificanti, non c’entrano nulla con quello che ci è stato insegnato. Saranno le prossime guerre ad identificare il “giorno del Signore” - Rivelazione 6:3, 4 Dio non è il responsabile di queste guerre ma Babilonia la Grande. Questo sarà il motivo principale per cui verrà distrutta, ma ciò non avverrà durante questo attacco (ormai prossimo). Babilonia la Grande continuerà ad esistere fino all’ultimo momento del sistema mondiale. Verso la fine della grande tribolazione (non all’inizio), Babilonia la Grande, ovvero la nazione di Israele che continuerà ad esistere fino alla fine della terza guerra mondiale, verrà definitivamente distrutta. Questo avvenimento darà inizio alla guerra di armaghedon. Osservate attentamente gli avvenimenti mondiali. Il prossimo articolo vedrà un altra caratteristica di Babilonia la Grande ed anche questa ci aiuterà ad identificarla come la nazione di Israele.
  8. I had made a comment but then I realized it was not worth it. This is why I canceled it. Continue to shake hands. Good continuation
  9. When we visited a city for the first time, perhaps with the intention of visiting a friend who had moved, we needed someone to give us directions and that these were accurate. Otherwise we would have risked going somewhere else, even losing ourselves. It will have happened to each of us, at least once in their life, to have asked for directions and to have found the "wrong" person, or the person who sent us from somewhere else or who increased our confusion. Generally, when giving directions, it is necessary to find common points of reference, ie places or monuments that are known by both (the one who gives the information and the one who receives it) or who are immediately recognizable. The points of reference are fundamental and should not be questionable. Although the majority of us could not be called a professional physicist, it is also evident that in our way of speaking we have always implicitly recognized that time and space were intimately connected and we have always used them in our indications. This helped us to orient ourselves and communicate efficiently. If we say to a person "See you in via del Molino" without adding anything else, this person should necessarily ask "When?". On the other hand, if we say "See you at 15 o'clock this afternoon", our interlocutor should ask us "Where?". Otherwise we could never meet and this is because the information would be incomplete. But the problem, as already mentioned, does not only concern incomplete information, but also questionable information. If we said "See you in the most important place in the city!" our friend would probably ask us "More important from the point of view of whom?” Or if we say "See you in the north" our interlocutor should ask "North of what?" and so on. So it is clear: in order for our communication to be effective, we must make sure that we both know and share some fundamental concepts. For many of us these concepts will be absolutely obvious and trivial but starting from this assumption we try to apply this "banality" in the study of the Bible. Surely the information it gives is not incomplete (compare Proverbs 2: 1-6, Romans 15: 4; 2 Timothy 3:16, 17) although, as we all know, some of these can be understood only at the time established by God . They are not even questionable if we have understood that the only "point of view" that really matters is that of the Almighty God - Isaiah 55: 9; Job 40: 1-5 At least true Christians make no debates about the trustworthiness of God's words - Romans 3: 3, 4 The problem, if anything, is our understanding of your words. Understanding which, as we have seen, can vary considerably if we are guided by our preconceptions, religious education, personal desires or other things. The latest articles have put Israel at the center of attention, not only as a "geographical" nation but also as regards the restoration of true worship - (see articles titled "144,000 and beyond" and "Unveiled a sacred secret: restoration of true worship "). This, as we have already begun to see in the article "Understanding the identity of the army of the heavens" *, is substantially modifying some of our convictions. Without having to accept bias the theses presented in this blog, we should ask ourselves if our difficulty in accepting certain explanations is really due to scriptural convictions or simply the "hassle" of having to call into question in a manner so heavy. The Christian, when he digs, tries to understand what the Bible says regardless of what "it will come out" and is very different from the one who "digs" in the attempt to find every verse, phrase, comma or meaning that can somehow comfort their beliefs or their religious organization - Acts 17:11 Only in this way do we show that we accept God's "point of view". However, the restoration of Israel in the place that the Scriptures give him, allows us to make some important considerations regarding the respective kings of north and south described in Daniel. Speaking of indications, no one would be hard pressed to accept that the respective definitions of kings are to be attributed to the fact that they were respectively to the north and south of Israel. We agree on this, is not it? So the point of reference that we should know all without exception, as in the case of a clear road indication, is Israel. The Word of God did not limit itself to calling these "northern or southern" kings, but it was understood from the beginning about who or what they were. Up to a certain point we followed this indication but then, for absolutely dubious reasons, we abandoned the point of reference. Israel disappears from the world scene for 19 centuries but despite this we have continued to search and "identify" these kings. To the north or south of what are these kingdoms, if there is no longer the point of reference? The question might seem a little more subtle, in fact someone could assert that, even if Israel no longer existed as a political nation, but exist as geographical area where once Israel was once stood has always remained and this is unquestionably logical. But this presupposes the fact that Israel served only as a geographical indication without any other implication. However, we should ask ourselves if the description of the kings reported in Daniel also has to do with the fate of Israel rather than being a mere geographical indication. Well, if we let it be only the Bible to guide us, we clearly see how these definitions concern the aims of these kings on the "Splendid country". Whether these kings attacked, directly conquered Israel or placed themselves as "defenders", no one can deny that in all of Daniel's biblical book it is always the relationship with the nation that identifies them. So the problem remains and is evident. How is it possible to find any king, north or south, when there is no Israel as a geographical reference point but as an object of contention? Is not this also to be linked to that previous conviction, namely that Israel has ceased to have importance in the purpose of God? If we wanted to be consistent with the transition from physical Israel to spiritual Israel we should identify these kings at least in reference to Christians, but how could we distinguish them today, since they should be in every part of the globe? If the reference point is "everywhere" there is no longer north or south and no reference point exists anymore. So let's try to question what we have been taught in the light of current knowledge and see if our hypothesis finds the comfort or resistance of the Scriptures.  The statue of the dream of Nebuchadnezzar and the "fifth" horn  Let's go back to talk about the famous statue of the dream of Nebuchadnezzar described in the second chapter of Daniel. Obviously we will no longer be doing disquisitions if the last king, the feet, may or may not be a king of the south because we have now understood that it is neither scriptural nor logical. It will be useful, however, to step back and simply count the empires. From the iron legs, subject that we know to be the Roman Empire, we pass directly to the feet of iron and clay. We can discuss the fact that every single empire, up to its definitive fall as a dominant, may have one or more emperors. The same ancient Babylon described here began with Nebuchadnezzar but lasted, at least for some time, up to Bel·shaz?zar (Daniel chapter 5) while remaining the head of gold until it was replaced by the next dominant empire, the Media-Persia . In the same way we can see that Rome, during the period of domination on Israel, had more emperors and yet it was symbolized by the iron legs. In fact, the statue indicates various different empires which were in fact Babylon, Media-Persia, Greece and Rome. Taking note of this Scriptural fact... it is not clear that there is already something that does not come back with what we have been taught? If the various kings of the north (and consequently those of the south) succeeded regardless of Israel, from which part of the statue would be identified the Carolingian empire, the German empire and the Third Reich? Even if we want to unite the German empire with the Third Reich because of territorial sharing, at least there is no space for one or two empires? In fact, as we have seen, regardless of who is the last empire described in the statue, it is evident that it must still be alive today since the Kingdom of God has not yet intervened in human affairs by ending them - Daniel 2: 44, 45 Does not this seem in keeping with the thesis of the disappearance of Israel? Indeed, Israel disappears under the Roman Empire as a result of the destruction of Jerusalem - compare Daniel 11: 15-17; Luke 21: 20-22 Let us also ask ourselves why, precisely on those empires on which the discordant interpretations of various religious confessions are wasted, we have nothing at all from the statue of Nebuchadnezzar. Daniel had the intention of several empires that would have followed many years after the fall of Babylon and admitted and not granted that we could discuss the identity of these, certainly no one has ever tried to discuss the quantity. In fact, history confirms the exact succession of the empires described by him. Why is it that only we in the twentieth and twenty-first centuries are discussing that, after the iron legs, are there actually two, three or four? How many empires we count in the statue of Nebuchadnezzar's dream? How many empires said there would be, Daniel?  We also try to reflect on another part of the book of Daniel, or chapter 8. The verses 8 to 12 read «Then the male goat exalted itself exceedingly, but as soon as it became mighty, the great horn was broken; then four conspicuous horns came up instead of the one, toward the four winds of the heavens.+ 9  Out of one of them came another horn, a small one, and it grew very great toward the south and toward the east* and toward the Decoration.*+ 10  It grew so great that it reached all the way to the army of the heavens, and it caused some of the army and some of the stars to fall to the earth, and it trampled them down. 11  It exalted itself even against the Prince of the army, and from him the constant feature* was taken away, and the established place of his sanctuary was thrown down.+ 12  And an army was given over, together with the constant feature,* because of transgression; and it kept throwing truth to the earth, and it acted and had success».  Let us reflect for a moment on what we know. Meanwhile, we must say that this is one of the most "controversial" chapters of Daniel to which they have been given various interpretations. For some, since the "fifth horn" (that is, the last one, which emerges from one of the four) is seen on the head of the goat, it must be a general of the Greek army. In fact, the most common objection has to do with the reference time. Does not it seem a bit strange that the prophecy leaps thousands of years? We know that the great horn on the head of the goat is Alexander the Great, and the four horns sprouting at his death are his four generals who actually divide that immense empire. One of these horns will turn out to be the Roman empire and there is little to discuss about it because it is history that confirms it but from this point on there is no mention of any other intermediate empire because of this last horn, which it derives from the Roman empire, it is said that "It grew so much to reach the army of the heavens, and it fell to the ground part of the army and part of the stars, and trampled them. taken away the constant sacrifice, and the established place of His sanctuary was overthrown " From these verses we not only see that there is no other empire between the fourth horn and the fifth, but that it is always the country of the Adornment to be the guiding thread. So what is the only logical answer to the objection "Why the prophecy should jump almost 2,000 years"? Because for almost 2,000 years there has been no more the object of contention that has entitled the antagonistic kings as kings of the north and king of the south. That is Israel.  Implications for us  This scenario leads us to really significant conclusions. Meanwhile, it definitively undermines the hypothesis that "the fifth horn" of chapter 8 of Daniel may be Antiochus IV Epiphanes and therefore the hypothesis on the period of reference but adds another reason (if ever there was need) for which the "time of the end "can not be started in 1914. If, in fact, the last empire was to be revealed only at the appearance of Israel, no date prior to 1948 can be considered valid. It may be a later date, obviously, but not earlier. This also helps us to understand that when the Lord spoke of "wars and reports of wars" as well as other aspects of the sign, the reference point would have been Israel both in the first century and in the time of the end - Matthew 24: 3-29 Also the Bible book of Revelation, which mentions prophecies to come, lists the same events of the Gospels and we have understood that at least a part of the trumpets of judgment are directed precisely against this nation.  Historical reconstruction  As we have hypothesized, therefore, the penultimate king of the north must be a Roman emperor and can not be any one. It must carry out its last activity within the destruction of Jerusalem or, at most, by the end of the first century. In fact, if we can not separate the various North and South kings from the nation of Israel, we can not even do so from true worship (which we know disappears, as an organized religion, at the end of the first century). The last king of the historical north must be he who has to do with the destruction of Jerusalem or, at most, with the death of the last apostle. We are talking about Emperor Vespasian (69-79 E.V.) or at most Emperor Trajan (98-117) **. The detailed historical reconstruction of the rivalry between the king of the north and the king of the south will be considered in a future article because it is now important to see if our hypothesis of the centrality of Israel finds the comfort of Scripture, hence of biblical history. Moreover, what is the event described in Daniel that concludes the activity of the penultimate king of the north and what is the beginning of the last? Answering this question is very important because it would allow us to understand where we stand, prophetically speaking, and what we should expect for the near future.  One of the major difficulties that could confuse us is to consider that some scriptures have, or may have, two applications, and in the Bible we have many examples of this kind. The same Lord Jesus Christ, speaking of the time of the end, mentioned various events that the Christians of the first century could have recognized but that would have also concerned future events - compare Matthew 24:14, 21, 29-31 Thus it is evident, particularly with regard to the verses from 29 to 39 of chapter 11 of Daniel, that the difficulty of understanding also involves understanding which verses have a second fulfillment and which, on the other hand, are circumscribed exclusively in the past. We must be very careful not to make Scripture say what it does not say and the danger exists so that, for the moment, we try to forget that the scriptures can have a second fulfillment by seeking a coherent chronological reconstruction. We can in the meantime isolate a key passage in chapter 11 of Daniel which is verse 31 or the "repugnant thing that causes devastation" (v. 31) event cited by Jesus himself in reference to the Roman armies that destroyed Jerusalem and its temple - compare Matthew 24:15, 16 In theory if we had the certainty that "the Leader of the covenant" was Christ Jesus, we could assert that the verses that go from the 22 to the 31 cover a specific period of time, that is the one going from 33 to 70 E.V. This, just like the book "Pay attention to Daniel's prophecies!" Would lead us to establish that the emperor of reference during the death of the Lord is Tiberius Caesar. However, we must quote, in fairness, how this verse is translated into other biblical translations. The "Revised" simply translates as "a leader of the alliance", the translation CEI, Jerusalem, New Diodati, and Luzzi translate "the leader of the alliance" and so do many others. Only the Diodati and the New Revised translate "chief of the covenant" and "prince of the covenant". Whatever is the most correct way to translate it, if we read carefully the verse and its context we understand that this person (whoever he is) is shattered in war and honestly we can not say that Our Lord was killed because of a war or guerrilla war he fomented. Context logic takes precedence over probable translation. In this discussion we will not be discussing the possible identity of this character not to get too far from the topic *** but as far as we know, at least for the moment, the hypotheses supporting "the Leader of the covenant" is Our Lord Jesus Christ they simply do not stand before evidence. Although it is unquestionable that verse 31 refers to the destruction of the Temple as cited by the most authoritative Source of everyone, we can not assert the same for verse 22 which, on the contrary, could mention events that happened many years before. If the next part is also in chronological order as it is obvious to think, the meaning becomes immediately clear because it tells us that he (ie the king of the north) "will lead to apostasy those who act evilly against the covenant" and this it is a reference to the apostasy of which Paul warned - Acts 20:29, 30; 2 Thessalonians 2: 7 If in fact this illegality was already at work in the first century, this prophecy does not necessarily come out of that period and writing is simply specifying that in the future these would have been the master. Apostasy is fully formed and evident within the third century when "Christianity" becomes the state religion (so it was Rome that led them to apostasy exactly as the writing says) but it certainly did not appear out of nowhere. As Paul warned, everything was already fermenting in the first century. However, faithful Christians, that is, those who really knew their God (compare John 15:20, 21) "acted effectively" by remaining faithful until death and during their preaching work "imparted understanding to many" - Daniel 11:32 , 33; Acts 16: 5 All the historical reconstructions that come out of the state of Israel or the early Christians do not have the support of Scripture; on the contrary, the Scriptures clearly state that apostasy would no longer have any restraint with the death of the last apostle; Daniel is doing nothing more than to underline this prophecy by confirming what was said by the apostle Paul. Not only. This conclusion further strengthens what we have already seen in the article dedicated to the restoration of true worship. True adoration "disappears" with the apostles (those who understood) and since then no religious organization on earth has been able to define itself as "organization of God" but it will start from those who have an understanding exactly as in the first century. At this point, always speaking of persecution, verse 35 tells us that this would continue "until the time of the end" and this is interesting because it indicates a continuity. The writing does not say that the persecution would be restarted in the time of the end but that it would continue. This suggests that those who have perspicacity have always existed, throughout human history, and have always been part of the same people. Jesus in fact said to the Jews his disciples "I am with you every day until the end of the system of things" - Matthew 28:20 Even if we can not exclude that individual Christians of other nations and confessions have had, in the course of history, a certain perspicacity (as history would show), we remember that it is always from Israel that the true adoration must start again. In Revelation, at the end of their preaching we see the woman "popping up", or the organization of God on earth, well recognizable and purified. And here the "change of king" could be found between verse 35 and verse 36 in that, having previously mentioned the persecution until the time of the end, only from this moment onwards are we talking about events related to that time. The verses ranging from 36 to 39 indeed recite: ““The king will do as he pleases, and he will exalt himself and magnify himself above every god; and against the God of gods+ he will speak astonishing things. And he will prove successful until the denunciation comes to a finish; because what is determined must take place. 37  He will show no regard for the God of his fathers; nor will he show regard for the desire of women or for any other god, but he will magnify himself over everyone. 38  But instead* he will give glory to the god of fortresses; to a god that his fathers did not know he will give glory by means of gold and silver and precious stones and desirable* things. 39  He will act effectively against the most fortified strongholds, along with* a foreign god. He will give great glory to those who give him recognition,* and he will make them rule among many; and the ground he will apportion out* for a price”. Therefore it is not necessary to look for innumerable kings of the north or south for the whole of human history because if we are not guided by our preconceptions, the Scriptures are clear. Having therefore excluded those forced historical reconstructions that include Charlemagne, William I or Hitler, let us see how much this description remarks the words of the Lord, of the Apostle Paul and of the book Revelation - compare Daniel 7:11; Matthew 24:24; 2 Thessalonians 2: 3-12; Revelation 13: 11-14 The time of the end, in reference to the relationship with true Christians and Satan's attempt to divert them, is evident in these verses. We have gone directly from the penultimate king of the north, Rome, to the "time of the end". It will always be the king of the north, just as it happened in the past, to mislead false Christians and this time it will be completely manifest through the false prophet - Revelation 13: 11-14 Some poems coming from the Judean will have the task of restoring true worship but they will not be the only Christians, who will indeed be scattered all over the planet - compare Revelation 12:17 It will be these "Christians of the nations" who receive the persecution in the last period of the satanic system - compare Revelation 12:17 The verses from 40 onwards specify the events concerning the rivalry of the two kings, a subject that had been temporarily put aside to talk about Christians.  From what we have seen, therefore, it is not absolutely necessary to look for the respective kings, of the north and south, in that time frame in which Israel does not exist. This allows us not only to remain consistent with the statue of Nebuchadnezzar that ends with the Roman Empire and then move to the last dominant empire as well as with the "fifth" horn of the goat, but also to better understand the meaning of some scriptures. The people of God, the one that has never ceased to exist despite the persecution, will have an awakening and will be engaged, in the last days, to give an understanding to many. The same will be done by those who will accept their message. This reaffirms and thus reinforces what we have seen regarding true worship. Understanding at what point we find ourselves in the fulfillment of the prophecy, we look forward to the next event (the last war between the king of the north and the king of the south) because, even if it is an expectation anything but happy, at that point we will know that Our Lord is really at the door and that will also be the moment to "raise our heads" - Mark 13:29, 30  * The mentioned articles can be found at the following links http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/02/144000-e-oltre.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/03/svelato-un-sacro-segreto-il-ripristino.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/03/comprendere-lidentita-dellesercito-dei.html ** This means that from Aureliano on (mentioned in the book "Pay attention to Daniel's prophecies!" Starting on page 240) all the reconstructions would be wrong because absolutely arbitrary. Between the emperor Vespasian and Trajan there are still the emperors Titus Flavio Vespasiano (79-81), Titus Flavius Domitian (81-96) and Marco Cocello Nerva (96-98).  *** Many exegetes and commentators believe that it is a reference to what happened in the period of Antiochus IV Epiphanes (which should also be the fifth horn of the goat) and Judas Maccabeus. As explained in a previous article, regarding the chapter 8 of Daniel, the Scriptures simply do not corroborate and even demolish this hypothesis. In fact it is not possible to identify Judas Maccabeus as the "Prince of the army" to whom the continuous sacrifices and other important details are removed. In this regard, see the article entitled "Four Armageddon or just one?" In the following link http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/09/quattro-armaghedon-o-uno-soltanto.html However a common mistake was to make a parallel between these verses of chapter 8 and those of chapter 11. While in chapter 8 we talk about the "Prince of the army of the heavens" to whom, among other things, we make continuous sacrifices and we also say that the adversary "reaches the heavens" and takes away the sacrifice to "His sanctuary "(His, of the Prince of the army) in chapter 11 we simply speak of a generic" leader of the alliance "and the context speaks of military skirmishes. It is clear that the two subjects can not be compared and therefore it is by no means excluded that the hypotheses that detect Antioco IV, exclusively for chapter 11, can be corrected.  Â
  10. Dear brothers, pay attention to the prophecies, as we carefully observe world events and strive to talk to those who are favorably disposed, we continue to research and meditate on the Word of God. We continue to question ourselves, as it is right, with the aim not to demonstrate "who is right" but exclusively to understand more the prophetic word of God. Many of you will have noticed that modern Babylon will turn seventy this year, May 14, 2018, a significant year if we think that the Israelites returned home after 70 years of captivity and restored true worship. On May 14, 1948, the state of Israel was born This is an event that certainly deserves our attention even if we must recognize that we do not understand many things yet and that therefore we must show prudence before attributing particular meanings to this or any other event. Otherwise we would run the risk of becoming "numerologists of the Scriptures" (and there are already many) that is seeing events everywhere, applying numbers and periods in an absolutely arbitrary, forced, anti-critical and illogical. We know that the "ravages of Jerusalem", as written by Jeremiah and Daniel, would have been accomplished "for seventy years" just as a result of this nation - see Jeremiah 25:11; 29:10; Daniel 9: 1-4 In practice, the Israelites should have served "the king of Babylon" for this period of time. As we know, towards the end of these seventy years Babylon "falls", in a single night, as conquered by the king of the north at the time: the average-persia - Daniel 5: 17-30 We can see some parallels (probable) but also many limits, in case we want to give this event a modern correspondence and this is the same criticism that we have moved to the dream understanding of the Nebuchadnezzar tree (in practice, who establishes what must have a second application and what not?). It is true that the trumpets described in Revelation begin to shake the world of Satan as a whole (and Babylon is certainly the main subject of this system) but the expiration of seventy years (concomitant or almost to the fall of Babylon) marked roughly the end of discipline for Jehovah's people (who, after some time, was able to return home even though he initially did so with some obstacles) while we know that these trumpets trigger a period of discipline towards the people of God. Moreover, Babylon, in that fateful year fell, while we know that more time will pass before its definitive destruction (even if the attack that will soon suffer will be considerable). Continuing so we will see that there are some things that seem to fit together (assuming that you must necessarily find a parallel to what happened in the past) and other things that are confused because of the union "Israel / Babylon". For this reason it is necessary to continue to dig and ask the collaboration of those who have shared the articles as well as the "modus operandi" so far followed (see the article "The Bible is all you need"). It would be very nice to have an exchange with those who really appreciated the results obtained so far, without unnecessary polemics and with the only constraint to remain within the Scriptures - 1 Corinthians 4: 6 So this invitation is not addressed to those who did not understand the identity of Babylon the Great, the identity of the "little horn become huge", the identity of the Celestial Woman and so on at least for the main subjects. Surely this invitation is not addressed to those who are not able to get back into question. Perhaps together it will be possible to understand if it is possible to find a significant parallel, without contradictions and without forcing, with what happened in the past (I refer to the 70 years of exile in Babylon) or if we have to turn our attention to other scriptures and others details. Those who fall into the characteristics described above can write to me privately. We therefore continue to carefully observe the world events without forgetting the most important things. Â P.S. True worship, just as in the past, must start from where it was born: Israel. However, it will not restart until "it is imprisoned" under Babylon the Great. This first attack by the king of the north will serve to free those who will have the task of restoring it. https://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/ https://bewareofprophecy.blogspot.it/ Â Â Â
  11. Dear Space Merchant, you have only expressed two concepts. Can it be done with fewer words? You say you're alert? If so, you would have really studied the Bible, including prophecies. This speech is not addressed to you in particular but to all those who have put an organization and a group of people above the Bible. This means "to worship one's own religion" rather than God, even if we realize it or not. The biblical comparison, which was once encouraged (perhaps), is certainly discouraged today, except to arrive at the same conclusions as the self-proclaimed and self-referential "faithful and discreet slave". Being a bereans means reaching the same conclusions as those who command because, if by chance your "being berea" arose to other conclusions, always comparing the Scriptures, then you are no longer a "berean" but an apostate, a murmur. All right. it is useless to take the same thread for the thousandth time: it has nothing to do with the article. The restoration of true worship, which will happen in the future (and it did not happen in 1919) will be a beautiful thing but it will also be painful for all those who have not really dug into the scriptures. You say you're on guard? Really? If so, you should know what will happen in the future because the Bible "makes us fully competent" and the prophecy "enlightens us in a dark place". What will happen in the future? You know it? I do not know what you think but the WT has said that "all the prophecies have been fulfilled and that we are waiting only for the cry of peace and security and therefore the attack on false religion". Moreover it has been said that Jehovah will not allow a third world war because otherwise "no one would survive". So we just have to wait to see who's right or maybe it's better to try and understand what the Bible teaches seriously, on these subjects and on others? So, since almost no one wants to call into question the teachings of their religion Iì (in this sense you should ask yourself who you are really worshiping) I said: "Stand by and watch what happens". The Bible teaches that the king of the north (which is Russia) will attack Israel (the true nation of Israel, which at present is Babylon the Great and not "the world empire of false religion") and this attack will lead to an escalation of other wars that will lead to the clash with the king of the south (the Ango-American empire, one of the few correct things said by the wt). And of course he must win the king of the north, as Daniel clearly says (and he will not win the king of the south). These are the wars the Lord said " Be careful not to be discouraged". Almost all the prophecies applied to the past (from 1914 onwards) are future prophecies including the reappearance of true worship. And I would have many other things to say but the confusion would increase. Now the point is: what I just wrote, is it true or is it false? Well: Since you do not want to really study the Bible with no religious or cultural conditioning, "we stand by and watch." Obviously during the war that will break out (next, unfortunately) the WT will say exactly what he said during the first and during the Second World War. He will say that "this is really the last and will end with armageddon". Yet another affirmation that will demonstrate biblical ignorance. The war will not lead directly to armageddon. Agreed: say that I am presumptuous, ungrateful and other things. Everything is possible. I conclude with the same message that I left at the beginning. When certain things happen, perhaps you will remember this discussion and remember the writing of 1 John 4: 1 After all the beautiful courtly language remains a fact. If wisdom is true is proven by his works. We have to wait and see what happens.
  12. Wow, Space Merchant, what a beautiful quote you did! I mentioned it just for this. Also I am aware that the verses should be read in their context. In fact I apply this writing to myself. What did I write, actually? I wrote to "wait and see" and this means that my words can come true (and therefore were based on the Bible) or do not come true (and then I would be a false prophet). I point out to you that even only verse 1 was sufficient because, in fact, term with the part "C" that you have highlighted. So you should have understood the meaning of the quote as a whole. Obviously, however, you are a fanatic and do not care to understand the meaning of scriptural quotations but simply "belittle what others write". And why are you doing this? Simply because you are interested in showing that a certain religious organization regardless of merits or demerits. You worship your religion, not God. It is evident. Do we want to have a minimum of intellectual honesty? So if we apply these scruitture to everyone, surely the WT has made many false prophecies, denials, treated and retracted. Oh sorry ... in this case 1 John 4: 1 is no longer valid, is it? However I try to summarize the meaning of the quote. Stay in waiting. You are watching what will happen in a short time. Greetings
  13. Wait a little while, gentlemen. Perhaps some thoughtful person will remember what the Bible says about "inspired statements" - 1 John 4:1
  14. È qui che ci vuole sapienza: chi ha perspicacia calcoli il numero della bestia feroce, perché è un numero dÂ’uomo. Il suo numero è 666 – Rivelazione 13:18   Rivelazione è una successione di sette. Tra i principali possiamo ricordare i 7 sigilli, le 7 trombe e le 7 coppe dellÂ’ira di Dio. Questi non sono ovviamente gli unici sette che compaiono nellÂ’ultimo libro della Bibbia; magari ci sono venute in mente le 7 congregazioni, i 7 occhi e corna dellÂ’agnello, i 7 spiriti di Dio, i sette candelabri e via discorrendo. Comunque anche se gli altri sette rivelano particolari fondamentali in merito al Signore, a Geova Dio e al potere dello Spirito Santo, tutta lÂ’azione di Rivelazione si svolge durante i sigilli, le trombe e le coppe. Dal raffronto di queste scritture comprendiamo che il numero sette ha relazione con i propositi di Dio per la terra. Sappiamo che in Rivelazione si parla di una bestia, chiamata “falso profeta”, la quale vuole prendere il posto di Dio** (vedi la seconda nota in calce). Le parole del Signore al riguardo sono chiare: sorgeranno falsi cristi e falsi profeti per sviare “se possibile” anche gli eletti – Matteo 24:23-25 In un articolo precedente abbiamo visto che lÂ’unico modo per sviare “anche gli eletti” è che questi segni e prodigi siano letterali ma adesso vedremo un aspetto ancora più subdolo in riferimento allo stesso soggetto. Ogni cristiano farebbe bene, invece di perdersi in chiacchiere sulla giustezza e “santità ” della propria organizzazione religiosa, a studiare attentamente le Scritture preparandosi per quello che dovrà avvenire. Per riuscire a comprendere cosa farà il falso profeta per sviare “anche gli eletti” dobbiamo attentamente riflettere sul numero 666, ovvero il numero che non è altro che “un numero dÂ’uomo” - Rivelazione 13:18 Ricordiamo intanto che questo numero è scritto come 6 + 60 + 600 e quindi, a rigor di termini, non è 6 – 6 - 6 ma 666. Tuttavia, riflettendo anche sul numero 10, ovvero il numero per il quale il 6 è moltiplicato più volte, sembra ragionevole supporre che sia stato un modo per enfatizzare il numero 6. In ogni caso il fatto che questo numero sia stato scritto come 6+60+600 ci ricorda lÂ’immagine che Nabucodonosor fece erigere che misurava 6 cubiti di larghezza e 60 di altezza – Daniele 3:1 Questo collegamento sembra appropriato dal momento che il resoconto storico parla di falsa adorazione (Daniele 3:4-7; Rivelazione 13:14), prova di lealtà dei veri adoratori (Daniele 3:16-18; Rivelazione 14:9, 10) e anche chi ci fosse, in realtà , dietro quellÂ’immensa immagine, ovvero il re, lÂ’uomo, Nabucodonosor – Daniele 3:15 Esattamente come ai tempi di Nabucodonosor, abbiamo imparato che dietro questo falso profeta si nasconde lÂ’ultimo re dominante e infatti c’è un motivo per cui, questa bestia, farà esclusivamente i suoi interessi – confronta Rivelazione 13:14 Da questi raffronti e riflessioni scritturali è difficile credere che il numero 6 significhi semplicemente “imperfezione umana contro perfezione divina” (vedi il libro “Rivelazione il suo culmine” alle pagine 196-198 ). Semmai è un contrasto tra la vera adorazione e la falsa, collegamento semplice ma impossibile da fare per coloro che sono convinti da oltre un secolo che la falsa adorazione sia rappresentata da un altro soggetto. Ovviamente che la falsa adorazione sia enormemente inferiore sotto tutti i punti di vista a quella vera è fuori discussione. Questo infatti potrebbe spiegare la scelta del 6 in contrasto con il 7 ma ciò identifica soltanto la qualità del soggetto, non il soggetto stesso. Il significato non è limitato alla “superiorità contro lÂ’inferiorità ” ma proprio alla vera adorazione contro la falsa.   Questo lo capiamo anche dallÂ’evidente e voluto contrasto che si fa in Rivelazione 13:11-18; 14:1 In queste scritture, infatti, si parla di questa bestia con due corna dÂ’agnello e si vede il contrasto con il Vero Agnello. Si vede inoltre il marchio di questa bestia in contrasto con il suggello dei 144.000. Non è evidente che sono due figure agli antipodi e che il contrasto non è casuale? Se dunque in Rivelazione vediamo 7 sigilli, 7 trombe e 7 coppe, attraverso le quali si compie la volontà di Dio per la terra, cosa possiamo dunque dire del “marchio” che la bestia feroce appone attraverso il falso profeta, ovvero il 666? In vari articoli precedenti abbiamo visto che lÂ’ultimo re dominante, una volta vinta la guerra contro il suo storico nemico, farà molte cose per ingannare lÂ’intera umanità . Infatti Rivelazione, parlando del falso profeta, dice che svia “lÂ’intera terra abitata a causa dei segni che le fu concesso di compiere”. Quali segni compirà per riuscire in questa impresa? LÂ’apostolo Paolo spiega che lÂ’operazione di Satana è “accompagnata da ogni opera potente, da segni e prodigi menzogneri e da ogni ingiusto inganno” (2 Tessalonicesi 2:9, 10) e quindi dobbiamo aspettarci di tutto e di più. LÂ’articolo intitolato “Il progetto Blue Beam” ha messo in luce le spaventose potenzialità della tecnologia militare e gli usi ingannatori che se ne potrebbero fare. Comunque, oltre a queste cose, con buona probabilità lÂ’ultimo re dominante farà ricostruire il tempio di Gerusalemme per accogliere il falso profeta il quale si spaccia, appunto, per divinità . In quale altro luogo potrebbe “risiedere” colui che si spaccia per Dio? Quale strategia più efficace potrebbe mettere in atto per sottomettere i popoli e raffreddare quel focolaio da cui è scaturita lÂ’ultima grande guerra? - confronta Rivelazione 18:24 Riflettiamo. Abbiamo visto il contrasto tra Cristo e il falso cristo; abbiamo visto il contrasto tra il marchio del falso profeta e il suggello degli unti. Abbiamo visto il contrasto tra il tempio di fattura umana e il tempio spirituale che riguarda la condizione degli eletti sacerdoti – confronta Rivelazione 11:1 Sembra proprio che questo soggetto cerchi di copiare le profezie bibliche, adulterandole, con lÂ’intento di ingannare lÂ’umanità .  “Guardatevi dai falsi profeti che vengono da voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi famelici" - Matteo 7:15  Sapendo chi c’è davvero dietro a tutto questo, possiamo anche riflettere sulla rinascita dello Stato di Israele. Noi sappiamo che il ripristino e il ripopolamento di Israele è una profezia che dovrà adempiersi in senso letterale ma cos’è accaduto nel 1948? EÂ’ rinato lo stato di Israele e, da un punto di vista umano, è sembrata lÂ’adempimento di una profezia biblica. Ovviamente la rinascita di Israele è una profezia biblica ma il punto è comprendere se ciò che è avvenuto nel 1948 sia avvenuto per volontà di Dio e quindi se quellÂ’Israele è lo stesso Israele attraverso il quale tutta lÂ’umanità si sarebbe benedetta e sarebbe durato per sempre. Grazie allÂ’accurata conoscenza della Parola di Dio abbiamo compreso che lÂ’attuale Israele è una mistificazione del popolo di Dio. Si spaccia per la “vergine figlia di Sion” quando è, in realtà , una sordida prostituta – Lamentazioni 2:13; Rivelazione 17:5 È anchÂ’essa un inganno globale perché il suo fautore è il padre della menzogna – Giovanni 8:44 Ovviamente la rinascita di Israele non è stato dovuto allÂ’ultimo re dominante, ovvero alla bestia feroce, tanto meno al falso profeta dal momento che questo soggetto non è ancora comparso sulla scena mondiale ma il punto è comprendere il modo di agire di Satana, il vero padre sia di Babilonia la Grande che dellÂ’ultimo impero rimasto nonché falso profeta. Non dimentichiamo come fu accolta la rinascita di Israele dai capi religiosi del mondo, quasi tutti inclusi. Essi parlarono di adempimento di profezia biblica, di volontà di Dio etc etc. Questo avvenimento fu accolto con grande entusiasmo. Ovviamente entro un certo numero di anni molti si accorsero che “qualcosa non tornava” proprio a motivo del comportamento di queste persone e dei vari truschini politici internazionali che hanno caratterizzato questa nazione fin dallÂ’inizio; non sembrava proprio che lÂ’umanità avesse intrapreso un percorso di benedizioni e felicità … . Nonostante ciò ci sono ancora svariate denominazioni religiose “cristiane” che sono convinte che il ripristino della nazione di Israele avvenuto nel 1948 sia avvenuto per volontà di Dio. Quello che dovremmo tener presente è che Satana si è servito di una profezia biblica per sviare lÂ’umanità . Non è stata la prima volta. In armonia con le parole di Paolo che menzionò “ogni ingiusto inganno, segni e portenti di menzogna”, il nostro arcinemico ha cercato di adulterare la Parola di Dio e il suo colpo da maestro sono state proprio le religioni. Non abbiamo bisogno di elencare i crimini della falsa religione, dobbiamo però concentrarci sul fatto che molte di queste persone erano convinte di fare la volontà di Dio e almeno una parte dÂ’esse rimasero convinte dÂ’avere il supporto scritturale fino alla fine. Sicuramente Satana conosce molto bene la Parola di Dio ed è in grado di utilizzarla e torcerne il significato – confronta Matteo 4:5, 6 Dovremmo supporre che, una volta tolta lÂ’ultima restrizione, Egli non si limiterà a fare “segni e prodigi” ma tra i vari “ingiusti inganni” cercherà di imitare le profezie bibliche dando ad intendere che si stiano adempiendo? Sì, e questo lo possiamo dedurre anche da altre scritture. In unÂ’occasione il Signore disse che nel giorno del giudizio molti gli avrebbero detto: “‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?” ed egli risponde giustamente e categoricamente “Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori dÂ’illegalità ” - Matteo 7:22, 23 Abbiamo già visto i segni e i portenti e abbiamo ipotizzato cosa potrebbero includere ma queste persone dicono anche di aver “profetizzato” in nome suo. Ora profetizzare significa annunciare profezie e per poter rispondere convintamente al Signore “lÂ’abbiamo fatto in nome tuo!” questi devono essere sicuri di aver fatto qualcosa di giusto. LÂ’opera di predicazione comprenderà lÂ’annunciazione di profezie, perché è evidente che la Parola di Dio le comprende. Quindi è assolutamente logico che, parlando di “profetizzare”, questi si riferiscano ad una sorta di opera di predicazione. Noi sappiamo che dal ripristino della vera adorazione ripartirà unÂ’opera di predicazione mondiale che sarà la base per il giudizio di questo sistema e per i vari re della terra – Matteo 10:18 Quindi dobbiamo aspettarci unÂ’opera di predicazione che sarà la base per il giudizio ma che costituirà anche una speranza per tutti coloro che ascolteranno e decideranno di far parte di quel popolo che “ha il compito di rendere testimonianza a Gesù” - Rivelazione 12:17 Ovviamente Satana conosce questa e altre profezie riportate nella Bibbia. Dovremmo credere che starà con le mani in mano mentre il popolo di Dio verrà placidamente radunato dalle quattro estremità della terra? Ovviamente no. Sappiamo che egli scatenerà una dura persecuzione contro di loro – Daniele 12:1; Matteo 24:21, 22 Comunque arriviamo a comprendere che il motivo per cui i veri cristiani saranno odiati da tutto il mondo è perché gli inganni di Satana, attraverso il falso profeta, avranno un discreto successo. Se ci si limitasse a perseguitarli e ucciderli, il risultato potrebbe essere opposto a quello sperato e infatti molte persone si sono avvicinate alla Bibbia vedendo come i cristiani fedeli fossero odiati e perseguitati da tutti – confronta Atti 28:21, 22 Anche in passato questo ha spinto molte persone a farsi domande. Che dire, invece, se oltre ai veri cristiani ci fossero altre persone che si spacciano per il popolo di Dio predicando la loro “falsa buona notizia” avendo anche dalla loro “i segni e i prodigi” che il falso profeta o Satana permetterà di compiere? - confronta Galati 1:8, 9 Riflettiamo sulle parole del Signore e dellÂ’apostolo Paolo. Sappiamo ad esempio che il marchio della bestia permetterà di “comprare e vendere” e chi ci dice che chi avrà lÂ’incarico di apporre questo marchio non “profetizzi” che questa era una profezia biblica, che essi erano destinati a sopravvivere alla fine della guerra? - confronta attentamente Rivelazione 13:13-15 Esattamente come la costruzione del Tempio sarà additata come il risultato della volontà di Dio, così come accaduto per Israele, chi ci dice che ciò non avverrà per molte altre cose? I veri cristiani che predicheranno avranno probabilmente alcuni doni dello Spirito Santo e possiamo supporre che per riuscire a raggiungere tutta la terra in poco più di tre anni, ci sarà almeno quello di “parlare in lingue” - confronta Atti 2:17-21 Se nel frattempo ci saranno anche i “testimoni del falso profeta”, possiamo dedurre che anche loro avranno un dono simile, anche se di origine profondamente diversa – confronta 2 Corinti 11:13-15 Già oggi abbiamo avuto unÂ’anteprima di questa capacità in alcune organizzazioni religiose più che in altre. Ecco perché diventa assolutamente più logico e credibile che il falso profeta riesca a sviare lÂ’intera terra abitata. Tutti coloro che non avranno una mente davvero nobile per andare a scavare e non lasciarsi guidare dallÂ’emotività , e soprattutto coloro che non avranno la conoscenza biblica di base per proteggersi da questi inganni, saranno sviati – Ecclesiaste 6:12; Giovanni 17:3; Efesini 5:11-13 A questo punto possiamo fare delle considerazioni anche sulle “impure espressioni ispirate” che usciranno dalla bocca di Satana, della bestia selvaggia e del falso profeta. Tramite chi, queste espressioni ispirate, saranno veicolate? Ovviamente può darsi benissimo che i re della terra abbiano direttamente delle visioni personali perché Satana, cioè uno dei tre soggetti da cui escono direttamente queste espressioni ispirate, non ha probabilmente bisogno di mezzi umani per attuare i suoi inganni. Tuttavia, dal momento che queste espressioni ispirate arrivano anche dalla bestia selvaggia e dal falso profeta, è facile dedurre che i “volenterosi sacerdoti” di questa nuova religione mondiale si dirigeranno dai re della terra per dire loro cosa fare. Predicheranno la loro versione della “buona notizia” convincendoli che è giunto il momento di liberarsi definitivamente dellÂ’ultimo male rimasto: i veri cristiani. Forse diranno che è volontà di Dio che si protegga la “Terra Santa”. Ovviamente non possiamo essere categorici ma considerando le parole degli ingiusti che fino allÂ’ultimo momento chiederanno stupiti “non abbiamo profetizzato in nome tuo?” è quantomeno possibile che essi avranno un ruolo primario fino alla fine del sistema satanico. Se è vero che Satana sarà particolarmente impegnato nel “confondere le acque”, come potremo distinguere i veri adoratori dai falsi in quel periodo di difficoltà e confusione? Ovviamente, prima di tutto, studiando accuratamente la Parola di Dio – Isaia 48:17 UnÂ’altra cosa che Satana non potrà evitare e che lo porterà a smascherarsi anche verso coloro che potrebbero sentirsi confusi, è che i veri adoratori saranno odiati da tutti mentre i falsi adoratori avranno lÂ’approvazione del mondo – Giovanni 15:19 E ovviamente, “i figli di Dio e i figli del Diavolo sono manifesti da questo fatto: Chiunque non pratica la giustizia non ha origine da Dio, né [ha origine da Dio] colui che non ama il suo fratello. Poiché questo è il messaggio che avete udito dal principio, che dobbiamo avere amore gli uni per gli altri; non come Caino, che ebbe origine dal malvagio e scannò il suo fratello. E per quale motivo lo scannò? Perché le sue opere erano malvage, mentre quelle del suo fratello [erano] giuste” - 1 Giovanni 3:10-12 I figli del Diavolo si riveleranno per la loro cattiveria, mancanza di amore e per i loro assassinii.   Possiamo dunque concludere quanto segue. Pur riconoscendo che potrebbero esserci altri particolari interessanti che ancora non conosciamo e che verranno disseppelliti in futuro, questo sembra essere il significato del numero 666 o 6-6-6 a seconda se lo scopo fosse quello di enfatizzare tre volte questo numero. La volontà di Dio in merito alla terra si espleta e si completa attraverso 7 sigilli, 7 trombe e 7 coppe dellÂ’ira – Rivelazione 5:1; 8:2; 16:1 Il falso profeta, spacciandosi per Dio, cercherà di imitare alcuni di questi segni e prodigi dicendo di essere lui stesso Dio e quindi, pur essendo menzogne e di qualità inferiore ai veri segni e prodigi di origine divina, 6 – 6 – 6 significa tutti gli inganni che attuerà per raggiungere questo scopo. Ovviamente, dietro questo “dio”, non perdiamo mai di vista che in realtà c’è soltanto “un uomo” - Salmo 146:3-5 Nulla di divino – Isaia 44:6  Prendiamo quindi molto seriamente la responsabilità di studiare la Parola di Dio mentre ci prepariamo a difenderci da tutti gli ingiusti inganni che il padre della menzogna preparerà in particolare attraverso il falso profeta – 2 Tessalonicesi 2:9-12 Sia lodato il nostro Padre amorevole il quale non desidera che alcuno sia distrutto e per la nostra salvezza ci rivela, di volta in volta, profonde verità dalla Sua salvifica Parola – Giovanni 17:17 ; 2 Tessalonicesi 2:13-16     Articoli utili per comprendere questo articolo. “Il progetto Blue Beam e la nuova religione mondiale” http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/06/il-progetto-blue-beam-e-la-nuova.html  "Il Tempio sarà ricostruito?" http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/07/il-tempio-sara-ricostruito.html  “Chi agisce da restrizione? In quale tempo si adempie?” http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/08/chi-agisce-da-restrizione-in-quale.html  “Prepariamoci alle macchinazioni di Satana” http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/10/prepariamoci-alle-macchinazioni-di.html  ** Il numero 666 è da riferirsi alla prima bestia selvaggia e non al falso profeta il quale è il primo inganno da essa creato. In questa trattazione, comunque, è indifferente applicare il 666 alla prima bestia selvaggia o al falso profeta in quanto sappiamo che questÂ’ultimo “esercita tutta lÂ’autorità della prima bestia selvaggia davanti a quella” - Rivelazione 13:12  *** Il resoconto di Esodo che menziona le piaghe dÂ’Egitto mostra come “i praticanti di magia” riuscirono ad imitare alcuni segni e prodigi operati da Mosè. EÂ’ interessante notare che, tra questi, ci furono anche “le rane” - Esodo 8:7 Anche questo interessante resoconto sembra indicare che le impure espressioni ispirate simili a rane riguarderanno segni e prodigi che sembreranno di origine divina e lo scopo sarà quello di indurire il cuore dei governanti del mondo a somiglianza di Faraone.    Â
  15. Quando abbiamo visitato una città per la prima volta, magari con l'intento di andare a trovare un amico che si era trasferito, abbiamo avuto bisogno che qualcuno ci desse delle indicazioni e che queste fossero accurate. Diversamente avremmo rischiato di andare da tutt'altra parte, anche di perderci. Sarà capitato ad ognuno di noi, almeno una volta nella vita, di aver chiesto indicazioni stradali e di aver trovato la persona "sbagliata", ovvero quella persona che ci ha spediti da tutt'altra parte o che ha aumentato la nostra confusione. In genere quando si danno delle indicazioni è necessario trovare dei punti di riferimento in comune, ovvero luoghi o monumenti che siano conosciuti da entrambi (colui che da le informazioni e colui che le riceve) o che siano immediatamente riconoscibili. I punti di riferimento sono fondamentali e non dovrebbero essere opinabili. Anche se la maggioranza di noi non potrebbe definirsi un fisico di professione, è altresì evidente che nel nostro modo di parlare abbiamo sempre riconosciuto implicitamente che tempo e spazio fossero intimamente connessi e li abbiamo sempre utilizzati nelle nostre indicazioni. Questo ci è servito per orientarci e per comunicare in maniera efficiente. Se dicessimo ad una persona "Ci vediamo in via del Molino" senza aggiungere altro, questa persona dovrebbe necessariamente chiederci "Quando?". Viceversa se dicessimo "Ci vediamo alle 15 di oggi pomeriggio" il nostro interlocutore dovrebbe chiederci "Dove?". Diversamente potremmo non incontrarci mai e questo perché l'informazione sarebbe incompleta. Ma il problema, come già accennato, non riguarda soltanto le informazioni incomplete ma anche quelle opinabili. Se dicessimo "Ci vediamo nel posto più importante della città !" il nostro amico probabilmente ci chiederebbe "Più importante dal punto di vista di chi?". Oppure se dicessimo "Ci vediamo a nord" il nostro interlocutore dovrebbe chiederci "A nord di cosa?" e così via. Quindi è evidente: affinché la nostra comunicazione sia efficace dobbiamo assicurarci entrambi di conoscere e condividere alcuni concetti fondamentali. Per molti di noi questi concetti saranno assolutamente scontati e banali ma partendo da questo assunto proviamo ad applicare questa "banalità " nello studio della Bibbia. Sicuramente le informazioni che Essa dà non sono incomplete (confronta Proverbi 2:1-6; Romani 15:4; 2 Timoteo 3:16, 17) anche se, come ben sappiamo, alcune di queste potranno essere comprese solo al tempo stabilito da Dio. Non sono neppure opinabili se abbiamo compreso che l'unico "punto di vista" che conta davvero è quello dell'Iddio Onnipotente – Isaia 55:9; Giobbe 40:1-5 Almeno i veri cristiani non fanno dibattiti sull'attendibilità delle parole di Dio – Romani 3:3, 4 Il problema, semmai, è il nostro intendimento relativo alle Sue parole. Intendimento che, come abbiamo visto, può variare notevolmente se ci facciamo guidare dai nostri preconcetti, educazione religiosa, desideri personali o altre cose. Gli ultimi articoli hanno rimesso Israele al centro dell'attenzione, non soltanto come nazione "geografica" ma anche per quanto concerne il ripristino della vera adorazione – (si vedano gli articoli intitolati "144.000 e oltre" e "Svelato un sacro segreto: il ripristino della vera adorazione"). Questo, come abbiamo già iniziato a vedere nell'articolo "Comprendere l'identità dell'esercito dei cieli"*, sta modificando in maniera sostanziale alcune nostre convinzioni. Senza dover accettare per partito preso le tesi presentate in questo blog, dovremmo chiederci se la nostra difficoltà ad accettare certe spiegazioni è dovuta veramente a convinzioni scritturali o semplicemente al "fastidio" di doversi rimettere in discussione in maniera così pesante. Il cristiano, quando scava, cerca di comprendere quello dice la Bibbia a prescindere da cosa "ne verrà fuori" ed è ben diverso da colui che "scava" nel tentativo di trovare ogni versetto, frase, virgola o accezione che possa in qualche modo confortare le proprie convinzioni o la propria organizzazione religiosa – Atti 17:11 Solo in questo modo dimostriamo di accettare il "punto di vista" di Dio. Comunque sia il ripristino di Israele nel posto che le Scritture gli danno, ci permette di fare alcune considerazioni importanti in merito ai rispettivi re di nord e di sud descritti in Daniele. Parlando di indicazioni nessuno farebbe fatica ad accettare che le rispettive definizioni dei re sono da attribuirsi al fatto che essi si trovassero rispettivamente a nord e a sud di Israele. Siamo d'accordo su questo, non è vero? Quindi il punto di riferimento che dovremmo conoscere tutti senza eccezioni, come nel caso di una chiara indicazione stradale non opinabile, è Israele. La Parola di Dio non si è limitata a chiamare questi re "del nord o del sud" ma si è capito fin dall'inizio rispetto a chi o cosa fossero tali. Fino ad un certo punto abbiamo seguito questa indicazione ma poi, per motivi assolutamente discutibili, abbiamo abbandonato il punto di riferimento. Israele scompare dalla scena mondiale per 19 secoli ma nonostante questo noi abbiamo continuato a cercare e ad "individuare" questi re. A nord o a sud di cosa si trovano, questi regni, se non c'è più il punto di riferimento? La questione potrebbe sembrare un pochino più sottile infatti qualcuno potrebbe asserire che, anche se Israele non è più esistita come nazione politica, è rimasta sempre la zona geografica dove un tempo si ergeva Israele e questo è indiscutibilmente logico. Questo però presuppone il fatto che Israele fungesse esclusivamente da indicazione geografica senza nessun'altra implicazione. Tuttavia dovremmo chiederci se la descrizione dei re riportata in Daniele ha a che fare anche con le sorti di Israele più che essere una semplice indicazione geografica. Ebbene, se lasciamo che sia soltanto la Bibbia a guidarci, vediamo chiaramente come queste definizioni riguardino le mire di questi re sul "paese Splendido". Che questi re abbiano attaccato, conquistato direttamente Israele o si siano posti come "difensori", nessuno può negare che in tutto il libro biblico di Daniele è sempre il rapporto con la nazione ad identificarli. Quindi il problema rimane ed è evidente. Com'è possibile trovare un qualsiasi re, di nord o di sud, nel momento in cui non esiste non Israele come punto di riferimento geografico ma come oggetto di contesa? Non è forse anche questo da ricollegarsi a quella convinzione pregressa, cioè che Israele abbia smesso di avere importanza nel proposito di Dio? Se volessimo essere coerenti con il passaggio da Israele fisica ad Israele spirituale dovremmo identificare questi re almeno in riferimento ai cristiani ma come potremmo distinguerli, oggi, dal momento che essi dovrebbero trovarsi in ogni parte del globo? Se il punto di riferimento è "dappertutto" non esiste più nord né sud e non esiste più alcun punto di riferimento. Quindi proviamo a rimettere in discussione quello che ci è stato insegnato alla luce della conoscenza attuale e vediamo se la nostra ipotesi trova il conforto o la resistenza delle Scritture.  La statua del sogno di Nabucodonosor e il “quinto” corno  Torniamo a parlare della famosa statua del sogno di Nabucodonosor descritta nel secondo capitolo di Daniele. Ovviamente non staremo più a fare disquisizioni se l'ultimo re, i piedi, possa essere o meno un re del sud perché ormai abbiamo capito che non è né scritturale né logico. Sarà utile, però, fare un passo indietro e contare semplicemente gli imperi. Dalle gambe di ferro, soggetto che sappiamo essere lÂ’impero romano, si passa direttamente ai piedi di ferro e argilla. Possiamo disquisire sul fatto che ogni singolo impero, fino alla sua definitiva caduta come dominante, possa avere uno o più imperatori. La stessa antica Babilonia qui descritta iniziò con Nabucodonosor ma si protrasse, almeno per un poÂ’ di tempo, fino a Baldassarre (Daniele capitolo 5) pur rimanendo la testa dÂ’oro finché non fu sostituito dallÂ’impero dominante successivo, la Media-Persia. Allo stesso modo possiamo vedere che Roma, durante il periodo di dominazione su Israele, ebbe più imperatori eppure rimase simboleggiata dalle gambe di ferro. Di fatto la statua indica vari imperi differenti i quali sono stati appunto Babilonia, Media-Persia, Grecia e Roma. Prendendo atto di questo fatto scritturaleÂ… non notiamo che c’è già qualcosa che non torna con quello che ci è stato insegnato? Se i vari re del nord (e di conseguenza quelli del sud) si sono susseguiti a prescindere da Israele, da quale parte della statua sarebbero identificati lÂ’impero carolingio, lÂ’impero tedesco e il Terzo Reich? Anche volendo unire lÂ’impero tedesco con il Terzo Reich a motivo della condivisione territoriale, non manca come minimo lo spazio per uno o due imperi? Infatti come abbiamo visto, a prescindere da chi sia lÂ’ultimo impero descritto nella statua, è evidente che esso devÂ’essere in vita ancora oggi dal momento che il Regno di Dio non è ancora intervenuto negli affari umani ponendo loro fine – Daniele 2:44, 45 Non sembra questo in armonia con la tesi della scomparsa di Israele? Israele, infatti, scompare proprio sotto lÂ’impero Romano come conseguenza della distruzione di Gerusalemme – confronta Daniele 11:15-17; Luca 21:20-22 Chiediamoci anche perché, proprio su quegli imperi su cui si sprecano le interpretazioni discordanti di svariate confessioni religiose, proprio dalla statua di Nabucodonosor non abbiamo nulla. Daniele ebbe lÂ’intendimento di diversi imperi che si sarebbero susseguiti anche molti anni dopo la caduta di Babilonia e ammesso e non concesso che si potesse disquisire sullÂ’identità di questi, di certo nessuno si è mai messo a disquisire sulla quantità . Infatti la storia conferma lÂ’esatta successione degli imperi da egli descritti. Come mai solo noi del XX e XXI secolo stiamo disquisendo che, dopo le gambe di ferro, ce ne siano in realtà altri due, tre o quattro?  Quanti imperi contiamo nella statua del sogno di Nabucodonosor? Quanti imperi disse che ci sarebbero stati, Daniele?  Proviamo anche a riflettere su unÂ’altra parte del libro di Daniele, ovvero il capitolo 8. Ai versetti da 8 a 12 si legge “Il capro si esaltò moltissimo, ma appena fu diventato potente, il grande corno si ruppe; al suo posto spuntarono quattro corna notevoli, verso i quattro venti dei cieli. Da uno di essi spuntò un altro corno, piccolo, che crebbe moltissimo verso sud, verso est e verso il Paese Splendido. Crebbe così tanto da raggiungere lÂ’esercito dei cieli, e fece cadere a terra parte dellÂ’esercito e parte delle stelle, e le calpestò. Sfidò perfino il Principe dellÂ’esercito, e a Lui fu tolto il sacrificio continuo, e il luogo stabilito del Suo santuario fu abbattuto. A motivo della trasgressione un esercito fu ceduto insieme al sacrificio continuo; e il corno continuò a gettare a terra la verità , agì ed ebbe successo". Riflettiamo un attimo su quello che sappiamo. Intanto dobbiamo dire che questo è uno dei capitoli più "controversi" di Daniele a cui sono state date svariate interpretazioni. Per alcuni, dal momento che il "quinto corno" (cioè l'ultimo, quello che spunta da uno dei quattro) si vede sulla testa del capro, dev'essere un generale dell'esercito greco. Infatti l'obiezione più comune ha a che fare con il tempo di riferimento. Non sembra in effetti un poÂ’ strano che la profezia faccia un balzo di migliaia di anni? Noi sappiamo che il grande corno sulla testa del capro è Alessandro Magno e le quattro corna che spuntano alla sua morte sono i suoi quattro generali che di fatto dividono quell'immenso impero. Uno di questi corni si rivelerà essere l'impero romano e su questo c'è ben poco da discutere perché è la storia a confermarlo ma da questo punto in poi non si fa menzione di nessun altro impero intermedio perché di quest'ultimo corno, che deriva dall'impero romano, si dice che "Crebbe così tanto da raggiungere lÂ’esercito dei cieli, e fece cadere a terra parte dellÂ’esercito e parte delle stelle, e le calpestò. Sfidò perfino il Principe dellÂ’esercito, e a Lui fu tolto il sacrificio continuo, e il luogo stabilito del Suo santuario fu abbattuto". Da questi versetti non solo vediamo che non c'è alcun altro impero tra il quarto corno e il quinto, ma che è sempre il paese dell'Adornamento ad essere il filo conduttore. Quindi qual è l'unica risposta logica all'obiezione "Per quale motivo la profezia dovrebbe fare un salto di quasi 2.000 anni"? Perché per quasi 2.000 anni non c'è più stato l'oggetto della contesa che ha intitolato i re antagonisti come re del nord e re del sud. Ovvero Israele.  Implicazioni per noi  Questo scenario ci porta a delle conclusioni davvero significative. Intanto scardina definitivamente lÂ’ipotesi che “il quinto corno” del capitolo 8 di Daniele possa essere Antioco IV Epifane e quindi lÂ’ipotesi sul periodo di riferimento ma aggiunge un altro motivo (se mai ce ne fosse stato bisogno) per cui il "tempo della fine" non può essere iniziato nel 1914. Se, infatti, l'ultimo impero doveva rivelarsi solo alla comparsa di Israele, nessuna data antecedente al 1948 può essere considerata valida. Può essere una data posteriore, ovviamente, ma non precedente. Questo ci aiuta anche a comprendere che quando il Signore parlò di “guerre e notizie di guerre”, nonché degli altri aspetti del segno, il punto di riferimento sarebbe stato Israele sia nel primo secolo che nel tempo della fine – Matteo 24:3-29 Anche il libro biblico di Rivelazione, il quale menziona profezie a venire, elenca gli stessi avvenimenti dei vangeli e abbiamo compreso che almeno una parte delle trombe di giudizio sono dirette proprio contro questa nazione.  Ricostruzione storica  Come abbiamo ipotizzato, dunque, il penultimo re del nord deve essere un imperatore romano e non può essere uno qualsiasi. Esso deve svolgere la sua ultima attività entro la distruzione di Gerusalemme o, al limite, entro la fine del primo secolo. Infatti se non possiamo separare i vari re di nord e di sud dalla nazione di Israele, non possiamo neppure farlo dalla vera adorazione (che sappiamo scompare, come religione organizzata, alla fine del primo secolo). L'ultimo re del nord storico deve essere colui che ha a che fare con la distruzione di Gerusalemme o, al limite, con la morte dell'ultimo apostolo. Stiamo parlando quindi dell'imperatore Vespasiano (69-79 E.V.) o al massimo dell'imperatore Traiano (98-117)**. La ricostruzione storica dettagliata in merito alla rivalità tra il re del nord e il re del sud sarà presa in esame in un prossimo articolo perché adesso è importante vedere se la nostra ipotesi della centralità di Israele trova il conforto della Scrittura, quindi della storia biblica. Inoltre qual è lÂ’avvenimento descritto in Daniele che conclude lÂ’attività del penultimo re del nord e quale quello che dà inizio allÂ’ultimo? Rispondere a questa domanda è molto importante perché ci permetterebbe di comprendere a che punto ci troviamo, profeticamente parlando, e cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro.  Una delle difficoltà maggiori che potrebbero confonderci è considerare che alcune scritture abbiano, o possano avere, due adempimenti, e nella Bibbia abbiamo molti esempi di questo tipo. Lo stesso Signore Gesù Cristo, parlando del tempo della fine, menzionò vari avvenimenti che i cristiani del primo secolo avrebbero potuto riconoscere ma che avrebbero riguardato anche avvenimenti futuri – confronta Matteo 24:14, 21, 29-31 Quindi è evidente, in particolare per quanto riguarda i versetti che vanno dal 29 al 39 del capitolo 11 di Daniele, che la difficoltà dellÂ’intendimento riguarda anche comprendere quali versetti abbiano un secondo adempimento e quali, invece, sono circoscritti esclusivamente nel passato. Dobbiamo fare molta attenzione a non far dire alla Scrittura quello che non dice e il pericolo esiste per cui, per il momento, cerchiamo di dimenticare che le scritture possano avere un secondo adempimento cercando una ricostruzione cronologica coerente. Possiamo intanto isolare un passaggio chiave nel capitolo 11 di Daniele che è il versetto 31 ovvero la “cosa ripugnante che causa devastazione” (v. 31) avvenimento citato da Gesù stesso in riferimento agli eserciti romani che distrussero Gerusalemme e il suo tempio – confronta Matteo 24:15, 16 In teoria se avessimo la certezza che “il Condottiero del patto” fosse Cristo Gesù, potremmo asserire che i versetti che vanno dal 22 fino al 31 coprono un periodo di tempo ben specifico ovvero quello che va dal 33 al 70 E.V. Questo, esattamente come fa il libro “Prestate attenzione alle profezie di Daniele!” ci porterebbe a stabilire che lÂ’imperatore di riferimento durante la morte del Signore è Tiberio Cesare. Tuttavia dobbiamo citare, per correttezza, come viene tradotto questo versetto nelle altre traduzioni bibliche. La “Riveduta” traduce semplicemente “un capo dellÂ’alleanza”, la traduzione CEI, Gerusalemme, Nuova Diodati, e Luzzi traducono “il capo dellÂ’alleanza” e così fanno molte altre. Soltanto la Diodati e la Nuova Riveduta traducono “capo del patto” e “principe del patto”. Qualunque sia la maniera più corretta di tradurlo, se leggiamo attentamente il versetto e il suo contesto si comprende che questa persona (chiunque sia) viene infranta in guerra e onestamente non possiamo dire che il Nostro Signore venne ucciso a motivo di una guerra o guerriglia da lui fomentata. In questa trattazione non staremo a disquisire sulla possibile identità di questo personaggio per non uscire troppo dal tema*** ma per quanto ne sappiamo, almeno per il momento, le ipotesi a sostegno che “il Condottiero del patto” sia il Nostro Signore Gesù Cristo semplicemente non reggono davanti allÂ’evidenza. Anche se è indiscutibile che il versetto 31 si riferisca alla distruzione del Tempio in quanto citato dalla Fonte più autorevole di tutte, non possiamo asserire lo stesso per il versetto 22 il quale, al contrario, potrebbe menzionare avvenimenti accaduti anche molti anni prima. Se la parte successiva è anchÂ’essa in ordine cronologico com’è scontato pensare, diventa immediatamente chiaro il significato in quanto ci dice che egli (cioè il re del nord) “porterà allÂ’apostasia quelli che agiscono malvagiamente contro il patto” e questo è un riferimento allÂ’apostasia di cui avvertì Paolo – Atti 20:29, 30; 2 Tessalonicesi 2:7 Se infatti questa illegalità era già allÂ’opera nel primo secolo, questa profezia non esce necessariamente dal quel periodo e la scrittura sta semplicemente specificando che in futuro questi lÂ’avrebbero fatta da padrone. LÂ’apostasia è completamente formata ed evidente entro il terzo secolo quando il “cristianesimo” diventa religione di stato (quindi è stata Roma a condurli allÂ’apostasia esattamente come dice la scrittura) ma essa non comparve certo dal nulla. Come avvertì Paolo, tutto era già in fermentazione nel primo secolo. Comunque i cristiani fedeli, cioè quelli che conoscevano davvero il loro Dio (confronta Giovanni 15:20, 21) “agirono con efficacia” rimanendo fedeli fino alla morte e durante la loro opera di predicazione “impartirono intendimento a molti” - Daniele 11:32, 33; Atti 16:5 Tutte le ricostruzioni storiche che escono dallo stato di Israele o dai primi cristiani non hanno il supporto della Scrittura, al contrario la Scrittura dice chiaramente che lÂ’apostasia non avrebbe avuto più alcun freno con la morte dellÂ’ultimo apostolo; Daniele non sta facendo altro che rimarcare questa profezia confermando quanto detto dallÂ’apostolo Paolo. Non solo. Questa conclusione rafforza ulteriormente quanto abbiamo già visto nellÂ’articolo dedicato al ripristino della vera adorazione. La vera adorazione “scompare” con gli apostoli (quelli che avevano intendimento) e da quel momento in poi nessuna organizzazione religiosa sulla terra ha potuto più definirsi “organizzazione di Dio” ma essa ripartirà da quelli che hanno intendimento esattamente come nel primo secolo. Sappiamo infatti che i 144.000, o una parte dÂ’essi, saranno coloro che ripristineranno la vera adorazione. A questo punto, parlando sempre di persecuzione, il versetto 35 ci dice che questa si sarebbe protratta “fino al tempo della fine” e questo è interessante perché indica una continuità . La scrittura non dice che la persecuzione sarebbe ricominciata nel tempo della fine ma che sarebbe continuata. Questo lascia intendere che coloro che hanno perspicacia sono sempre esistiti, per tutto lÂ’arco della storia umana, e hanno sempre fatto parte dello stesso popolo. Gesù infatti disse ai giudei suoi discepoli “sono con voi tutti i giorni fino al termine del sistema di cose” - Matteo 28:20 Anche se non possiamo escludere che singoli cristiani di altre nazioni e confessioni abbiano avuto, nellÂ’arco della storia, una certa perspicacia (come la storia dimostrerebbe) ricordiamo che è sempre da Israele che deve ripartire la vera adorazione. In Rivelazione, alla fine della loro predicazione vediamo “spuntare” la donna, ovvero lÂ’organizzazione di Dio sulla terra, ben riconoscibile e purificata. Ed ecco che il “cambio di re” potrebbe trovarsi proprio tra il versetto 35 e il versetto 36 in quanto, avendo precedentemente menzionato la persecuzione fino al tempo della fine, solo da questo momento in poi si stia parlando di avvenimenti relativi a quel tempo. I versetti che vanno dal 36 al 39 infatti recitano “Il re farà quello che vorrà , si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni dio; pronuncerà cose sorprendenti contro lÂ’Iddio degli dèi. E avrà successo finché lÂ’ira non avrà raggiunto il limite, perché quello che è stato deciso deve compiersi. Non avrà riguardo per lÂ’Iddio dei suoi padri, né per il desiderio delle donne né per alcun altro dio, ma si magnificherà al di sopra di tutti. Piuttosto darà gloria al dio delle fortezze; con oro, argento, pietre preziose e oggetti di valore darà gloria a un dio che i suoi padri non avevano conosciuto. Agirà contro i bastioni più fortificati, insieme a un dio straniero. Conferirà grande gloria a quelli che lo riconosceranno e li farà governare fra molti; e ripartirà il suolo dietro compenso”. Non è necessario, dunque, cercare innumerevoli re del nord o del sud per tutto lÂ’arco della storia umana perché se non ci facciamo guidare dai nostri preconcetti, la Scrittura è chiara. Avendo quindi escluso quelle ricostruzioni storiche forzate che includono Carlo Magno, Guglielmo I o Hitler, vediamo quanto questa descrizione rimarca le parole del Signore, dellÂ’apostolo Paolo e del libro Rivelazione – confronta Daniele 7:11; Matteo 24:24; 2 Tessalonicesi 2:3-12; Rivelazione 13:11-14 Il tempo della fine, in riferimento al rapporto con i veri cristiani e il tentativo di Satana di sviarli, è evidente in questi versetti. Siamo passati direttamente dal penultimo re del nord, Roma, al “tempo della fine”. Sarà sempre il re del nord, esattamente come accadde in passato, a sviare i falsi cristiani e questa volta sarà completamente manifesto attraverso il falso profeta – Rivelazione 13:11-14 I 144.000 avranno lÂ’incarico di ripristinare la vera adorazione ma essi non saranno gli unici cristiani, i quali infatti si troveranno sparsi in tutto il pianeta – confronta Rivelazione 12:17 Saranno proprio questi “cristiani delle nazioni” a ricevere la persecuzione nellÂ’ultimo periodo del sistema satanico – confronta Rivelazione 12:17 I versetti da 40 in poi specificano gli avvenimenti che riguardano la rivalità dei due re, soggetto che era stato temporaneamente messo da parte per parlare dei cristiani.  Da quanto abbiamo visto, quindi, non è assolutamente necessario cercare i rispettivi re, di nord e di sud, in quellÂ’arco di tempo in cui Israele non esiste. Questo ci permette non solo di rimanere coerenti con la statua di Nabucodonosor che termina con lÂ’Impero Romano per poi passare allÂ’ultimo impero dominante nonché con il “quinto” corno del capro, ma anche di comprendere meglio il significato di alcune scritture. Il popolo di Dio, quello che non ha mai smesso di esistere nonostante la persecuzione, avrà un risveglio e sarà impegnato, negli ultimi giorni, ad impartire intendimento a molti. Lo stesso faranno coloro che accetteranno il loro messaggio. Questo riconferma e quindi rafforza quello che abbiamo visto in merito alla vera adorazione. Comprendendo a che punto ci troviamo nellÂ’adempimento della profezia, attendiamo dunque con ansia lÂ’avvenimento successivo (lÂ’ultima guerra tra il re del nord e il re del sud) perché, anche se è unÂ’aspettativa tuttÂ’altro che allegra, a quel punto sapremo che il Nostro Signore è davvero alle porte e quello sarà anche il momento di “levare in alto la testa” - Marco 13:29, 30     * Gli articoli menzionati si trovano ai seguenti link  http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/02/144000-e-oltre.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/03/svelato-un-sacro-segreto-il-ripristino.html http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2018/03/comprendere-lidentita-dellesercito-dei.html  ** Questo significa che da Aureliano in poi (menzionato nel libro "Prestate attenzione alle profezie di Daniele!" a partire dalla pagina 240) tutte le ricostruzioni sarebbero errate perché assolutamente arbitrarie. Tra lÂ’imperatore Vespasiano e Traiano ci sono ancora gli imperatori Tito Flavio Vespasiano (79-81), Tito Flavio Domiziano (81-96) e Marco Cocello Nerva (96-98).  *** Molti esegeti e commentatori ritengono che sia un riferimento a ciò che accadde nel periodo di Antioco IV Epifane (il quale dovrebbe essere anche il quinto corno del capro) e Giuda Maccabeo. Come spiegato in un articolo precedente, per quanto riguarda il capitolo 8 di Daniele, le Scritture semplicemente non corroborano e anzi demoliscono questa ipotesi. Infatti non è possibile identificare Giuda Maccabeo come il “Principe dellÂ’esercito” a cui vengono tolti i sacrifici continui e per altri particolari importanti. A questo riguardo si veda lÂ’articolo intitolato “Quattro Armaghedon o uno soltanto?” nel seguente link http://attenzioneallaprofezia.blogspot.it/2017/09/quattro-armaghedon-o-uno-soltanto.html Comunque un errore comune è stato quello di fare un parallelo tra questi versetti del capitolo 8 e quelli del capitolo 11. Mentre nel capitolo 8 si parla del “Principe dellÂ’esercito dei cieli” a cui, tra lÂ’altro, si fanno sacrifici continui e si dice, inoltre, che lÂ’avversario “raggiunge i cieli” e toglie il sacrificio al “Suo santuario” (suo, del Principe dellÂ’esercito) nel capitolo 11 si parla semplicemente di un generico “capo dellÂ’alleanza” e il contesto parla di schermaglie militari. EÂ’ evidente che i due soggetti non possono essere paragonati e quindi non è affatto escluso che le ipotesi che intravedono Antiovo IV, esclusivamente per il capitolo 11, possano essere corrette. Â

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